Beyoncé: La Recensione COMPLETA del Nuovo Album a Sorpresa [aka The Visual Album]

Beyoncé Visual Album

Lei può. Solo Beyoncé può fregarsene della stampa, della promozione, dell’uscita di un singolo apripista, delle regole convenzionali del music business. Più passaparola di lei non c’è nessuno. L’eco che qualsiasi suo passo produce ha dimensioni epiche, dal taglio di capelli più corto del solito al battito di ciglia più veloce di quello precedente.

Ebbene sì, la signorina Knowles, ormai signora Carter, ha più di un asso nella manica. Tanto per iniziare ha delle corde vocali particolarmente in forma (alle quali avrà sicuramente fatto un’assicurazione vitalizia), una presenza scenica che farebbe impallidire la più spumeggiante delle popstar, un repertorio catchy, fresco e gigione che sa strizzare l’occhio ad almeno tre generazioni e un corpo da urlo che mette d’accordo uomini e donne: i primi dicono sì svenendo inermi sul pavimento ad ogni sua ondulazione e le seconde dicono sì pensando di essere rappresentate da quella carne in più (anche se, ammettiamolo, estremamente tonica) che sembra invece mancare ad ogni modella di passerella vista durante le collezioni autunno/inverno o primavera/estate dal 1970 ad oggi.

Insomma, Beyoncé è una di quelle che mi immagino batter le mani in salotto e anziché far accendere il televisore fa accendere le centrali idroelettriche. Se poi ci aggiungete che pare essere pure simpatica e alla mano il quadro è completo. Della serie, accettasi suggerimenti su ipotetici suoi difetti per sentirci meno sfigate.

E non è un caso se, nonostante la data non fosse propizia (venerdì 13 dicembre), Queen Bee è riuscita a battere ogni record facendo uscire a sorpresa un nuovo album con 14 canzoni e 17 video senza alcuna promozione né anticipazione. La signorina ha ben pensato di dare l’esclusiva a iTunes e acquistare tutti i banner in rotazione il giorno stesso dell’uscita spiazzando chiunque (colleghi compresi).

L’album è omogeneo eppure più sperimentale rispetto ai lavori passati. Il concept è molto simile a quello di The Music Portrait ed è stato proprio questo che mi ha spinto ad acquistare il CD ad occhi chiusi. Ogni volta che scrivo o canto un pezzo mi immagino il prodotto finale, immagini incluse. Ogni canzone scaturisce in me una sorta di film nella mia mente ed è questo che ho voluto fare in questo nuovo lavoro: dare voce a quelle immagini. Ecco perché per ogni canzone (ed ogni traccia potrebbe benissimo essere un ipotetico singolo) Beyoncé ha voluto girare un video. Uno più sexy dell’altro, siete avvisati. Una sorta di film a volerseli vedere uno dietro l’altro. Ma quello che vi suggerisco di fare è di dare un primo ascolto all’album senza farvi suggestionare per poi comparare le vostre immagini con quelle che lei ha deciso di proiettare.

Se invece proprio non ce la fate a resistere e volete saperne di più ORA, ecco quali sono state le mie impressioni a caldo su canzoni e videoclip. Enjoy!

• TRACKLIST •

Beyoncé Visual Album

1. PRETTY HURTS▻▻ Video Preview

CANZONE: Pop song con pennellate di R&B qua e là, scritta dalla bravissima Sia Furler (She Wolf e Titanium vi dice qualcosa?). Sarebbe stata perfetta per lo stile e la vocalità di Rihanna (ma probabilmente non per la sua personalità). Si apre con un mini dialogo: Qual è la tua aspirazione? Beyoncé risponde: Essere felice. E nella canzone ci ricorda che a volte l’unica cosa che meriterebbe un’operazione di chirurgia plastica non sono le tette ma la nostra anima.

Voto: ★★★

VIDEO: Eliminare la superficialità che ci circonda: è questo il messaggio. Un tributo alla profondità, a ciò che conta davvero. Un incoraggiamento ad abbandonare tutto ciò che è stupido e futile per abbracciare i sentimenti, le imperfezioni e la nostra vulnerabilità. Curiosità: nel video è la valletta numero 4, suo (e mio) numero preferito. Tra i cameo Shaun Ross, già scelto da Lana Del Rey come co-protagonista di Tropico, il suo sperimentale cortometraggio.

Voto: ★★★

Beyoncé Pretty Hurts

2. HAUNTED▻▻ Video Preview

CANZONE: La canzone che non vi aspettereste mai da Beyoncé. Imprevedibile quanto l’idea di far uscire a sorpresa questo album. Un brano che sembra mutare ogni minuto e un ritornello che assomiglia sì a qualche altro ritornello famoso ma che ti si inchioda comunque in testa e fa fatica ad andarsene.

Voto: ★★★½

VIDEO I: Il video si divide in due parti la prima delle quali viene rinominata GHOST, ad alto effetto WOW. Beyoncé gioca sul contrasto bianco/nero e sembra appena uscita da una pubblicità di Dior.

Voto: ★★★

VIDEO II: Il secondo video è la parte focale di Haunted. La provocazione tipica di alcune popstar (vedi Lady Gaga o Miley Cyrus) contagia anche lei che, per la prima volta nella sua carriera, realizza un video che rasenta la blasfemia. Ambientato in una sontuosa villa che si rivelerà essere una sorta di manicomio, lo scopo del video sarà quello di farvi sobbalzare dalla sedia a mo’ di horror movie durante il primo minuto e farvi abbassare la mascella per la parte restante, tra personaggi assurdi e una sensualissima (ma mai volgare) Beyoncé.

Voto★★★

Beyoncé Haunted

3. DRUNK IN LOVE (feat. Jay-Z) | ▻▻ Video Preview

CANZONE: L’inizio ti fa pensare che stia per iniziare un beat arabeggiante e invece la vocina lascia il tempo che trova per trasformarsi subito in un beat mid tempo. L’arrivo di Jay-Z sembra essere preceduta dal rumore di un elicottero (privato ovviamente) per poi lasciar spazio alle sue lyrics che nei primi 5 secondi sembrano essere in dialetto pugliese. Giuro! Bella ma per essere l’ennesimo featuring poteva osare qualcosa di più.

Voto: ★★★

VIDEO: Ovviamente il video vede anche la presenza del maritino Jay-Z che sembra più concentrato a reggere il bicchiere di vino che ha in mano piuttosto che a lanciare sguardi d’intesa alla sua wifey. Mai mi sarei aspettata un bianco e nero totale per questa canzone che invece a primo ascolto mi aveva dato l’impressione di essere piuttosto colorata (e colorita da quel che fan pensare le lyrics). Invece ci troviamo in riva al mare di notte con Beyoncé che per la prima volta fa delle mossettine danzerecce che non riescono a convincermi. Nessun plot, nulla di sbalorditivo come i precedenti video.

Voto: ★★★

Beyoncé Drunk In Love

4. BLOW▻▻ Video Preview

CANZONE: Birichina la Beyoncé di questo brano da atmosfere retro. Fossi stata la regista di questo video le avrei consigliato una di quelle pettinature anni 20 con frangia di lato ondulata e un bel rosso fuoco sulle labbra. Prima canzone dell’album che promuovo senza pensarci due volte. Mica per nulla prodotta da Pharrell Williams, Justin Timberlake e Timbaland. Che triade.

Voto: ★★★½

VIDEO: Se nel video precedente la mancanza di colore si era fatta sentire, qui ne abbiamo a volontà. La scena principale vede Beyoncé e compagnia bella divertirsi su una pista da pattinaggio e, come avevo immaginato, è ambientata nel passato, più precisamente nelle ultime decadi precedenti gli anni 2000. Inizio a conoscere a memoria tutte le angolazioni del suo fondoschiena (e siamo solo al quarto video) quindi forse è un po’ troppo per ora, ma sorriso a tremila denti quando a inizio video vedo il cameo della sorellina Solange mentre se la sfreccia in bici accanto alla sorellona maggiore.

Voto: ★★

Beyoncé Blow

5. NO ANGEL▻▻ Video Preview

CANZONE: Il falsetto troppo aspirato di Beyoncé non mi è mai piaciuto granché – forse perché ne ho troppo anche io quando passo alle note di testa. Canzone noiosa. Sbadiglio.

Voto: ½

VIDEO: Con il video riesco ad apprezzarla di più, ma non troppo. Belli i colori, bello il fatto che si tratti di un video ritrattistico, pieno di primi piani e personaggi peculiari (bad boys and no angels, ovviamente). Oltre alla sensualità sempre presente della signorina Knowles, i maschietti apprezzeranno anche una parata di macchine americane customizzate ad hoc. Nemmeno Xzibit in Pimp My Ride aveva osato tanto.

Voto: ★★

Beyoncé No Angel

6. PARTITION▻▻ Video Preview

CANZONE: Mi sveglio dal letargo in cui sono caduta su Lemme hear you saying Hello Mrs. Carter. Beat che picchia duro. Pollice verso solo per Bee che cerca di fare (male) quello che a Nicki Minaj e compagnia bella viene bene: rappare (o in questo caso far finta di rappare). Ma il beat è troppo bello per soffermarsi su questi dettagli. La ascolto mentre sono in viaggio dall’Olanda alla Germania e mi viene voglia di dire ai miei compagni sconosciuti di bus di alzarsi e bounceare con me a ritmo di musica. Uh c’è posto anche per un po’ di français. Cheapeau, Mademoiselle.

Voto: ★★½

VIDEO I: Anche qui doppio video per la song, il primo soprannominato YONCÉ. Beyoncé continua a sprizzare sensualità da tutti i pori ma con un twist più gangsta in questo caso. Street style e grillz a gogo.

Voto: ★★

VIDEO II: Boom! Se pensavate che Beyoncé fosse sexy e sensuale aspettate di vedere questo video. Avrete tutte le conferme che cercavate, e oltre. Jay-Z appare come cameo e la parte in cui il suo famoso booty appare riflesso nel tavolo sotto di lei vi farà sudare non poco. Bellissima la stampa animalier proiettata sul suo corpo a fine video. Moulin Rouge style e ormoni in subbuglio. Doccia fredda altamente consigliata per fare una pausa da tutto questo ambaradam.

Voto: ★★

Beyoncé Partition

7. JEALOUS▻▻ Video Preview

CANZONE: Alzi la mano chi non si immedesima in queste lyrics. Tu sei lì a casa mezza nuda con la cena preparata con amore sul tavolo e lui tarda ad arrivare. E tu inizi a farti mille paranoie sul dove sarà, con chi sarà, perché non risponde al telefono. E allora la volta dopo gli dai il ben servito e sei tu a farlo ingelosire apposta. La canzone è piacevolissima e arriva addosso come una ventata d’aria fresca.

Voto: ★★½

VIDEO: Rispetto agli altri, video un po’ sottotono. Belle le scene in prima persona ad alta velocità sfrecciando per le strade della città. Ma con tutto il ben di Dio che ha mostrato finora questo rischia di passare un po’ in sordina.

Voto: ★★

Beyoncé Jealous

8. ROCKET▻▻ Video Preview

CANZONE: La bomba ad orologeria che stavo aspettando. La slow jam ammiccante che non poteva tralasciare. Brividi da schiena a collo con quella che potrebbe essere la perfetta colonna sonora di Cinquanta Sfumature di Grigio e derivati. Dimenticavo, scritta da Miguel e Justin Timberlake. E ho detto tutto.

Voto: ★★

VIDEO: Niente, sono all’ottavo video e Beyoncé non ha ancora smesso di stupirmi. Per la canzone che maggiormente preferisco dell’intero album sceglie un video incentrato sui dettagli (e che dettagli!). Senza dilungarmi troppo, diciamo che dovete prepararvi a fare un viaggio sul corpo di Beyoncé. E sì, ho detto SUL. Qualche scena un po’ troppo esplicita che poteva tranquillamente evitare dato che il messaggio l’abbiamo recepito eccome (c’era davvero bisogno di una chiave che entra nella serrattura e di un trapano a tutta velocità?).

Voto: ★★

Beyoncé Rocket

9. MINE (feat. Drake) | ▻▻ Video Preview

CANZONE: Non so, l’accoppiata Beyoncé-Drake a mio parere è un po’ strana. Sarà che non ce li vedo proprio come coppia amorosa a dirsi Sei mio / Sei mia e la canzone non mi risulta troppo credibile. Da un punto di vista più oggettivo posso però dire che il ritornello è catchy e il fatto che Drake condisca il brano durata tutta la durata della canzone e non solo come mero featuring di 30 secondi la rende dinamica.

Voto: ★★

VIDEO: Se a mio parere Rocket ruba la scena come miglior canzone dell’album, Mine fa lo stesso per quanto riguarda il video musicale che l’accompagna. Perfetto, semplicemente perfetto. Bellissima la danza con i veli, bellissima la scena del bacio con le magliette in viso. Paradossalmente qui è azzeccatissima la presenza di Drake. Grandiosa Beyoncé nei panni della Madonna (no, non la cantante). Se non si è ancora capito, promosso a pieni voti.

Voto: ★★★★

Beyoncé Drake Mine

10. XO▻▻ Video Preview

CANZONE: Una di quelle canzoni che stimolano il buonumore. Piena e aperta. Dal vivo la vedrei con il coro gospel acapella sul finale. Curiositá: é stata prodotta da Ryan Tedder dei One Republic, lo stesso che ha prodotto la famosissima Halo.

Voto: ★★

VIDEO: Mi mancava la Beyoncé divertente e divertita. Il video dà ancora più enfasi al fatto che la canzone sia un inno alla gioia e vede lei al luna park ridere come una pazza. Autoscontri, montagne russe e fan in adorazione. E lei con quel caschetto e quella semplicità è così bella che fa venir voglia di schiacciare su replay. PS. Pare che per mantenere il segreto della canzone con i fan Beyoncé abbia registrato il video pronunciando le parole in playback senza emettere alcun suono sentendo la musica tramite cuffiette.

Voto: ★★

Beyoncé XO

11. ***FLAWLESS (feat. Chimamanda Ngozi Adichie)| ▻▻ Video Preview

CANZONE: Il tentativo mal riuscito di scrivere un’altra Diva. Per chi conosce Bow Down la melodia ripresa é proprio quella lí. Da metà canzone in poi va molto meglio. A fine canzone ho cambiato idea e mi piace di brutto. Il featuring prevede un interessante discorso da parte della scrittrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie sulle differenze tra donne e uomini al giorno d’oggi.

Voto: ★★

VIDEO: Beyoncé bad ass (e qui non c’entra il didietro ma l’atteggiamento da “vi faccio vedere io chi sono”). Dal video emerge ancora una volta il suo femminismo, la sua voglia di indipendenza e la sua autostima che ovviamente consiglia a tutte le ragazze là fuori di avere. Certo, con un parrucchiere e un make up stylist a disposizione 24 ore su 24 sarebbe molto più semplice, Bee.

Voto: ★★

Beyoncé Flawless

12. SUPERPOWER (feat. Frank Ocean) | ▻▻ Video Preview

CANZONE: Bell’esperimento, devo ammetterlo, anche se la prima strofa a primo ascolto mi sembra troppo piatta. Frank Ocean che entra con i suoi super bassi mi sorprende ancora una volta: un’estensione pazzesca la sua e soprattutto sempre credibile. Insomma, uno di quei pezzi (come la sopracitata Mine) che non sono colpo di fulmine ma forse, proprio per questo, sono da apprezzare di più.

Voto: ★★½

VIDEO: Che la rivoluzione abbia inizio – ti verrebbe da urlare mentre guardi questo video. Beyoncé veste i panni da Power Ranger (o poco ci manca) ed è tutto un spacca-i-vetri-dai-fuoco-distruggi-tutto per trasformarsi poi in tutto fumo niente arrosto. Ma c’è un grande MA: anche se Frank Ocean manca, la sua assenza è compensata dall’arrivo di Kelly Rowland e Michelle Williams (ex Destiny’s Child) e Pharrell Williams, producer del pezzo. In a reunion mood.

Voto: ★★

Beyoncé Frank Ocean Superpower

13. HEAVEN▻▻ Video Preview

CANZONE: Pezzone importante, di quelli che pesano un po’ eppure tenuto appositamente piuttosto minimal, senza urli e urletti eccessivi anche se il momento pathos c’è comunque, intorno al secondo minuto. Si conclude con metà Padre Nostro in spagnolo. E no, non sto scherzando.

Voto: ★★½

VIDEO: La forza dell’amicizia. La vita che scappa dalle dita. La linea sottile tra la felicità e l’agonia. Il potere distruttivo di un secondo. Le promesse. La fede. Tutto questo in 3 minuti e 55 secondi. Preparate i fazzoletti.

Voto: ★★

Beyoncé Heaven

14. BLUE (feat. Blue Ivy) | ▻▻ Video Preview

CANZONE: Quando si dice finire col botto. Mamma Bee pensa bene di “duettare” con la figlioletta Blue Ivy, dopo il primo tentativo di papà Jay con Glory, pubblicata appena due giorni dopo la nascita della piccola. Non so perché qualcosa nelle strofe mi ricorda vagamente Somewhere Over the Rainbow. In realtà per ascoltare la dolce vocina dovrete aspettare fino alla fine. Nel frattempo godetevi il viaggio verso la culla.

Voto: ★★½

VIDEO: E’ il Brasile il Paese scelto come cornice per questa dolcissima ninna nanna. L’allegria e l’innocenza dei bambini, i sorrisi della gente semplice, i colori caldi delle case e dei paesaggi. E la piccola Blue che sfoggia i suoi ricciolini in ogni angolo. E finalmente possiamo dire che è l’esatta copia di mamma e papà, un giusto compromesso. Certo, avesse preso solo da Beyoncé in quanto a bellezza sarebbe stata una gran cosa ma è coccolosissima così com’è. Guardate il video solo se siete pronti a farvi venire i marshmallow nel cuore.

Voto: ★★

Beyoncé Blue Ivy Blue

14. GROWN WOMAN | ▻▻ Video Preview

VIDEO: La traccia non è presente come canzone all’interno della tracklist ma solo come bonus video. Già sentito grazie ad una pubblicità della Pepsi in cui Beyoncé è testimonial, il pezzo è stato prodotto da Timbaland e scritto da The-Dream. Il video è uno dei miei preferiti dell’intero album perché ci porta alla scoperta dell’infanzia e dell’adolescenza della regina dell’R&B – della serie “piccole star crescono”. Vedrete Bee piccina che se la balla in salotto in mezzo alle amichette mentre le medesime mosse vengono riproposte dalla Beyoncé cresciuta che tutti noi conosciamo insieme alla cugina Kelly Rowland, vestite peró in puro stile anni ’90. Sul finale ci si scatena con passi tribali e scenografie esotiche. Originale: vintage e moderno al tempo stesso!

Voto: ★★

Beyoncé Grown Woman

Insomma, a chi non fosse ancora chiaro il concetto: lei può. Non per nulla l’album ha venduto 1 milione di copie in soli 5 giorni, raggiungendo la prima posizione in classifica in 104 (!) paesi senza nessun e ripeto nessun tipo di pubblicitá. Questo fa capire quanto potere abbia la rete al giorno d’oggi e soprattutto la “costruzione” di un ottimo personal branding e una fedele fanbase pronta a tutto pur di sentirsi parte di una piccola grande famiglia. E no, non é solo questione di affidarsi a cifre da capogiro o ai migliori producer del momento. Tra i grandi nomi che hanno contribuito alle canzoni dell’album ce n’é uno piú di tutti su cui scommettere: Boots (all’anagrafe tale Jordy Asher). Sconosciuto, sconosciutissimo in realtá. E per questo molto pericoloso, in senso positivo. Boots ha infatti collaborato a ben 9 canzoni su 14, (co)scrivendone 4 di suo pugno (Haunted, Jealous, Heaven e Blue). Il ragazzo promette bene!

Ecco, a mio parere, gli unici elementi a cui dovrebbe far attenzione Beyoncé é che  1. fa un po’ strano inneggiare al femminismo mostrando il fondoschiena per 17 video di seguito – insomma, sono piú che d’accordo con lei ma la sensualitá non é il requisito piú importante per una Donna con la D maiuscola (ad ogni modo, la perdoniamo lo stesso) 2. avendo buttato cosí tanta carne al fuoco in cosí poco tempo c’é il rischio che non si riesca a dare importanza a tutti e 14 i pezzi come invece meriterebbero. Troppo materiale su cui riflettere e si sa il troppo stroppia. Ma come ho giá ribadito altre volte c’é una linea sottile tra il troppo e l’oltre. E Beyoncé é decisamente oltre (non per nulla il suo nome ricorda la parola beyond), decisamente una spanna in piú rispetto a tanti suoi colleghi che sembrano scervellarsi per stupire, provocare e lasciare tutti a bocca aperta con trovate improbabili e non capiscono che l’unconvenzionale é lí sotto i loro occhi.

Della serie, ride bene chi ride ultimo. Solo in ordine di tempo, intendiamoci.
Perché per il resto, signori, é prima in tutto.


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Alicia Keys al Palaolimpico di Torino: “Rinnovatevi, miglioratevi sempre” [RECENSIONE]

Alicia Keys

raycornelius.com

Non ce n’è: dopo 12 anni di carriera, 6 album all’attivo e 15 milioni di copie vendute, Alicia Keys riesce sempre e comunque a stupirmi. Non è di certo una cantante che.. vista una volta, vista per sempre. Si trasforma, si rinnova restando sempre fedele a se stessa. E io che la seguo da quando avevo 14 anni cambio, muto, mi modifico con lei, con la sua musica che da sempre fa da colonna sonora alla mia vita.

Ieri sera, al Palaolimpico di Torino, ne ha dato ancora prova: era la quarta volta che la vedevo live (dopo i concerti di Milano: l’evento del Cornetto Algida in Piazza Duomo, il concerto al Mazdapalace e quello al Forum di Assago) ed è riuscita a conquistarmi ancora, come se vederla dal vivo rinnovasse magicamente l’immensa stima che ho nei suoi confronti. In fondo rappresenta tutto quello che vorrei essere: cantante, autrice, polistrumentista. Alicia ha sempre il sorriso sulle labbra, tanta grinta e passione e soprattutto tanta umanità. Rimane sempre la prima della classe: si percepisce che ad ogni data la scaletta, i discorsi, le mosse saranno sempre le medesime ma chissà come mai riesce sempre a non dare mai per scontato ciò che fa. Glielo leggi negli occhi quando posa le sue mani su un bellissimo pianoforte a coda bianco o quando esorta il pubblico a cantare con lei.

La venue non era sold out ma era comunque piena di bella gente pronta ad emozionarsi e a cantare a squarciagola tutte le sue canzoni più famose. Un po’ confusa però da questo non-pienone: penso al concerto di Beyoncé del mese scorso (a cui non sono riuscita ad andare causa biglietti esauriti dopo 8 minuti) e mi viene da chiedere perché per lei non sia stato così. Indubbiamente Miss Knowles/Carter desta più curiosità e ha dalla sua un seguito più agguerrito che si porta dietro dai tempi delle Destiny’s Child. Lungi da me voler creare il solito confronto – le amo entrambe pazzamente. Ma Alicia mi fa innamorare di lei ogni volta perché si sente che nei suoi pezzi c’è il soul, c’è l’anima, c’è la sofferenza di provare e riprovare fino a che non senti che il brano ti calza a pennello. C’è un sacco della vecchia scuola riproposta in chiave moderna, pop, accessibile ma pur sempre affascinante come i grandi pezzi di un tempo. Penso rappresenti il giusto compromesso tra quello che fu e quello che è. Penso sia l’esempio perfetto di come l’R&B si sia modificato nel tempo, senza sradicarlo troppo dalle sue origini, quasi per rispetto.

L’apertura del concerto viene affidata al talentuosissimo (e non solo) Miguel che con il suo album Kaleidoscope Dream ha letteralmente fatto il botto in America (e non solo). Un vero e proprio showman con voce bellissima, corpo da urlo e carisma da vendere. Da Do You… a How Many Drinks? fino ad arrivare alla dolcissima Adorn che l’ha consacrato a nuovo re del neo-soul. Miguel balla, canta, scende tra il pubblico e dopo tanto tempo mi fa sentire una quindicenne in preda a crisi da music idol quando fa i suoi acuti a solo un metro di distanza da me. Insomma, sento che il ragazzo farà tanta strada e raggiungerà o addirittura supererà artisti come Ne-Yo e Bruno Mars.

Miguel

factmag.com

Alle 21.15 è tempo di Miss Keys! Le luci si spengono, il Brooklyn Bridge viene proiettato sul lungo schermo posto sopra il palco e in controluce la sagoma di Alicia fa la sua entrata sulle note di Karma – assolutamente insospettabile e per questo molto gradita. Cappello a tesa larga, body viola con trasparenze nere e pantalone a vita alta per la tappa di Torino. Ballerini eccelsi, coristi dotati e musicisti impeccabili: una band di tutto rispetto prosegue il suo percorso sulle note di You Don’t Know My Name dove Alicia mette in scena l’ormai famosa scenetta di telefonare al ragazzo che le piace per cercare di fissare un appuntamento (ovviamente con un Blackberry data la sua collaborazione con il brand!). Tears Always Win, il pezzo scritto assieme a Bruno Mars, è il terzo della scaletta che lascia poi spazio ad una bellissima versione di Listen To Your Heart, uno dei miei pezzi preferiti di Girl On Fire. Luci viola, balletti sensuali e un solo consiglio: So che a volte è difficile capire cosa fare o prendere una decisione ma il vostro cuore sa sempre cosa è giusto: imparate ad ascoltarlo.

Si continua con Like You’ll Never See Me Again, uno dei pezzi più struggenti della sua intera carriera dove si prodiga in virtuosismi e falsetti come se non ci fosse un domani, supportata sul backdrop dalla coreografia registrata di una ballerina in tutù che sembra prendere forma ed essere lì con noi. Si passa poi ad un altro pilastro: A Woman’s Worth, dedicato a tutte le donne presenti e proposta in un arrangiamento interessante. È per Diary che Alicia torna al piano mentre sullo schermo pian piano compaiono le lyrics della canzone e diversi scarabocchi come se stesse davvero aprendo le pagine del suo diario segreto solo per noi. Su Unthinkable (I’m Ready) il cuore inizia pian piano a sciogliersi: quella canzone è in grado di suscitare mille emozioni in me. È la canzone delle prime volte, degli inizi, dei primi sguardi, della perdita di controllo. Try Sleeping With a Broken Heart arriva subito dopo per poi cadere nel silenzio più totale per la nota iniziale di Fallin’ che scopro con piacere di non avermi mai stancata, nemmeno dopo 12 anni – ebbene sì, correva l’anno 2001. Alicia torna dietro le quinte per respirare e lascia spazio ai suoi due fantastici coristi che interpretano una bellissima versione di I’ll Be There for You/You’re All I Need to Get By di Mary J Blige e Method Man.

Alicia Keys

Si torna ad Alicia e al suo piano (in tutto ne cambierà tre se non quattro) sulle note di Unbreakable per poi passare senza giri di parole al mio pezzo preferito, quello che mi ha letteralmente fatta scoppiare in lacrime la prima volta che l’ho ascoltato in macchina mentre facevo attenzione alle parole (e alla strada): Brand New Me. I brividi continuano con If I Ain’t Got You seguita da No One, entrambe cantate a memoria da tutto il palazzetto. La parte finale vuole invece farci dimenare proponendo New Day e un bellissimo mash-up tra la sua Limitedless e la non-sua Murder She Wrote portando un po’ di reggae style anche in quel di Torino. Impossibile non cantare poi Girl On Fire che dà il titolo al suo ultimo album e che, nonostante sia una canzone piuttosto scomoda da cantare live, riesce a portare a termine egregiamente. Introdotta dal backdrop che vede protagonista Jay-Z, il concerto si conclude sulle note di Empire State of Mind che ci ripropone un viaggio visivo e sonoro tra i grattacieli di New York City con una bellissima Alicia fasciata in abito da sera. Commossa ed emozionata dal calore del suo pubblico, ci sprona ad andare avanti no-matter-what, a provare sempre ad essere diversi, per continuare a migliorarci.

As we’re going for our own separate ways and our own journeys may we not forget to listen to our hearts, making sure that we are always transforming, growing, becoming different so we can always be brand new, and continuously set the world.. ON FIRE!

Alicia Keys

@airaliworld

Ed è quello che lei ha fatto, a Torino come a Lione, in America come in Europa: rinnovarsi. È questo il messaggio che ci lascia: Non siate perfetti ma siate coraggiosi, imparate a dire no, a camminare a testa alta, a legittimarvi quando sapete di aver ragione, non aspettatevi le scuse di chi ci ha fatto del male: utilizzate quel tempo, quelle energie per andare alla scoperta di voi stessi, come suggerisce in Brand New Me.

Io l’ho presa in parola. E voi? :)

SCALETTA: 

Karma
You Don’t Know My Name
Tears Always Win
Listen To Your Heart
Like You’ll Never See Me Again
A Woman’s Worth
Diary
Unthinkable (I’m Ready)
Try Sleeping With a Broken Heart
Fallin’
I’ll Be There for You/You’re All I Need to Get By
Unbreakable
Brand New Me
If I Ain’t Got You
No One
New Day
Limitedless / Murder She Wrote
Girl On Fire
Empire State of Mind

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