Eurovision Song Contest 2013: tutte le esibizioni della serata

Eurovision Song Contest 2013

L’evento più seguito al mondo, che con i suoi 120 milioni di spettatori è secondo solo ai grandi eventi sportivi, torna a far breccia nei cuori di chi, incuriosito, stravede per musica e cultura miscelate assieme. Non sempre di grande spessore, bisogna ammetterlo. A guardare l’Eurovision Song Contest pare che noi italiani, in quanto a patrimonio musicale, non siamo messi poi così male. Ci sono Paesi in cui spopola ancora la dance anni ’90 e ci sono artisti che definirli trash è il complimento più bello che possano ricevere. Insomma, una sorta di Giochi Senza Frontiere in cui tutti (o quasi) i Paesi d’Europa si scontrano tra di loro a suon di canzoni inedite per proclamare un unico vincitore. Le regole bizzarre di questa kermesse? La canzone deve durare massimo 3 minuti, l’esibizione del cantante non può prevedere più di 6 persone on stage ed è assolutamente vietato portare animali sul palco.

Ho particolarmente a cuore questo programma perché, oltre ad essere curioso da analizzare sia a livello multiculturale che sociale, ho avuto il piacere di partecipare in qualità di corista alla finale svizzera dell’edizione 2011, accompagnando Scilla con la canzone Barbie Doll, davanti a qualcosa come mezzo milione di spettatori. Insomma, una delle esperienze musicali più belle e intense della mia vita.

Quest’anno la gara si è tenuta sabato 18 maggio a Malmö, in Svezia, presentata dalla simpaticissima Petra Mede. Dopo le esibizioni di Raphael GualazziNina Zilli degli ultimi due anni, l’Italia ha deciso di mettere in campo Marco Mengoni, reduce dalla sua vittoria a Sanremo 2013. Curiosi di sapere come se la sono cavata lui e gli altri 25 concorrenti? Qui sotto trovate le mie pagelle con voto e descrizione per ciascuno. Be careful: sarò spietata!

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♬ FRANCIA | Amandine Bourgeois • L’Enfer et Moi

VOTO PERSONALE: ☆☆☆☆ su 5
POSIZIONE IN CLASSIFICA: 23° su 26

La prima a rompere il ghiaccio è la credibilissima Amandine, vincitrice di Pop Idol Francia dal bellissimo timbro graffiante. Un inizio perfetto, convincente, tutto in crescendo. Ottima presenza scenica e una vaga somiglianza con Courtney Love versione educata.

♬ LITUANIA | Andrius Pojavis • Something

VOTO PERSONALE: ☆☆ su 5
POSIZIONE IN CLASSIFICA: 22° su 26

Il suddetto ragazzo vive nientepopòdimenoche a Milano e più precisamente in Viale Zara. Il numero civico sarebbe ben gradito dato che, nonostante la canzone francamente noiosa, l’è un bel fiò. Emozionato, impacciato, caro Andrius ti preferiamo come modello.

♬ MOLDAVIA | Aliona Moon O Mie

VOTO PERSONALE: ☆☆☆☆ su 5
POSIZIONE IN CLASSIFICA: 11° su 26

Aliona Moon

youtube.com

La più bella esibizione della serata a livello scenografico. Vincitrice di Operazione Trionfo in Moldavia, a livello di trucco, parrucco e vestito potrebbe far impallidire Lady Gaga (giusto per un paio di secondi). A metà performance, il gonnellone che le cinge la vita si alza magicamente da terra per riflettere sopra il tessuto effetti quali fulmini e saette. Arte contemporanea e musica mescolate sapientemente.

♬ FINLANDIA | Krista Siegfrids Marry Me

VOTO PERSONALE: ☆☆ su 5
POSIZIONE IN CLASSIFICA: 24° su 26

Un’altra delle innumerevoli Pop Icon per eccellenza: si presenta vestita da sposa con con sneaker rosa annesse. La canzone è puramente adolescenziale. Prova a “scandalizzare” con tanto di bacio saffico ad una delle sue coriste (si mormora che la Turchia abbia vietato la messa in onda dell’Eurovision per questo motivo) ma lei giura di averlo fatto per sensibilizzare sui matrimoni omosessuali in Finlandia, unico Paese nordico a non averli ancora legittimati. A me sinceramente più del bacio “scandalizza” la sua somiglianza con Laura Freddi.

♬ SPAGNA | El Sueño de Morfeo Contigo Hasta El Final 

VOTO PERSONALE: ☆☆ su 5
POSIZIONE IN CLASSIFICA: 25° su 26

La moglie di Fernando Alonso, super emozionata, fa la sua entrata sul palco dell’Eurovision insieme al suo gruppo. A piedi nudi ma fasciata in un bellissimo abito color del sole appare piuttosto imprecisa. La canzone? Altrettanto scadente.

♬ BELGIO | Roberto Bellarosa Love Kills

VOTO PERSONALE: ☆☆ su 5
POSIZIONE IN CLASSIFICA: 12° su 26

Origini italiane per questo ragazzetto dal capello alla One Direction e lo sguardo da fulminato. Vincitore di The Voice Belgio, dalla sua ha un timbro molto caldo e piacevole ma la sua poca esperienza si sente e si vede. Nel momento in cui sto per salvare almeno il bridge pseudo drum’n’bass mi scivola sul finale con la chiusura a pugni a mo’ di Gianni Morandi. Next!

♬ ESTONIA | Birgit Et Uus Saks Alguse

VOTO PERSONALE: ☆☆☆ su 5
POSIZIONE IN CLASSIFICA: 20° su 26

Lei bellissima e bellissimamente incinta nel suo abito bianco. Canzone facilmente dimenticabile ma sull’acuto dimostra di saperci fare.

♬ BIELORUSSIA | Alyona Lanskaya Solayo 

VOTO PERSONALE: ☆☆ su 5
POSIZIONE IN CLASSIFICA: 16° su 26

La canzone era già uscita tempo fa ma non essendo mai stata commercializzata è stata accettata ugualmente all’Eurovision con un arrangiamento diverso rispetto all’originale. A metà tra Kiss Kiss di Holly Valance e un brano che sembra essere la colonna sonora dei Mondiali di calcio, Alyona sembra credersi un po’ la Beyoncé della Bielorussia, anche se bisogna ammettere che la sua bellezza è comunque innegabile. Sgambatissima e con lo sguardo di una che sa il fatto suo, impossibile non notare la coreografia che sembra esser stata presa dagli archivi degli anni ’80 in un’imitazione impareggiabile di Lorella Cuccarini con La Notte Vola.

♬ MALTA | Gianluca • Tomorrow

VOTO PERSONALE: ☆☆☆☆+ su 5
POSIZIONE IN CLASSIFICA: 8° su 26

Gianluca

di-ve.com

Adoro, adoro, adoro. Vi sfido a trovarmi qualcuno con la faccia più simpatica di questo Gianluca. Sulla falsa corda di I’m Yours e Hey Soul Sista, la canzone non spicca per originalità ma è comunque piacevole. Le lyrics sul backdrop aiutano a farcela sentire subito nostra e potrebbe tranquillamente impazzare in tutte le radio con molta facilità. Il più empatico della serata. Bravo!

♬ RUSSIA | Dina Garipova What If

VOTO PERSONALE: ☆☆+ su 5
POSIZIONE IN CLASSIFICA: 5° su 26

Che noia. Dipinta come l’Adele della Russia, di Adele non ha proprio nulla. Vincitrice di The Voice in madrepatria, la canzone che presenta non ha nemmeno nulla di nuovo. L’atmosfera e la scenografia aiutano un po’, con tanto di lanterne che si alzano in volo sulle teste sognanti del pubblico. Commovente sì, ma anche da facile sbadiglio.

♬ GERMANIA | Cascada Glorious 

VOTO PERSONALE: ☆☆ su 5
POSIZIONE IN CLASSIFICA: 21° su 26

Sì, quei Cascada. Quelli delle canzoni dance da autoscontri che ho sempre odiato. Lei giunonica dalla gamba assassina, riesce comunque a scaldare il pubblico che, inebetito, non si accorge che la canzone è la copia palese di Euphoria di Loreen, vincitrice dell’edizione precedente. Della serie: a noi piace(rebbe) tanto vincere facile.

♬ ARMENIA | Dorians Lonely Planet

VOTO PERSONALE: ☆☆ su 5
POSIZIONE IN CLASSIFICA: 18° su 26

Sopracciglia alla Elio per il cantante dei Dorians dal timbro molto italiano che però non sempre riesce ad essere preciso sulle note che fa. Pop-rock e assolo di chitarra (il primo e l’ultimo) per questa band che deve ancora farsi le ossa.

♬ PAESI BASSI | Anouk  Birds

VOTO PERSONALE: ☆☆☆☆+ su 5
POSIZIONE IN CLASSIFICA: 9° su 26

Sarà che io sono innamorata di lei e dell’Olanda, ma questa canzone mi piace proprio tanto. Assolutamente lontana dal genere a cui ci ha abituati, Birds è compresa nel prossimo album in uscita di Anouk, Sad Singalong Songs, titolo piuttosto esplicativo. Una vera e propria poesia, da ascoltare più e più volte per poterla apprezzare appieno.

♬ ROMANIA | Cezar It’s My Life

VOTO PERSONALE: ☆☆ su 5
POSIZIONE IN CLASSIFICA: 13° su 26

Cezar

metro.co.uk

A rovinare la magia ci pensa Cezar, controtenore dall’outfit improponibile che sperimenta mescolando opera e (trash) dance. Il fratello segreto di Avetik – chi ha visto X Factor 6 sa di cosa sto parlando.

REGNO UNITO | Bonnie Tyler Believe in Me

VOTO PERSONALE: ☆☆ su 5
POSIZIONE IN CLASSIFICA: 19° su 26

Noi ci proviamo, cara Bonnie, a credere in te ma nulla riesce a riportarti in auge nonostante la grinta che dimostri all’alba dei 61 anni. Canzone uguale a mille altre, botox uguale a mille altri.

♬ SVEZIA | Robin Stjernberg You

VOTO PERSONALE: ☆☆+ su 5
POSIZIONE IN CLASSIFICA: 14° su 26

Canzone carina ma ancora nulla di esaltante. Il ragazzo gioca in casa ma non riesce ad accendere gli animi peggiorando la situazione con zero testosterone e un kilo di fondotinta.

♬ UNGHERIA | Byealex Kedvesem

VOTO PERSONALE: ☆☆+ su 5
POSIZIONE IN CLASSIFICA: 10° su 26

Hipster che promette bene per lo stile e per lo scazzo, ma che ti fa cambiare idea appena comincia a cantare. Calante, canzone poco catchy. Per me è no.

♬ DANIMARCA | Emmelie de Forest Only Teardrops 

VOTO PERSONALE: ☆☆☆+ su 5
POSIZIONE IN CLASSIFICA: 1° su 26

Emmelie de Forest

tv.uk.msn.com

Eccola qui, la vincitrice dell’Eurovision 2013. Vittoria meritata ma non troppo – anche lei gioca facile: la canzone era già stata pubblicata su YouTube in passato (dicono con 2 milioni di views tra l’altro) e viene riproposta con un remix. Lei è comunque caruccia, ci sa fare, molto acqua e sapone ma sul suo account Facebook c’è un album di foto insieme a Loreen, la vincitrice dello scorso anno, che la dice molto lunga.

♬ ISLANDA | Eythor Ingi  Ég Á Líf

VOTO PERSONALE: ☆☆+ su 5
POSIZIONE IN CLASSIFICA: 17° su 26

Stile indeciso per il cantante islandese: capello lungo, liscio e biondo da metallaro e tuxedo da balera. La canzone ha quel non-so-che che fa molto Natale e che fa molto Hallelujah di Leonard Cohen versione beta.

♬ AZERBAIJAN | Farid Mammadov Hold Me

VOTO PERSONALE: ☆☆+ su 5
POSIZIONE IN CLASSIFICA: 2° su 26

Occhio languido che miete migliaia di vittime per una canzone che non mi trasmette nulla. L’Europa la pensa diversamente dato che lo piazza al secondo posto dando del filo da torcere ad Emmelie de Forest. Dimenticavo, coreografia altrettanto senza senso che vede un uomo che fa il suo doppio rinchiuso in una scatola di vetro ed una tizia con abito rosso e strascico kilometrico. La domanda è: perché?

♬ GRECIA | Koza Mostra and Agathonas Iakovidis Alcohol is Free

VOTO PERSONALE: ☆☆☆☆+ su 5
POSIZIONE IN CLASSIFICA: 6° su 26

Big up per il gruppo greco! Finalmente un po’ di folklore in questa manifestazione. Lo scopo della kermesse sarebbe quello di presentare lo stile musicale del singolo Paese che però, specialmente da qualche anno a questa parte, sembra sempre più omologarsi alle regole di mercato, tralasciando il fattore prettamente culturale. Questo pezzo rende però giustizia tra trombette, gonnelline e una buona dose di originalità.

♬ UCRAINA | Zlata Ognevich Gravity 

VOTO PERSONALE: ☆☆+ su 5
POSIZIONE IN CLASSIFICA: 3° su 26

Di pessimo gusto l’entrata della cantante, portata in braccio da un uomo atipicamente alto e possente, a mo’ di vichingo. Piuttosto brava, certo, ma a mio parere la canzone non ha il sapore della vittoria. Ovviamente (!) salirà sul podio dei migliori tre a insindacabile giudizio dei telespettatori Europei.

♬ ITALIA | Marco Mengoni L’Essenziale

VOTO PERSONALE: ☆☆☆☆+ su 5
POSIZIONE IN CLASSIFICA: 7° su 26

Marco Mengoni

sorrisi.com

Il Marcone nazionale sale sul palco emozionatissimo ma pronto a dare il meglio di sé. Nessuna coreografia trash né scenografie da capogiro per lui. Essenziale è la regola, di nome e di fatto. Il paradosso? La canzone, rispetto alla media, è una spanna sopra. In termini europei la traduzione è: meno piaciona delle altre e dunque non vincente.

♬ NORVEGIA | Margaret Berger • I Feed You My Love

VOTO PERSONALE: ☆☆☆+ su 5
POSIZIONE IN CLASSIFICA: 4° su 26

Creatura eterea proveniente da un altro pianeta, la ragazza ne sa perché pare essere direttrice musicale di NRK P3, una delle più famose radio norvegesi. Dance e rock sapientemente mescolati in questo esperimento che sa di buono. La giusta dose di energia che ci porta verso il finale della serata.

♬ GEORGIA | Nodi Tatishvili & Sophie Gelovani Waterfall

VOTO PERSONALE: ☆☆ su 5
POSIZIONE IN CLASSIFICA: 15° su 26

Duetto per la Georgia senza un vero e proprio amalgama delle voci. A tratti fa sperare bene fino a che non ti rendi conto che è il solito pippone strappalacrima che non aggiunge nulla di nuovo alla tua cultura musicale.

♬ IRLANDA | Ryan Dolan Only Love Survives

VOTO PERSONALE: ☆☆ su 5
POSIZIONE IN CLASSIFICA: 26° su 26

Un tamarro con giacca e pantaloni di pelle fa la sua entrata sul palco. Ricorda vagamente Peter André ma i muscoli della pop icon degli anni ’90 non li ha lui ma i suoi ballerini pseudo-tatuati che hanno il potere, nonostante tutto, di piallare l’ormone con un balletto tunz tunz che fa tanto pollaio. Il momento clou arriva con le coriste che distribuiscono cuori con le dita e sorrisi plastici. Ultimo in classifica mica per nulla.

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WINNER:

 

 

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Sanremo 2013: i 10 momenti memorabili del Festival

Sanremo 2013

C’è chi lo ama seguendolo fedelmente da circa una vita. C’è chi lo odia ma nelle pause, tra una partita di calcio e il blockbuster della rete nemica, non riesce a non dare una sbirciatina, così giusto-per-vedere-chi-vince. Perché, come dice la buon vecchia sigla, volenti o nolenti, Sanremo è Sanremo.

Ma è cambiato qualcosa rispetto alle edizioni passate? Se sì, cosa?

Sostanzialmente poco ma quel poco è cambiato parecchio. Tanto per iniziare nessuna soubrette che mostra cosce senza dare aria alla bocca ma una grande, grandissima Luciana Littizzetto che avrebbe potuto condurre l’intero Festival anche da sola: una boccata d’aria fresca, finalmente qualcuno che si è “permessa” di sdoganare il (finto) bigottismo di un’Italia che fa di tutto per mostrare ciò che non è. Dal punto di vista musicale, i cantanti hanno avuto la doppia possibilità di farsi conoscere portando in gara 2 canzoni di cui 1 eliminata da pubblico e giuria durante la prima serata. Nessun duetto internazionale per i BIG ma una puntata interamente dedicata alle canzoni del passato – qui più che andare avanti si son fatti 10 passi indietro.

Quali sono stati però i migliori momenti del Festival? Ripercorriamoli insieme!

♕ TOP 10 ♕

10. Il Ragazzo della Via Gluck versione reggae (by Almamegretta) e Luce versione jazz (by Raphael Gualazzi)

09. I travestimenti di Elio e le Storie Tese (memorabile quella da Papa)

08. La dichiarazione d’amore e di matrimonio di una coppia omosessuale, volata successivamente a New York per sposarsi il giorno di San Valentino

07. A Bocca Chiusa mimata con il linguaggio dei segni da Daniele Silvestri, Renato Vicini e tutta l’orchestra

06. I 40 minuti di monologo di Maurizio Crozza che ci ha ricordato che viviamo in un Paese incapace di aprire gli occhi

05. Le battute pungenti, scomode e irriverenti dell’immensa Luciana Littizzetto (e le imitazioni di Fabio Fazio, unico aspetto che salvo della sua conduzione)

04. Lo spessore e l’immensità di ospiti come Asaf Avidan, Antony and the Johnsons, Stefano Bollani, Caetano Veloso, Birdy, Andrea e Amos Bocelli

03. Il tripudio di tweet (ugualmente perfidi e brillanti) con hashtag #Sanremo2013, #sanctusremus, #spamremo

02. Elio che, durante l’ultima puntata, sbaglia l’ultima nota de La Canzone Mononota, l’unica a non essere un DO

01. Il monologo di Luciana Littizzetto contro la violenza sulle donne e la danza di One Billion Rising

One Billion Rising - Sanremo 2013

One Billion Rising | movieplayer.it

LE MIE CANZONI PREFERITE
♬ BIG ♬

In quanto a qualità, qualcosina in più rispetto alle passate edizioni si è sentito, ma non abbastanza se consideriamo l’importanza che viene data a questa manifestazione canora. La mia grande scommessa era Chiara, reduce dalla sua vittoria a X Factor. Purtroppo Zampaglione e Bianconi me l’hanno invecchiata di almeno 10 anni. Peccato perché lei, nonostante fosse evidentemente raffreddata ed emozionatissima, è stata vocalmente eccelsa. L’altro occhio di riguardo era per Raphael Gualazzi che personalmente ammiro a dismisura, in particolar modo come musicista. A differenza di pubblico e giuria, io avrei scelto Senza Ritegno come canzone da tenere in gara, decisamente più sperimentale di Sai (Ci Basta Un Sogno).

Impossibile non citare La Canzone Mononota di Elio e le Storie Tese, un vero e proprio esercizio musicale. Incompresa dalle orecchie più pigre, il brano degli Elii risulta essere di una difficoltà non indifferente: cambi di ritmo, velocità, mood ed entrate a sorpresa (l’inno di Cuba su tutti) caratterizzano l’intera durata del pezzo, che sulla Rete pare essere quello che ha riscosso più successo. Grande ammirazione per il duo Molinari-Cincotti, capaci di ravvivare una scaletta che pareva pendere o verso la ballad struggente o verso la canzone folkloristica zumpappà. E big up per il coraggio di Simona per quanto riguarda la scelta degli outfit, opinabili ma da “why not?” al tempo stesso.

Pollice verso per la soporifera Maria Nazionale che, con un cognome così importante, sembra essere la perfetta metafora di un Belpaese addormentato e poco vigile. Come non menzionare il vincitore Marco Mengoni (che si aggiudica anche la partecipazione all’Eurovision Song Contest)? Con la sua L’Essenziale è riuscito a confezionare, insieme al bravo Casalino e a De Benedittis, un pezzo piacevole, forse “già sentito” ma non per questo non meritevole. Tutti gli altri? Sufficienti, chi più chi meno.

Elio e le Storie Tese

Elio e le Storie Tese | repubblica.it

LE MIE CANZONI PREFERITE
♬ GIOVANI ♬

Impossibile non notare, quest’anno, la bravura degli 8 giovani in gara, agguerriti e con una gran voglia di esprimersi. La maggior parte delle canzoni sono state scritte esclusivamente da loro stessi e questo rende ancora più onore a questi piccoli grandi cantanti. A parte qualche rara eccezione, devo ammettere che ho apprezzato moltissimo tutti i brani proposti. Il mio occhio di riguardo era per Il Cile (che ho recentemente visto live a Milano e di cui ho adorato il primo, eccellente lavoro) e per Andrea Nardinocchi, fresco e frizzante, con un album appena uscito che non vedo l’ora di ascoltare. Ma non disdegno nemmeno Ilaria Porceddu né il vincitore Antonio Maggio, entrambi provenienti dalle prime edizioni di X Factor.

Giovani - Sanremo 2013

Giovani 2013 | radiopico.it

Un Sanremo comunque piacevole: 2 conduttori piacevoli, 22 canzoni piacevoli. Fin qui tutto ok. Sono i premi della critica che, beffardi, parlano chiaro: “paradossalmente” miglior testo a Le Parole Non Servono Più (Il Cile) e “paradossalmente” miglior arrangiamento a La Canzone Mononota (Elio e le Storie Tese).

Insomma, la morale qui è una sola: mai giudicare dalle apparenze.
Andare a fondo potrebbe riservarvi delle grandi sorprese.

Sanremo 2013, Classifica Finale

CLASSIFICA FINALE • tvblog.it

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