Jimmy Fallon & Justin Timberlake: Tutti gli Sketch di “History of Rap” [VIDEO]

Justin Timberlake, Jimmy Fallon

Ci sono cose che riescono a cambiarti la giornata in meno di 5 minuti. Una di queste si chiama YouTube, fonte ispiratrice di mille risate se usato nel modo corretto. Se poi si prende un comico con la vena artistica e un cantante con la vena comica e li si mette assieme su qualcosa di assolutamente inaspettato il gioco è fatto.

I video di Jimmy Fallon e Justin Timberlake sono un must e in particolar modo gli sketch riguardanti la storia della musica rap. I due, grandi amici da sempre, hanno iniziato anni fa a metter su un medley di pezzi rap storici trasformandolo in una gag all’interno di uno dei programmi TV di Jimmy Fallon. Sicuramente erano al corrente che l’esibizione avrebbe fatto parlare ma scommetto che mai si sarebbero aspettati di essere sulla bocca di tutti con uno dei video televisivi più virali della storia. La conseguenza? L’inevitabile sequel e quello dopo ancora e quello dopo ancora per un totale di 5 video in cui rappano e ballano come se non ci fosse un domani citando Tupac, Notorious B.I.G., N.W.A., Jay-Z, Snoop Dogg, House of Pain e chi più ne ha più ne metta.

L’ultimo è andato in onda il 21 febbraio 2014 e in un paio di giorni ha fatto strage di visualizzazioni. Ecco tutti i capitoli della saga History of Rap dal più recente al più datato con scaletta compresa. Have fun!

HISTORY OF RAP #5

LL Cool J — I’m Bad
Run DMC — Beats to the Rhyme
Crazy Calls – Wait for the Beep
Beastie Boys — Fight For Your Right
Tone Loc — Wild Thing
DJ Jazzy Jeff & the Fresh Prince – Fresh Prince Theme
Salt N’ Pepa — Whatta Man
Positive K — I Got A Man
The Notorious B.I.G. – Big Poppa
Dr. Dre feat. Snoop Dogg – Dre Day
Warren G feat. Nate Dogg – Regulate
N.W.A. — Straight Outta Compton
Ini Kamoze – Hot Stepper
Outkast – So Fresh, So Clean
Busta Rhymes feat. P. Diddy & Pharrell — Pass the Courvoisier, Part II
Kris Kross – Jump
Skee-Lo — I Wish
Jay Z – 99 Problems
Ludacris — Move Bitch (Get Out the Way)
Drake — Started From the Bottom
Kendrick Lamar — Swimming Pools (Drank)
Kanye West feat. T-Pain — Good Life
Run DMC — Walk This Way

HISTORY OF RAP #3 + #4

Run-DMC – “King of Rock”
LL Cool J – “Mama Said Knock You Out”
DJ Jazzy Jeff & The Fresh Prince – “Parents Just Don’t Understand”
De La Soul – “Me, Myself and I”
JJ Fad – “Supersonic”
Sir Mix-a-Lot – “Baby Got Back”
Young MC – “Bust a Move”
House of Pain – “Jump Around”
Ice Cube – “It Was a Good Day”
Coolio – “Gangsta’s Paradise”
The Fugees – “Killing Me Softly”
Beastie Boys – “Sabotage”
Jay-Z – “I Just Wanna Love You (Give It 2 Me)”
OutKast – “Ms. Jackson”
Snoop Dogg – “Drop It Like It’s Hot”
Kanye West – “Stronger”
Nicki Minaj -“Super Bass”
Naughty By Nature – “Hip Hop Hooray”
+
Sugarhill Gang – “Apache (Jump On It)”
Grandmaster Melle Mel – “White Lines (Don’t Do It) ”
Kurtis Blow – “Basketball”
Fat Boys – “The Fat Boys”
Run-DMC – “It’s Tricky”
Beastie Boys – “No Sleep Till Brooklyn”
LL Cool J – “Going Back to Cali”
Slick Rick – “Children’s Story”
2 Live Crew – “Me So Horny”
A Tribe Called Quest – “Scenario”
Cypress Hill – “Hand on the Pump”
Wreckx-N-Effect – “Rump Shaker”
Salt N Pepa – “Shoop”
Snoop Doggy Dogg – “Gin and Juice”
Busta Rhymes – “Woo-Ha! Got You All in Check”
The Notorious B.I.G. – “Hypnotize”
Missy Elliott – “Get Ur Freak On”
Jay-Z – “Izzo (H.O.V.A.)”
Nelly – “Ride Wit Me”
50 Cent – “P.I.M.P.”
Chamillionaire – “Ridin Dirty”
Wiz Khalifa – “Black & Yellow”
Trinidad James – “All Gold Everything”
Macklemore & Ryan Lewis – “Thrift Shop”
Eminem – “Lose Yourself”

HISTORY OF RAP #1 + #2

Sugarhill Gang – “Rapper’s Delight”
Run-DMC – “Peter Piper”
Beastie Boys – “Paul Revere”
A Tribe Called Quest – “Award Tour”
Digital Underground – “The Humpty Dance”
Snoop Dogg feat. Dr. Dre – “Nuthin’ but a ‘G’ Thang”
Tupac Shakur – “California Love”
The Notorious B.I.G. – “Juicy”
The Roots – “The Seed”
Eminem – “My Name Is”
Missy Elliott – “Work It”
Soulja Boy Tell ‘Em – “Crank That (Soulja Boy)”
T.I. feat. Rihanna – “Live Your Life”
Kanye West feat. Jamie Foxx – “Gold Digger”
Jay-Z feat. Alicia Keys – “Empire State of Mind”
+
Kurtis Blow – “The Breaks”
Grandmaster Flash and the Furious Five – “The Message”
N.W.A – “Express Yourself”
Public Enemy – “Bring the Noise”
Rob Base and DJ E-Z Rock – “It Takes Two”
Salt-N-Pepa – “Push It”
Vanilla Ice – “Ice Ice Baby”
Fatman Scoop – “Put Your Hands Up”
Cypress Hill – “Insane in the Brain”
DJ Kool – “Let Me Clear My Throat”
DMX – “Party Up in Here”
Nelly – “Hot in Herre”
50 Cent – “In Da Club”
OutKast – “Hey Ya”
Lil Wayne – “A Milli”
DJ Khaled – “All I Do Is Win”
Cali Swag District – “Teach Me How to Dougie”
Rick Ross – “B.M.F.”
Biz Markie – “Just a Friend”
Kurtis Blow – “The Breaks”

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Lana Del Rey: cronaca di un concerto dedicato ai fan

Lana Del Rey

facebook.com/lanadelrey

In un mondo così frenetico che vede nel caos la soluzione per sopravvivere e nel futuro prossimo la direzione in cui andare, Lana Del Rey spiazza chiunque e, trionfante, fa capire che le cose, insomma, non stanno proprio così. O perlomeno non per tutti.

Il ritorno al passato, alle origini, a ciò che di bello ci siamo buttati alle spalle senza troppi ripensamenti è ancora troppo forte per lasciarlo andare davvero. Una diva tra quello che fu e quello che è, così vedo Lana. Tratti e lineamenti del passato e sì, qualche ritocchino chirurgico del presente. Leggiadria nei movimenti, nel parlare, nel cantare: è evidente non possano essere frutto di quest’era. Ma anche beat freschi, di nuova sperimentazione.

Un compromesso perfetto. O forse una contraddizione che funziona.  

La Nancy Sinatra degli anni duemila+dieci che ha sfornato due lavori in un anno, Born To Die e la sua ri-edizione The Paradise Edition che più che una ri-edizione è un album a tutti gli effetti. Due lavori superlativi, dal punto di vista cantautoriale e musicale. Quella che chiamo la mia piacevole scoperta 2012/2013. Finalmente qualcosa di nuovo e vintage al tempo stesso, finalmente il coraggio di distinguersi dalla massa dei cantanti di oggi che, per paura di mettersi in gioco, non osano, si amalgamano e si dimenticano nel giro di un singolo portafortuna.
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Ieri sera al Mediolanum Forum di Milano, dopo i concerti di Roma e Torino, sinceramente non sapevo cosa aspettarmi se non migliaia di persone in più rispetto a quelle che avrebbe potuto contenere l’Alcatraz, inizialmente venue dello show milanese, successivamente modificata per l’inesauribile richiesta di biglietti. Non sapevo cosa aspettarmi perché ero e sono tuttora convinta che Lana Del Rey è una di quelle artiste da ascoltare su CD. Non perché abbia dato rilievo alle voci insistenti che la vogliono stonata e insicura sul palco, tutt’altro. Lei che inizialmente, dopo le critiche ricevute a seguito della sua performance al Saturday Night Live, aveva deciso di posticipare il tour mondiale, ha fatto passi da gigante da quel punto di vista. Mai fuori luogo né fuori nota, sempre sorridente e divertita dall’affetto dei fan. Però la magia che riesce ad esprimere attraverso un lavoro ben confezionato è perfetta per una situazione da luce spenta, occhi chiusi e tanta voglia di far viaggiare la mente. Cosa che in piedi ad un concerto non è possibile, soprattutto se hai il vicino che ti calpesta i piedi o quello davanti che alza le braccia proprio nel momento in cui cerchi di fare la tua foto migliore.
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Lana Del Rey

LIVE @ Mediolanum Forum, Milan

Nonostante questo, la sua grazia e la sua onorevole umiltà hanno comunque fatto centro. Un concerto non troppo lungo – poco meno di un’ora e mezza, una squadra di bravi musicisti – big up per le violiniste con coroncina di fiori sui capelli, una scenografia di grande effetto – assolutamente in tema con la copertina di The Paradise Edition: tropicale, esotica, di altri spazi e tempi, con due grandi megaschermi che la riprendevano in versione seppia e in bianco e nero, effetto Instagram.
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Le luci si spengono, il boato del pubblico si fa sentire e da dietro le quinte la voce di Lana comincia il suo show: è con Cola che il velo posizionato davanti al palco cade giù e lascia apparire la bellissima scenografia con statue di leoni e palme tropicali incluse. Canta, scoppia a ridere, riprende la strofa: è divertita e travolta, Lana, dall’affetto dei suoi fan tanto che scende subito sotto al palco per salutarli e stampare un bacio sulle labbra ad uno di loro. Si prosegue la corsa con Body Electric e l’immancabile Blue Jeans che tutto il Forum di Assago canta a memoria. Stessa solfa, naturalmente, per Born To Die su cui Lana si lascia andare al politically uncorrect modificando le lyrics in let me f*** you hard in the pouring rain. Si arriva a Carmen in un batter d’occhio. Non si lascia trasportare dai grandi discorsi Lana se non intervallando con sorrisi e saluti una canzone e l’altra e provando a mettere le mani avanti: Ieri sera ho urlato così tanto che pensavo di non potercela fare stasera. Dai Lana che sei in grado. Con Blue Velvet, splendida cover di Tony Bennett, l’atmosfera si fa via via più intima fino ad arrivare ad American che, per l’occasione, viene storpiata in be young, be dope, be proud like an Italian. Chi glielo spiega che qui sta la crisi? Without You è uno dei pezzi che più le rende giustizia riadattato, sulla coda, in una versione rilassata della sempre piacevole Knockin’ on Heaven’s Door di Bob Dylan. Si continua a destreggiare con buoni voti anche su Young and Beautiful, colonna sonora del film Il Grande Gatsby che uscirà i prossimi giorni in tutte le sale italiane. Su Ride Lana si prende qualche minuto di riposo vocale grazie al discorso introduttivo del video musicale. Summertime Madness, una delle mie preferite, arriva subito dopo seguita da Burning Desire.Il gran finale si ha con Video Games su cui si emoziona nel sentire il pubblico che la precede nel cantarne le parole e una versione infinita di National Anthem che la vede scendere tra i fan per un arco temporale di 20 minuti (sì, avete capito bene) in preda a deliri, foto, autografi, baci e saluti.
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Lana Del Rey

LIVE @ Mediolanum Forum, Milan

Insomma, non sarà la prima della classe ma è anche vero che questo era un concerto che aspettavo da tempo sia per curiosità che per stima nei confronti di questa brava cantante e ottima autrice. Sincera? Pensavo peggio. Invece mi ha intrattenuta, divertita, emozionata. Ha dimostrato di aver lavorato sulle sue mancanze e di volerlo fare ancora e bene. Quello che mi ha davvero colpito di lei è la sua assoluta devozione verso i fan, forse un po’ esasperata per sopperire alle sue insicurezze ma sicuramente sentita. Mai visto nessuno firmare autografi o distribuire abbracci nel bel mezzo di un concerto e questo le fa sicuramente onore. E sono sicura che il prossimo tour la vedrà sempre più in gran forma.
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Intanto aspetto impaziente il terzo album per poter sognare ancora in quel limbo tra passato e presente che, con tutto il rispetto per il futuro, non gode di incertezze né rischi ma solo di una giusta dose di rassicurante nostalgia.
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SCALETTA CONCERTO
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1. Cola
2. Body Electric
3. Blue Jeans
4. Born to Die
5. Carmen
6. Blue Velvet
7. American
8. Without You
9. Knockin’ on Heaven’s Door
10. Young and Beautiful
11. Ride
12. Summertime Sadness
13. Burning Desire
14. Video Games
15. National Anthem
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