A day in the life of: Whitney Houston

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La sua scomparsa, lo scorso 11 febbraio, ha lasciato il mondo intero a bocca aperta anche se, così come fu per Amy Winehouse, stiamo purtroppo parlando di una morte quasi annunciata o comunque ipotizzabile. Lei, regina delle classifiche e artefice della riuscita di milioni di coppie (e di copie) nel mondo, ora riposa finalmente serena.

I suoi funerali si sono tenuti sabato 18 febbraio alla New Hope Baptist Church di Newark con, come invitati, numerose star della musica (e non solo) senza ovviamente contare i milioni di spettatori da tutto il mondo che hanno potuto assistere all’intera diretta, durata ben 3 ore, collegandosi online su diverse piattaforme. Una tra queste è il canale di AP su Ustream da cui tuttora è possibile rivedere i momenti più commoventi, tra cui è doveroso citare gli omaggi musicali di Alicia Keys, Stevie Wonder, Cece Winans e R. Kelly (emozionato ed emozionante). Altrettanti e altrettanto struggenti i discorsi di chi l’ha conosciuta, tra cui quello di Dionne Warwick e Kevin Costner.

Ma quando parliamo di Whitney Houston, sappiamo veramente di chi stiamo parlando? Quali sono state le tappe principali della sua vita, i suoi maggiori successi e le performance imperdibili?

Whitney nasce il 9 agosto del 1963 a Newark, nel New Jersey, da papà talent scout e mamma corista. Quest’ultima, la famosa Cissy Houston, cantò nel gruppo Sweet Inspirations, quattro cantanti talmente brave che persino Elvis Presley e Aretha Franklin le vollero al loro cospetto come coriste per i loro tour in giro per il mondo. Grazie alla collaborazione tra Cissy e la Franklin, che sfociò in una bellissima amicizia, Aretha divenne poi la madrina di Whitney.

Aretha Franklin e Whitney Houston insieme in una vecchia foto | bumpshack.com

Forse non tutti sanno che, in quanto a famiglia e parenti, anche Dionne Warwick ha un legame con la famiglia Houston. Dionne è infatti cugina di Whitney e spartisce con lei un DNA colmo di colori, armonici e corposità.

Soprannominata da Oprah Winfrey “The Voice, Whitney Houston ha avuto una carriera sfavillante alternata però da momenti di depressione profonda sicuramente causati anche dalla presenza di un marito, quale Bobby Brown, rinomato per droga e violenza all’ordine del giorno.

Whitney ha sempre cercato di dare speranza a noi che l’ascoltavamo e che continuiamo ad ascoltarla attraverso le sue canzoni, senza riuscire però a trovare la medesima forza e lo stesso entusiasmo per se stessa. Il suo unico vero e puro entusiasmo l’ha avuto per l’adorata figlia (oggi diciottenne) Bobbi Kristina, sconvolta e devastata dalla perdita della madre a cui era affezionatissima. Questo forte legame è confermato dalle innumerevoli foto assieme che Bobbi Kristina ha postato in questi anni sul suo account Twitter e dalle innumerevoli dichiarazioni di stima reciproca e di complimenti a non finire.

My daughter is my greatest inspiration. She has trained me for this role.” (Whitney Houston)

@REALbkBrown

In questa foto Whitney è insieme a Bobbi Kristina e a colui che quest’ultima chiama “my brother” ovvero Nicholas Gordon, un ragazzo di 22 anni che è stato cresciuto dalla cantante e che è da sempre parte integrante della famiglia. La foto risale al 26 dicembre 2011 ed è l’ultima foto pubblicata direttamente da Bobbi Kris in cui le due appaiono insieme. Soffermandomi a guardarla non trovo solitudine nei loro sguardi ma complicità e voglia di stare insieme. E mi commuovo. Perché vedere quanto fossero speciali l’una per l’altra mi riempie il cuore di gioia. Allo stesso tempo, però, mi assale una tristezza infinita perché so che, per chi deve sopportare la mancanza, non sarà facile uscire da quest’incubo.

La sua storia tormentata con Bobby Brown, la dipendenza da droghe ed antidepressivi, la rivalità (a cui io non credo ma che i media hanno gonfiato a più non posso) con Mariah Carey, il suo ruolo in “The Bodyguard” al fianco di Kevin Costner: sono tanti i capitoli presenti nella tormentata vita di Whitney. Altrettante sono le emozioni che ci ha lasciato perché una voce e una bellezza così (sia esteriore che interiore) non la si può dimenticare tanto facilmente.

Personalmente parlando, non posso annoverarmi tra coloro che hanno preso lei come principale punto di riferimento in merito all’amore per il canto e per la musica. Forse perché, al di là delle difficoltà che le sue canzoni comportano, tra dubbi ed insicurezze, non me la sono mai sentita di imitarla. Lei per me è irraggiungibile. Ogni volta che ho provato a cantare i suoi grandi successi il pensiero del “chi sono io per potere anche lontanamente pensare di mettermi al suo pari?” ha preso piede, ma queste sono complessità artistiche che meriterebbero un post a parte. Non posso comunque astenermi da un’affermazione obiettivamente condivisa: una voce come la sua è davvero una su un milione. 

1)

In questo video vediamo Whitney cantare una delle sue canzoni più belle, a mio parere, sia per la melodia che per il testo: My Love is Your Love. Sul palco c’è anche una piccolissima Bobbi Kristina che saltella a ritmo e che invita i presenti a battere le mani. L’amore madre-figlia appare incondizionato e fortissimo. Una vera perla per tutti i fan di Whitney.

2) 

Immancabile in questa top 3 l’esibizione di Whitney, nel 1991, al Super Bowl dove interpreta in maniera magistrale l’inno nazionale degli Stati Uniti d’America. Da brividi.

3) 

E per concludere, lo splendido omaggio della città di Dubai per la nostra Whitney: giochi di luci e fontane in sincronia con I Will Always Love You.

Al di là della tristezza e della rabbia di non avere più tra noi una voce angelica, sorrido pensando a quanto sia comunque bello essere ricordata in mezzo alle colonne portanti della sua vita, ai suoi amici più cari e soprattutto attraverso la musica che gli stessi hanno voluto regalarle per ricordare a tutti noi che, anche di fronte alla morte, nella musica possiamo trovare sollievo, ispirazione, serenità.

Have a safe journey, sweet Whitney.

meilynglee.tumblr.com

My mother taught me: – When you stand in the truth and someone tells a lie about you, don’t fight it.” (Whitney Houston)

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A day in the life of: Dionne Warwick

photos.lucywho.com

Gli appassionati del genere avranno già aperto questo post famelici ed entusiasti, ma scommetto che ci sarà qualcuno a cui verrà spontanea la domanda “Dionne chi?”.

The Music Portrait vuole accontentare tutti e, nell’inaugurare questa nuova rubrica – A day in the life of – che di volta in volta ospiterà le vite dei protagonisti della musica, non ho potuto fare a meno di scegliere Dionne Warwick come apripista.

Perché lei? Scelgo lei perché, in questo particolare periodo della mia vita, sta facendo da colonna sonora ai giorni che passano e ai ricordi che restano. Scelgo lei perché ho scoperto da poco che le sue canzoni calzano a pennello con la mia timbrica ed estensione e, aspetto ancora più importante, mi fanno stare bene.

Da sempre musa di Burt Bacharach (gran parte delle sue canzoni sono state scritte dall’indiscusso pianista nonché 18° compositore nella storia delle classifiche britanniche!), Dionne nasce all’anagrafe sotto il nome di Maria Dionne Warrick: due enne, due erre. Si narra, però, che durante la stampa del suo primo album, il suo cognome venne trascritto erroneamente diventando così Warwick. La diva non ha mosso ciglio e si è tenuta il cognome che l’ha consacrata al successo planetario.

Ripercorriamo insieme le sue canzoni più belle di sempre!

Inizialmente poco convinta del potenziale di questa canzone, Dionne decide comunque di affidarsi al genio di Burt Bacharach. In poco tempo “Walk On By” raggiunge i vertici delle classifiche e diventa uno dei suoi brani più famosi, cantati e coverizzati.


Uptempo dai colori esotici, “Do You Know the Way to San José” ha una carica travolgente . Anche in questo caso, Dionne non nasconde dubbi e perplessità sulla qualità del brano (a noi ciò fa molto sorridere, dato il successo che ne è conseguito): “It’s a dumb song and I didn’t want to sing it. But it was a hit. I’m happy it was successful, but that still doesn’t change my opinion about it.


Registrata nel 1969, “I’ll Never Fall in Love Again” spiega i vari motivi per cui non ci si dovrebbe innamorare tra cui “you get enough germs to catch pneumonia” ovvero che si prendono così tanti germi che potrebbero causare una polmonite!


Un’esibizione recente di una sempre impeccabile signora Warwick in “Close To You“, cover dei The Carpenters.


E per concludere, una chicca tutta italiana: è il 1968 e Dionne Warwick canta “La Voce del Silenzio” di Mina a Sanremo. Magica ed emozionante!


“Years ago I learned to be totally responsible for Dionne Warwick. I will not wait for opportunities. I will create them.” 
(Maria Dionne Warrick)