Emeli Sandé: cronaca di un concerto imprevedibile

Emeli Sandé

webincore.com

Nessun lustrino, nessun artificio. Assistere ad un concerto di Emeli Sandé equivale ad abbandonarsi, a lasciare che siano le emozioni ad avere la meglio, affidandosi totalmente ad un’anima buona che vi accompagnerà mano nella mano in un viaggio alla scoperta dell’amore. Quello che fa sorridere, quello che sì, a volte fa anche soffrire. Ma cosa c’è di più vero dell’amore? E badate, si parla di amore in tutte le sue forme: da quello per la dolce metà all’amicizia, quella per cui ti butteresti nel fuoco, fino ad arrivare all’affetto che si prova nei confronti di un figlio, di una sorella, di un genitore. In un mondo dove tutto sembra così confuso, a cosa fare riferimento se non all’amore? È con questa frase che, nella cornice del Teatro Colosseo di Torino, Emeli ci fa entrare nel suo mondo, un mondo fatto di canto, pianoforte e verità.

La sua prima data Italiana, ci svela. Una prima volta anche per lei, per questa giovane cantautrice di 26 anni che è sulle scene da parecchio tempo, nonostante la sua carriera sia esplosa ufficialmente nel 2012. Qualche highlight? Ha aperto i concerti dei Coldplay ma la ricorderete anche all’inaugurazione delle Olimpiadi, voluta dal regista Danny Boyle, mentre cantava Abide With Me. Simon Cowell l’ha definita “la sua cantautrice preferita”. Ha scritto per Leona Lewis, Gabrielle, Rihanna, Cheryl Cole, Tinie Tempah, giusto per fare qualche nome. Alicia Keys l’ha chiamata per collaborare al suo ultimo album, Girl On Fire. La morale? 3 canzoni su 13 portano la firma di Emeli Sandé e magic è stato il termine utilizzato da Miss Keys per descrivere questa preziosa collaborazione. Insomma, una tosta, ma con mille emozioni da mettere in musica e soprattutto nessun tipo di fastidioso divismo da portare sul palco.

Alicia Keys, Emeli Sandé

alicia-keys.net

La semplicità è anche la chiave dell’opening act, Charlene Soraia, deliziosa cantante londinese, che apre il concerto imbracciando una chitarra e dispensando sorrisi e battute per tutti. Una tecnica sorprendente, una voce angelica la rendono subito il perfetto preludio per quello che ci aspetta. Pare sia diventata famosa in Inghilterra per una bellissima cover acustica di Wherever You Will Go dei The Calling, utilizzata poi come colonna sonora di uno spot per la Twinings. Se non l’avete mai sentita, ve la consiglio vivamente!

È con Heaven, il singolo che l’ha consacrata al successo, che Emeli fa la sua apparizione sul palco. L’arrangiamento è avvolgente, meno sincopato e più orchestrale rispetto al CD. Questa sarà la linea che terrà durante le (quasi) 2 ore di concerto: l’imprevedibilità. Insomma, uno va a un live, si siede, aspetta e pensa di assistere a qualcosa di familiare, di conosciuto. E invece no. Le canzoni sono quelle che hai imparato a memoria a furia di ascoltare e consumare il suo album ma sembrano vestite di abiti nuovi, di nuovi colori. Non è un concerto fatto per raccimolare qualche soldo, non è un live che vive di rendita. È invece un lavoro pensato, sudato. È questo che mi conquista subito di lei. Una vera professionista che non si accontenta, che cerca di fare sempre meglio, che vuole ringraziare il pubblico per aver creduto in lei e lo fa regalando delle vere e proprie perle musicali.

Dopo la super hit si entra dolcemente tra i meandri di Our Version of Events con l’orecchiabilissima Where I Sleep per poi passare alla superba Breaking the Law (..Whatever it takes to get what you need, ignore the alarm, ignore the police, I’ll never stop breaking the law for you..) che ci svela essere una dedica per la sorella più piccola. La versione basso e voce di Suitcase toglie il fiato e trasforma il teatro in un ritrovo di anime attente al più piccolo respiro di Emeli, concentrata, emozionata e mai fuori luogo. L’unica cover in scaletta è Half of Me, originariamente cantata da Rihanna ma scritta appunto da Emeli Sandé, una canzone che spiega l’altra parte dell’artista, quella che non passa per la televisione, quella più intima e nascosta. Pluto è forse l’unico brano su cui si può storcere un po’ il naso ma è questione di  qualche minuto perché ci si riprende subito con My Kind of Love, dove gli occhi mi si riempiono di lacrime: il testo, il video e ora la sua performance dal vivo sono davvero qualcosa di potente, di immensamente emozionante.

La doppietta di canzoni che preferisco arriva insieme, accompagnate dal piano elettrico: Clown, quarto singolo dell’album, e River. Nonostante preferisca il suono del pianoforte a coda presente nell’album, la magia è comunque nell’aria, e non si può nascondere. Si passa poi a Read All About It (Part III), singolo di successo in UK insieme al rapper Professor Green, sentita qui da noi (anche a Sanremo 2012) nella versione italiana con Dolcenera. Beneath Your Beautiful è la canzone che segue, originariamente in duetto con Labrinth, presentata a Torino insieme al suo corista. Con Daddy si ritorna a muovere la testa prima di passare a Kill the Boy che Emeli ci svela essere una delle sue prime canzoni, a cui tiene molto, scritta quando era solo una ragazzina. È con Wonder, che nella versione della Special Edition vede la collaborazione di Naughty Boy, che Emeli ci augura la buonanotte. Il bis però è dietro l’angolo e, come speravo, vede una delle canzoni più belle del suo album fare capolino: si tratta di Mountains che, chissà perché, mi emoziona sempre e non mi stanca mai (..If we never come back, how can they blame us?). Impossibile non calare il sipario con Next to Me, conosciuta da chiunque grazie ai suoi innumerevoli passaggi radiofonici.

Un controllo della voce invidiabile, una purezza d’animo disarmante, un ciuffo ribelle e tanto calore (e colore) nei suoi brani, nella sua passione per la musica. Perché alla fine lo senti, senti quando l’artista che hai di fronte è follemente innamorato delle note, delle melodie che sta cantando, delle emozioni che sta vivendo. Che poi quelli con la A maiuscola sono quelli che, paradossalmente, rendono meglio sul palco che in uno studio di registrazione, perché si alimentano dell’energia del pubblico. Ed Emeli è una di questi. E nonostante il mio posto a sedere non fosse dei migliori (a causa di una vetrata che non permetteva un’ottima visuale) forse alla fine è stato meglio così. Perché Emeli Sandé non ha bisogno di essere guardata, non ha coreografie da offrire né effetti speciali sul palco. Necessita di orecchie pronte ad ascoltarla, di cuori aperti per la comprensione e la condivisione.

E forse quella, a guardarla bene, non era una semplice vetrata. Era uno specchio in cui riflettermi, era un invito a guardare oltre. Un invito di quelli che ti spronano ad andare al di là del tuo naso, a non soffermarti sulle apparenze. Ad accettare sì la prospettiva degli altri senza aver paura però di illustrare la propria, di offrire la mia versione degli eventi. Così, come in questa recensione. Pura, senza arzigogoli, aggiunte né invenzioni.

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SCALETTA CONCERTO

Heaven
Where I Sleep
Breaking the Law
Suitcase
Half of Me
Pluto
My Kind of Love
Clown
River
Read All About It (Part III)
Beneath Your Beautiful
Daddy
Kill the Boy
Wonder
Mountains
Next to Me

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Girl On Fire: la recensione del nuovo album di Alicia Keys

Alicia Keys - Girl On Fire

aliciakeys.com

Girl On Fire, il quinto album di Alicia Keys, è finalmente sugli scaffali di tutti i negozi di musica e store digitali (e a prezzo speciale su Amazon). Aspettavo trepidante questa uscita perché la ragazza in questione non mi ha MAI delusa. Naturalmente la seguo da Fallin’, suo primo singolo, che a soli 19 anni, la consacrava (senza se e senza ma) come una delle regine indiscusse della musica soul in chiave moderna.

Da quell’ormai lontano 2001 – ebbene sì, sono passati già 11 anni, di strada ne ha fatta parecchia. Il suo primo album, Songs in A Minor, rimane ad oggi il più sperimentale, una delle sue perle più preziose. Sono poi arrivati The Diary of Alicia Keys (2003), As I Am (2007), The Element of Freedom (2009) fino a Girl On Fire, uscito lo scorso 23 novembre 2012.

Seguendo le linee guida del mercato, con il tempo, Alicia ha dato alla sua musica una direzione leggermente più commerciale ma restando sempre coerente con ciò che vuole trasmettere. Polistrumentista, autrice dei suoi testi, donna sensibile, Alicia è tutto questo e molto altro. Da due anni a questa parte anche madre di un piccolo pargolo di nome Egypt avuto dal marito, il produttore Swizz Beatz. Ed è proprio questa sua esperienza che ha portato Alicia Keys su un nuovo piano.

In questo lavoro si sente che qualcosa è cambiato ed è cambiato per il meglio. Si sente la sua maturità, la sua dolcezza, la sua voglia di vivere la vita senza troppi inutili pensieri, la voglia di apprezzare appieno ciò che ha: la famiglia, l’amore, la musica. Come se non ci fosse un domani.

• Girl On Fire Tracklist •

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1. DE NOVO ADAGIO (Intro)
Voto: ★★★½

Alicia è fedele a se stessa. Lo dimostra inserendo sempre, in ogni suo nuovo lavoro, un intro strumentale come prima traccia. Sembra voler accompagnare per mano i suoi ascoltatori in una nuova avventura. Sembra voler dire loro di non avere paura, di prendere ciò che viene con la dovuta calma, con fiducia e devozione. De Novo Adagio è 1 minuto e 20 secondi di meditazione e respiri lenti.

♡ Sa di: dita affusolate, sospensione e paesaggi innevati.

2. BRAND NEW ME
Voto: ★★★★

La canzone che, al primo ascolto, mi ha fatta scoppiare in un fiume di lacrime. La sento mia, specialmente per le parole racchiuse in essa. La penna e le sonorità di Emeli Sandé, che ha co-scritto questo pezzo, si sentono eccome ma su Alicia suonano perfette. Uno dei pezzi forti dell’album, uno di quei pezzi che ti fa venire voglia di cacciare un urlo di liberazione.

♬ Dice: I’m not expecting sorry, I’m too busy finding myself.
♡ Sa di: troppe lacrime sprecate, troppe scuse inutili e tanta voglia di cambiamento.

3. WHEN IT’S ALL OVER
Voto: ★★★½

Me la immagino fasciata in un abito grigioperla, con la brillantina sui capelli e un sorriso che miete milioni di vittime. Me la immagino sul dancefloor con i rumori attutiti, la musica che da assordante diventa quasi impercettibile nella sua testa. Questo è anche il messaggio che vuole trasmettere Alicia in questa canzone, di non farsi troppe paranoie inutili, di vivere la vita come viene, di amare chi ci sta accanto. Ma la sorpresa più bella è sul finale della canzone quando si dà vita ad un featuring che non ti aspetti. Vi dico solo che l’ometto in questione ha 2 anni :)

♬ Dice: I’m not worried about tomorrow ‘cause tomorrow may not come.
♡ Sa di: pensieri che non attecchiscono e spensieratezza.

4. LISTEN TO YOUR HEART
Voto★★★★½

A primo ascolto, giurerei che il beat sia stato prodotto da Pharrell Williams. E invece no, i pezzi grossi qui sono Darkchild e Dr. Dre che riescono ad assemblare un brano perfetto, a metà strada tra il sound alla Robin Thicke e una canzone trasmessa su Montecarlo Nights. Il testo non spicca per originalità o profondità ma rimane uno dei cavalli di battaglia dell’intero album.

♬ Dice: He says: here’s your sky. Don’t look down, we can fly.
♡ Sa di: petali di rose e profumo di colonia.

5. NEW DAY
Voto: ★★★½

Qui il maritino (all’anagrafe Kasseem Dean, in arte Swizz Beatz) le regala una base da paura, tipica dell’R&B dei primi anni 2000. Rulli e tamburi si susseguono a dismisura facendoti venir voglia di shakerare tutto ciò che hai in una danza senza fine. Anche qui, a livello di testo, la spensieratezza ha la meglio: Alicia si rivolge alla giornata che ha di fronte a sé come se non ci fosse un domani, con la voglia di ricominciare e rimettersi in gioco. L’unica parte che non mi convince è la fine mozzata.

♬ Dice: I’mma live it loud like there’s only one life.
♡ Sa di: allegria contagiosa, finestre aperte e luce del mattino.

6. GIRL ON FIRE feat. Nicki Minaj [Inferno Version]
Voto: ★★★½

Secondo singolo dell’album, pezzo che dà il titolo all’intero CD: insomma, non si può non dargli il giusto peso. Il pezzo è bellissimo, specialmente in questa versione sincopata insieme a Nicki Minaj che dà valore aggiunto alla melodia contrastandola con le sue parti rap: la prima dedicata a Marilyn con un’accezione piuttosto negativa, come se fosse il diavoletto che vuole tentarla, e la seconda rivolta a Dio in una preghiera disperata ma non rassegnata. Questa è la tipica Alicia, dalla voce spiegata e dalla sonorità catchy ma, a mio parere, non la più interessante. La canzone, da un punto di vista musicale, potrebbe essere sul filone di Doesn’t Mean Anything. Però non fate i bacchettoni quando la sentite cantata dal vivo: se non è perfetta come nel CD è perché nel ritornello raggiunge note considerevoli e mica così facili.

♬ Dice: Take away my fear when they interfere, God.
♡ Sa di: carboni ardenti e di meraviglia al femminile.

7. FIRE WE MAKE feat. Maxwell
Voto: ★★★★½

Wow. Posso dire solo wow? Mmm forse non vi basterebbe. La sensualità di questo brano vi porterà dritti dritti tra le braccia del vostro partner. La tipica “voce girata alla Maxwell” vi coccolerà in un crescendo senza precedenti. Big up per la parte strumentale alla fine della canzone!

♬ Dice: I wanna burn a candle, turn the darkness to the light with the fire we make.
♡ Sa di: calici di vino rosso appoggiati accanto ad un camino.

8. TEARS ALWAYS WIN
Voto: ★★★

Canzone scritta da Bruno Mars con il suo inconfondibile stile. Carina, ma forse la più debole di tutto l’album, non tanto per il sound o le parole ma perché non la trovo proprio azzeccatissima per la maturità di Alicia.

♬ Dice: These candles can’t light the room they way you did.
♡ Sa di: atmosfere natalizie e sorrisi di circostanza.

9. NOT EVEN THE KING
Voto: ★★★★

Una vera perla scritta insieme a Emeli Sandé. Una canzone che dà il giusto valore all’amore e agli affetti, puntando il dito contro a chi ha solo soldi e diamanti (e, spesso, la relativa solitudine). Dolce, delicata: è il perfetto sequel di If I Ain’t Got You.

♬ Dice: Your arms around me worth more than a kingdom.
♡ Sa di: coperte, carezze ed eternità.

10. THAT’S WHEN I KNEW
Voto: ★★★★

Una delle mie preferite di tutto l’album. Prodotta da Babyface (e ispirata da Swizz Beatz – chi non se li immagina mano per mano mentre lei gli dedica questa bellissima serenata?), è una sferzata di dolcezza. Parla del momento esatto in cui sai che la persona che hai accanto è, finalmente, quella giusta.

♬ Dice: Butterflies were dancing taking all of my air.
♡ Sa di: primi baci, tramonti in spiaggia e batticuore.

11. LIMITEDLESS
Voto: ★★★

Questa potrebbe avergliela passata Beyoncé e invece è tutta farina del sacco di Miss Keys. La ragazza dimostra che ci sa fare anche con beat da dancefloor e shakeraggio selvaggio. Piacevole, conta a parte (1, 2, 3, 4, 5, 6). Io però continuo a pensare che la sua peculiarità, da sempre, siano i brani piano e voce.

♬ Dice: I used to be broken, now I’m whole.
♡ Sa di: cocktail, tacchi alti e party con le amiche.

12. ONE THING
Voto: ★★★★

Frank Ocean è la firma dietro a questa bellissima canzone. Il ritornello è qualcosa di meraviglioso, con il falsetto di Alicia a rendere tutto ancora più magico. Uno dei pochi brani a parlare però di un addio, ma dopo tutto questa dolcezza diciamo che iniziavo a sentire la mancanza di canzoni di questo tipo: quelle che ascolti quando ti lascia il moroso e hai il cuore masochista. Chapeau.

♬ Dice: What’s life like on a train? Nobody there knows your name.
♡ Sa di: macchine in lontananza, case mai arredate e nostalgia.

13. 101
Voto: ★★★★

Emeli Sandé fa tripletta collaborando anche sull’ultimo brano del CD. Il segreto di questa canzone è tutto in quel there’s me girato presente nel ritornello, ma la canzone è una delle più belle dell’album – mi sembra di averlo detto quasi per tutte le tracce e questo dovrebbe darvi l’idea di quanto potrebbe essere prezioso averle tutte con voi. Le lyrics sarebbero da dedicare al tipico stronzo che non fa che collezionare amanti nel suo letto, anche se alla fine gli stronzi ci piacciono così tanto che gli si perdona il passato e si diventa, appunto, la 101esima della serie. La chicca è alla fine, quando la canzone sembra essere finita, l’album pure e arriva una sfilza di hallelujah da parte di Alicia. Sarà perché alla fine il bastardo in questione è stato mandato a quel paese?

♬ Dice: You fill your bedroom up with trophies.
♡ Sa di: sospetti, confusione e incertezze.

Alicia Keys - Girl On Fire

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È un’Alicia più coraggiosa, più audace, che non ha paura di perdere o rischiare. Un album dolcissimo, come una lunga ninna nanna che ci porta alla (ri)scoperta di questa fantastica superwoman, così piena di risorse, di vita, di talento che mi sembra quasi inutile soffermarmi a pensare perché piaccia così tanto, perché sia fonte di ispirazione per così tante donne nel mondo.

Lei confessa che è stato tutto merito di suo figlio: He’s the best collaboration I’ve ever done, he’s the best song I ever wrote, the best experience I’ve ever had, the best show I’ve ever performed. He’s the best everything.” 

Dalla prima all’ultima traccia di Girl On Fire, dal taglio di capelli alle nuove sonorità: tutto ci fa capire che Alicia è cambiata restando in fondo quella di sempre. Si è solo rimboccata le maniche mettendo le cose giuste al posto giusto: sul primo gradino del podio.

Sarà mica che la apprezziamo così tanto perché aspiriamo a fare lo stesso? ;)

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E per finire in bellezza, guardate un po’ cosa ha organizzato la città di New York lo scorso 26 novembre (il giorno prima dell’uscita del disco) per mostrare le nuove luci LED dell’Empire State Building firmate Philips Color Kinetics. Come fosse un equalizzatore, un gioco di luci andava perfettamente a tempo con un medley di Alicia (Girl On Fire + New York State Of Mind) che veniva suonato in quel momento da diverse radio americane. Da lasciare senza fiato!


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Publicly Private Pics: le foto dei VIP su Twitter [part V]

Torna l’appuntamento con Publicly Private Pics, ovvero le foto “pubblicamente private” dei VIP della musica postate su Twitter.

Il social network sembra proprio il mezzo preferito dallo star system per condividere, con i propri fan o semplici curiosi, momenti di vita privata che altrimenti non vedreste mai – anche se ormai è un testa a testa con Instagram! Piuttosto che foto rubate dai paparazzi appostati dietro a un cespuglio (al solo pensiero mi viene l’ansia), così facendo, sono loro stessi a decidere di svelare ciò che fanno nella loro quotidianità.

@emelisande

Tutti la vogliono, tutti la osannano (e, in effetti, il suo album Our Version of Events è una vera e propria perla). E poi quando vendi milioni di dischi non è che ci puoi girare molto intorno: bisogna festeggiare! Ecco la bravissima Emeli Sandé che tra mare, risate e allegria stappa una bella bottiglia di champagne alla facciazza nostra.

@noemiofficial

Lo sappiamo, Noemi. Questa è la faccia che ognuna di noi fa la mattina appena sveglia. Meno male che esiste l’operazione restauro: un po’ di blush per ridare colorito, un po’ di mascara per camuffare la palpebra calante e siamo pronte per la giornata che ci aspetta!

@ladygaga

Un po’ come Lady Gaga che, post restauro e in data 1° giugno 2012, si fa trovare adorante sul letto per quello che sarebbe stato l’85esimo compleanno della scomparsa Marilyn Monroe – nonché 60esimo anniversario dalla sua morte. E commenta con un “They’ll never take our blonde hair and lipstick”.
Quindi il diamante possiamo prendercelo noi?

@coldplay

E poi c’è chi pubblica immagini direttamente dai live, come succede per i Coldplay durante un loro concerto. Come potete notare, qui Chris Martin sta provando a librarsi in aria incitato dal pubblico e sostenuto dall’indiscutibile forza di una miriade di coriandoli colorati. 

@madonnaworld

Ma in questi giorni, quando si parla di live, non si può non citare la Madge che qui vediamo durante la data zero del suo nuovissimo MDNA Tour a Tel Aviv. Dietro, quello che probabilmente sarà il suo prossimo toy boy. A proposito, stay tuned per una recensione coi fiocchi: stasera la vedrò anche io in quel di Milano. Can’t effin’ wait!