Se a twerkare fossero i cervelli (e non i culi)

Jennifer Lopez, Iggy Azalea - BootySul fatto che sia gnocca non ci piove, anzi.. ci facciamo proprio splendere un bel sole. Quello che non capisco è: nei primi anni duemila Jennifer Lopez – anzi J.Lo perché lei viene dal Bronx-mica-pizza-e-fichi, fa un’assicurazione vitalizia per il suo didietro pari a 1 miliardo di dollari (sì, avete capito bene) e GUAI se veniva mostrato, filmato, fotografato per più di un secondo e mezzo. Ora che Nicki Minaj & co. twerkano come pazze, lo ostenta anche lei per 4 minuti. ININTERROTTAMENTE.

A far ballare i culi a nord-sud-ovest-est siamo avvezzi da tempo, per carità. Io per prima non disdegno il club né le canzoni ignoranti su cui scatenarsi on the dancefloor come se non ci fosse un domani. Il punto è: OGNI TANTO.

Il problema invece è che ormai vige la regola, che non mi trova d’accordo, “basta che se ne parli“. E infatti.. 10 milioni di visualizzazioni in 48 ore. Meglio la quantità che la qualità. Meglio milioni di persone che cliccano sul tuo video solo per curiosità che mille fan di quelli DOC che si strapperebbero i capelli pur di avere il tuo disco.

L’exploit l’abbiamo avuto con Hannah Montana che un giorno si alza e decide che il multitasking sarà l’arma vincente della carriera di Miley Cyrus. Più precisamente vuole: 1. cacciar fuori la lingua per almeno 13 ore al giorno 2. strusciarsi come tante altre sul pipino di Robin Thicke 3. leccare martelli 4. dondolare nuda su una wrecking ball. Tutte e quattro le cose assieme. A proposito, sono l’unica che la prima volta che ha ascoltato la canzone ha capito All I wanted was to break your balls? Tutto torna. Nonostante la mancanza di materia prima (il suo didietro è stato paragonato a quello di un pollo), Miley le ha sempre twerkate di santa ragione.

Poi arriva Rihanna che nel video di Pour It Up fa twerkare le sue ballerine. SULL’ACQUA. Cioè, non so se mi spiego. Una rivisitazione divina in chiave moderna. Gesù ha telefonato a Riri sentendosi offeso per questa presa di potere.

Il 2014 offre invece la rifattissima Nicki Minaj con Anaconda, video che crea scalpore ma che in realtà non è così differente dai precedenti. Riassunto: ginnastica ritmica a suon di chiappe (un omaggio a Call On Me di Eric Prydz?), banana split e allusioni da 15enni e un Drake che, per riprendersi da tutto questo bendiddio (la doppia d è d’obbligo), l’unica cosa che vorrebbe è un’inaspettata ice bucket challenge.

Iggy Azalea, co-protagonista di Booty con Jennifer Lopez, il suo (vero o finto) “culetto” ce l’ha eccome ma nei suoi video musicali non l’aveva mai esasperatamente esasperato. Solo che come fai a dire di no alla Jenny che a 45 anni è ancora sulla cresta dell’onda – o che fa di tutto per cercare di rimanerci, a costo di sembrare ridicola? Se ai tempi di If You Had My Love mi avessero chiesto come-te-la-vedi-la-Lopez-tra-15-anni avrei risposto: a fare un album di cover jazz con Diana Krall.

Twerking

Non capisco più la differenza tra YouTube e YouPorn. A mio parere rimangono ancora due mondi distanti ma il mondo della musica sembra non essere d’accordo. Che poi dico, volete parlare di culi? Bene. Lo si può fare in mille modi. Una canzone twerkosa ci sta pure. Due, massì anche tre. Alla quarta inizia a girarmi la testa.

E quando ti esce qualcosa di simpatico come All About That Bass di Meghan Trainor per forza di cose mi viene da osannarla manco avesse inventato l’acqua calda. Perché è lei quella che esce fuori dal coro e non tutte queste super dive che si spalmano l’olio di cocco e indossano le calze contenitive per far finta di non avere la cellulite.

Insomma, tutto questo per dirvi che ho deciso il titolo della prossima canzone che scriverò. Si intitolerà Brain e come featuring avrà un discorso di Rita Levi Montalcini. Tenetevi forte però. Perché nel video farò shakerare selvaggiamente la mia scatola cranica. Avete tempo da qui fino al 2015 per prepararvi psicologicamente.

Visualizzazioni previste: 99. Tutte mie.

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Girl On Fire: la recensione del nuovo album di Alicia Keys

Alicia Keys - Girl On Fire

aliciakeys.com

Girl On Fire, il quinto album di Alicia Keys, è finalmente sugli scaffali di tutti i negozi di musica e store digitali (e a prezzo speciale su Amazon). Aspettavo trepidante questa uscita perché la ragazza in questione non mi ha MAI delusa. Naturalmente la seguo da Fallin’, suo primo singolo, che a soli 19 anni, la consacrava (senza se e senza ma) come una delle regine indiscusse della musica soul in chiave moderna.

Da quell’ormai lontano 2001 – ebbene sì, sono passati già 11 anni, di strada ne ha fatta parecchia. Il suo primo album, Songs in A Minor, rimane ad oggi il più sperimentale, una delle sue perle più preziose. Sono poi arrivati The Diary of Alicia Keys (2003), As I Am (2007), The Element of Freedom (2009) fino a Girl On Fire, uscito lo scorso 23 novembre 2012.

Seguendo le linee guida del mercato, con il tempo, Alicia ha dato alla sua musica una direzione leggermente più commerciale ma restando sempre coerente con ciò che vuole trasmettere. Polistrumentista, autrice dei suoi testi, donna sensibile, Alicia è tutto questo e molto altro. Da due anni a questa parte anche madre di un piccolo pargolo di nome Egypt avuto dal marito, il produttore Swizz Beatz. Ed è proprio questa sua esperienza che ha portato Alicia Keys su un nuovo piano.

In questo lavoro si sente che qualcosa è cambiato ed è cambiato per il meglio. Si sente la sua maturità, la sua dolcezza, la sua voglia di vivere la vita senza troppi inutili pensieri, la voglia di apprezzare appieno ciò che ha: la famiglia, l’amore, la musica. Come se non ci fosse un domani.

• Girl On Fire Tracklist •

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1. DE NOVO ADAGIO (Intro)
Voto: ★★★½

Alicia è fedele a se stessa. Lo dimostra inserendo sempre, in ogni suo nuovo lavoro, un intro strumentale come prima traccia. Sembra voler accompagnare per mano i suoi ascoltatori in una nuova avventura. Sembra voler dire loro di non avere paura, di prendere ciò che viene con la dovuta calma, con fiducia e devozione. De Novo Adagio è 1 minuto e 20 secondi di meditazione e respiri lenti.

♡ Sa di: dita affusolate, sospensione e paesaggi innevati.

2. BRAND NEW ME
Voto: ★★★★

La canzone che, al primo ascolto, mi ha fatta scoppiare in un fiume di lacrime. La sento mia, specialmente per le parole racchiuse in essa. La penna e le sonorità di Emeli Sandé, che ha co-scritto questo pezzo, si sentono eccome ma su Alicia suonano perfette. Uno dei pezzi forti dell’album, uno di quei pezzi che ti fa venire voglia di cacciare un urlo di liberazione.

♬ Dice: I’m not expecting sorry, I’m too busy finding myself.
♡ Sa di: troppe lacrime sprecate, troppe scuse inutili e tanta voglia di cambiamento.

3. WHEN IT’S ALL OVER
Voto: ★★★½

Me la immagino fasciata in un abito grigioperla, con la brillantina sui capelli e un sorriso che miete milioni di vittime. Me la immagino sul dancefloor con i rumori attutiti, la musica che da assordante diventa quasi impercettibile nella sua testa. Questo è anche il messaggio che vuole trasmettere Alicia in questa canzone, di non farsi troppe paranoie inutili, di vivere la vita come viene, di amare chi ci sta accanto. Ma la sorpresa più bella è sul finale della canzone quando si dà vita ad un featuring che non ti aspetti. Vi dico solo che l’ometto in questione ha 2 anni :)

♬ Dice: I’m not worried about tomorrow ‘cause tomorrow may not come.
♡ Sa di: pensieri che non attecchiscono e spensieratezza.

4. LISTEN TO YOUR HEART
Voto★★★★½

A primo ascolto, giurerei che il beat sia stato prodotto da Pharrell Williams. E invece no, i pezzi grossi qui sono Darkchild e Dr. Dre che riescono ad assemblare un brano perfetto, a metà strada tra il sound alla Robin Thicke e una canzone trasmessa su Montecarlo Nights. Il testo non spicca per originalità o profondità ma rimane uno dei cavalli di battaglia dell’intero album.

♬ Dice: He says: here’s your sky. Don’t look down, we can fly.
♡ Sa di: petali di rose e profumo di colonia.

5. NEW DAY
Voto: ★★★½

Qui il maritino (all’anagrafe Kasseem Dean, in arte Swizz Beatz) le regala una base da paura, tipica dell’R&B dei primi anni 2000. Rulli e tamburi si susseguono a dismisura facendoti venir voglia di shakerare tutto ciò che hai in una danza senza fine. Anche qui, a livello di testo, la spensieratezza ha la meglio: Alicia si rivolge alla giornata che ha di fronte a sé come se non ci fosse un domani, con la voglia di ricominciare e rimettersi in gioco. L’unica parte che non mi convince è la fine mozzata.

♬ Dice: I’mma live it loud like there’s only one life.
♡ Sa di: allegria contagiosa, finestre aperte e luce del mattino.

6. GIRL ON FIRE feat. Nicki Minaj [Inferno Version]
Voto: ★★★½

Secondo singolo dell’album, pezzo che dà il titolo all’intero CD: insomma, non si può non dargli il giusto peso. Il pezzo è bellissimo, specialmente in questa versione sincopata insieme a Nicki Minaj che dà valore aggiunto alla melodia contrastandola con le sue parti rap: la prima dedicata a Marilyn con un’accezione piuttosto negativa, come se fosse il diavoletto che vuole tentarla, e la seconda rivolta a Dio in una preghiera disperata ma non rassegnata. Questa è la tipica Alicia, dalla voce spiegata e dalla sonorità catchy ma, a mio parere, non la più interessante. La canzone, da un punto di vista musicale, potrebbe essere sul filone di Doesn’t Mean Anything. Però non fate i bacchettoni quando la sentite cantata dal vivo: se non è perfetta come nel CD è perché nel ritornello raggiunge note considerevoli e mica così facili.

♬ Dice: Take away my fear when they interfere, God.
♡ Sa di: carboni ardenti e di meraviglia al femminile.

7. FIRE WE MAKE feat. Maxwell
Voto: ★★★★½

Wow. Posso dire solo wow? Mmm forse non vi basterebbe. La sensualità di questo brano vi porterà dritti dritti tra le braccia del vostro partner. La tipica “voce girata alla Maxwell” vi coccolerà in un crescendo senza precedenti. Big up per la parte strumentale alla fine della canzone!

♬ Dice: I wanna burn a candle, turn the darkness to the light with the fire we make.
♡ Sa di: calici di vino rosso appoggiati accanto ad un camino.

8. TEARS ALWAYS WIN
Voto: ★★★

Canzone scritta da Bruno Mars con il suo inconfondibile stile. Carina, ma forse la più debole di tutto l’album, non tanto per il sound o le parole ma perché non la trovo proprio azzeccatissima per la maturità di Alicia.

♬ Dice: These candles can’t light the room they way you did.
♡ Sa di: atmosfere natalizie e sorrisi di circostanza.

9. NOT EVEN THE KING
Voto: ★★★★

Una vera perla scritta insieme a Emeli Sandé. Una canzone che dà il giusto valore all’amore e agli affetti, puntando il dito contro a chi ha solo soldi e diamanti (e, spesso, la relativa solitudine). Dolce, delicata: è il perfetto sequel di If I Ain’t Got You.

♬ Dice: Your arms around me worth more than a kingdom.
♡ Sa di: coperte, carezze ed eternità.

10. THAT’S WHEN I KNEW
Voto: ★★★★

Una delle mie preferite di tutto l’album. Prodotta da Babyface (e ispirata da Swizz Beatz – chi non se li immagina mano per mano mentre lei gli dedica questa bellissima serenata?), è una sferzata di dolcezza. Parla del momento esatto in cui sai che la persona che hai accanto è, finalmente, quella giusta.

♬ Dice: Butterflies were dancing taking all of my air.
♡ Sa di: primi baci, tramonti in spiaggia e batticuore.

11. LIMITEDLESS
Voto: ★★★

Questa potrebbe avergliela passata Beyoncé e invece è tutta farina del sacco di Miss Keys. La ragazza dimostra che ci sa fare anche con beat da dancefloor e shakeraggio selvaggio. Piacevole, conta a parte (1, 2, 3, 4, 5, 6). Io però continuo a pensare che la sua peculiarità, da sempre, siano i brani piano e voce.

♬ Dice: I used to be broken, now I’m whole.
♡ Sa di: cocktail, tacchi alti e party con le amiche.

12. ONE THING
Voto: ★★★★

Frank Ocean è la firma dietro a questa bellissima canzone. Il ritornello è qualcosa di meraviglioso, con il falsetto di Alicia a rendere tutto ancora più magico. Uno dei pochi brani a parlare però di un addio, ma dopo tutto questa dolcezza diciamo che iniziavo a sentire la mancanza di canzoni di questo tipo: quelle che ascolti quando ti lascia il moroso e hai il cuore masochista. Chapeau.

♬ Dice: What’s life like on a train? Nobody there knows your name.
♡ Sa di: macchine in lontananza, case mai arredate e nostalgia.

13. 101
Voto: ★★★★

Emeli Sandé fa tripletta collaborando anche sull’ultimo brano del CD. Il segreto di questa canzone è tutto in quel there’s me girato presente nel ritornello, ma la canzone è una delle più belle dell’album – mi sembra di averlo detto quasi per tutte le tracce e questo dovrebbe darvi l’idea di quanto potrebbe essere prezioso averle tutte con voi. Le lyrics sarebbero da dedicare al tipico stronzo che non fa che collezionare amanti nel suo letto, anche se alla fine gli stronzi ci piacciono così tanto che gli si perdona il passato e si diventa, appunto, la 101esima della serie. La chicca è alla fine, quando la canzone sembra essere finita, l’album pure e arriva una sfilza di hallelujah da parte di Alicia. Sarà perché alla fine il bastardo in questione è stato mandato a quel paese?

♬ Dice: You fill your bedroom up with trophies.
♡ Sa di: sospetti, confusione e incertezze.

Alicia Keys - Girl On Fire

aliciakeys.com

È un’Alicia più coraggiosa, più audace, che non ha paura di perdere o rischiare. Un album dolcissimo, come una lunga ninna nanna che ci porta alla (ri)scoperta di questa fantastica superwoman, così piena di risorse, di vita, di talento che mi sembra quasi inutile soffermarmi a pensare perché piaccia così tanto, perché sia fonte di ispirazione per così tante donne nel mondo.

Lei confessa che è stato tutto merito di suo figlio: He’s the best collaboration I’ve ever done, he’s the best song I ever wrote, the best experience I’ve ever had, the best show I’ve ever performed. He’s the best everything.” 

Dalla prima all’ultima traccia di Girl On Fire, dal taglio di capelli alle nuove sonorità: tutto ci fa capire che Alicia è cambiata restando in fondo quella di sempre. Si è solo rimboccata le maniche mettendo le cose giuste al posto giusto: sul primo gradino del podio.

Sarà mica che la apprezziamo così tanto perché aspiriamo a fare lo stesso? ;)

•••

E per finire in bellezza, guardate un po’ cosa ha organizzato la città di New York lo scorso 26 novembre (il giorno prima dell’uscita del disco) per mostrare le nuove luci LED dell’Empire State Building firmate Philips Color Kinetics. Come fosse un equalizzatore, un gioco di luci andava perfettamente a tempo con un medley di Alicia (Girl On Fire + New York State Of Mind) che veniva suonato in quel momento da diverse radio americane. Da lasciare senza fiato!


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Nicki Minaj a Milano: Cronaca di un Concerto Scacciapensieri [PINK FRIDAY]

jamiebart.blogspot.com

Prendete una Barbie, mettetele al collo una collanozza bling bling, gonfiatele il sedere et voilà.. avrete Nicki Minaj! La “Barbie del ghetto” ha toccato anche l’Italia – Alcatraz di Milano per la precisione, per il suo Pink Friday Tour.

Un concerto breve e conciso (appena 1 h e 10 minuti) in cui liberare l’animo tamarro insito in ognuno di noi – chi più chi meno, e far sì che i problemi si trasformino in braccia alzate, mani puntate al cielo e teste che si muovono al medesimo ritmo.

Oltre al caldo torrido, penso di non aver mai sudato e saltato così tanto ad un concerto. O forse sì, ma capitava tanti anni fa, quando il mio essere splendidamente sedicenne mi portava ad aspettare i miei beniamini davanti ai cancelli già all’ora di pranzo. Mi sono ritrovata a saltare in mezzo alla gente senza preoccuparmi minimamente della vodka che si insinuava sotto le mie infradito e che avrebbe potuto farmi scivolare: mi sono, dopo tanto, ritrovata a fregarmene del caldo, della gente e delle preoccupazioni di tutti i giorni.

girlpower.it

Nicki? Molto più bella, dolce e brava di come potreste pensare. Le avrei attribuito una natura, come dire, un po’ più rude e grezza. Invece te la vedi lì, che fa le facce da cartone animato quando la gente urla a squarciagola le sue canzoni, meravigliata e divertita. Una fatina sexy che sa passare dal farti la voce da camionista mentre rappa al concentrarsi mentre fa uscire un acutino (non è di certo Mariah Carey) nelle canzoni più lente in cui prova a destreggiarsi col canto. Insomma, nel live la (più che) sufficienza c’è e su questo non ho dubbi.

Curiosità? Ha chiamato tre fan sul palco a ballare. Alla domanda “Where are you from?” si è sentita rispondere “Busto Arsizio” e ha saputo ripeterlo perfettamente!

girlpower.it

@lauretta25

Quello che mi ha lasciata un po’ con l’amaro in bocca è stato vederla lasciare il palco un paio di volte per i doverosi cambi d’abito mentre il dj di turno metteva uno dei suoi brani (registrati) al mixer lasciando lo stage completamente vuoto. Che io mi chiedo: ma un direttore artistico che dicesse un “ragazzi, non funziona” no eh? Potevano almeno dare la possibilità ai ballerini di fare qualche coreografia o giocarsela con qualche effetto speciale.

Insomma, tra Moment 4 Life, Starships, Turn Me On, Beez in the Trap e Stupid Hoe posso affermare di essermi davvero divertita, partecipando ad uno show divertente, cazzuto, senza grandi aspettative né pretese.

Canzoni assenti che hanno fatto sentire la loro mancanza? Massive Attack (che omaggio con il video originale a fine post) e Right Thru Me.

Ma ad una che parla American English e ti sa ripetere Busto Arsizio a primo ascolto, come fai a non perdonarla?


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