Alicia Keys al Palaolimpico di Torino: “Rinnovatevi, miglioratevi sempre” [RECENSIONE]

Alicia Keys

raycornelius.com

Non ce n’è: dopo 12 anni di carriera, 6 album all’attivo e 15 milioni di copie vendute, Alicia Keys riesce sempre e comunque a stupirmi. Non è di certo una cantante che.. vista una volta, vista per sempre. Si trasforma, si rinnova restando sempre fedele a se stessa. E io che la seguo da quando avevo 14 anni cambio, muto, mi modifico con lei, con la sua musica che da sempre fa da colonna sonora alla mia vita.

Ieri sera, al Palaolimpico di Torino, ne ha dato ancora prova: era la quarta volta che la vedevo live (dopo i concerti di Milano: l’evento del Cornetto Algida in Piazza Duomo, il concerto al Mazdapalace e quello al Forum di Assago) ed è riuscita a conquistarmi ancora, come se vederla dal vivo rinnovasse magicamente l’immensa stima che ho nei suoi confronti. In fondo rappresenta tutto quello che vorrei essere: cantante, autrice, polistrumentista. Alicia ha sempre il sorriso sulle labbra, tanta grinta e passione e soprattutto tanta umanità. Rimane sempre la prima della classe: si percepisce che ad ogni data la scaletta, i discorsi, le mosse saranno sempre le medesime ma chissà come mai riesce sempre a non dare mai per scontato ciò che fa. Glielo leggi negli occhi quando posa le sue mani su un bellissimo pianoforte a coda bianco o quando esorta il pubblico a cantare con lei.

La venue non era sold out ma era comunque piena di bella gente pronta ad emozionarsi e a cantare a squarciagola tutte le sue canzoni più famose. Un po’ confusa però da questo non-pienone: penso al concerto di Beyoncé del mese scorso (a cui non sono riuscita ad andare causa biglietti esauriti dopo 8 minuti) e mi viene da chiedere perché per lei non sia stato così. Indubbiamente Miss Knowles/Carter desta più curiosità e ha dalla sua un seguito più agguerrito che si porta dietro dai tempi delle Destiny’s Child. Lungi da me voler creare il solito confronto – le amo entrambe pazzamente. Ma Alicia mi fa innamorare di lei ogni volta perché si sente che nei suoi pezzi c’è il soul, c’è l’anima, c’è la sofferenza di provare e riprovare fino a che non senti che il brano ti calza a pennello. C’è un sacco della vecchia scuola riproposta in chiave moderna, pop, accessibile ma pur sempre affascinante come i grandi pezzi di un tempo. Penso rappresenti il giusto compromesso tra quello che fu e quello che è. Penso sia l’esempio perfetto di come l’R&B si sia modificato nel tempo, senza sradicarlo troppo dalle sue origini, quasi per rispetto.

L’apertura del concerto viene affidata al talentuosissimo (e non solo) Miguel che con il suo album Kaleidoscope Dream ha letteralmente fatto il botto in America (e non solo). Un vero e proprio showman con voce bellissima, corpo da urlo e carisma da vendere. Da Do You… a How Many Drinks? fino ad arrivare alla dolcissima Adorn che l’ha consacrato a nuovo re del neo-soul. Miguel balla, canta, scende tra il pubblico e dopo tanto tempo mi fa sentire una quindicenne in preda a crisi da music idol quando fa i suoi acuti a solo un metro di distanza da me. Insomma, sento che il ragazzo farà tanta strada e raggiungerà o addirittura supererà artisti come Ne-Yo e Bruno Mars.

Miguel

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Alle 21.15 è tempo di Miss Keys! Le luci si spengono, il Brooklyn Bridge viene proiettato sul lungo schermo posto sopra il palco e in controluce la sagoma di Alicia fa la sua entrata sulle note di Karma – assolutamente insospettabile e per questo molto gradita. Cappello a tesa larga, body viola con trasparenze nere e pantalone a vita alta per la tappa di Torino. Ballerini eccelsi, coristi dotati e musicisti impeccabili: una band di tutto rispetto prosegue il suo percorso sulle note di You Don’t Know My Name dove Alicia mette in scena l’ormai famosa scenetta di telefonare al ragazzo che le piace per cercare di fissare un appuntamento (ovviamente con un Blackberry data la sua collaborazione con il brand!). Tears Always Win, il pezzo scritto assieme a Bruno Mars, è il terzo della scaletta che lascia poi spazio ad una bellissima versione di Listen To Your Heart, uno dei miei pezzi preferiti di Girl On Fire. Luci viola, balletti sensuali e un solo consiglio: So che a volte è difficile capire cosa fare o prendere una decisione ma il vostro cuore sa sempre cosa è giusto: imparate ad ascoltarlo.

Si continua con Like You’ll Never See Me Again, uno dei pezzi più struggenti della sua intera carriera dove si prodiga in virtuosismi e falsetti come se non ci fosse un domani, supportata sul backdrop dalla coreografia registrata di una ballerina in tutù che sembra prendere forma ed essere lì con noi. Si passa poi ad un altro pilastro: A Woman’s Worth, dedicato a tutte le donne presenti e proposta in un arrangiamento interessante. È per Diary che Alicia torna al piano mentre sullo schermo pian piano compaiono le lyrics della canzone e diversi scarabocchi come se stesse davvero aprendo le pagine del suo diario segreto solo per noi. Su Unthinkable (I’m Ready) il cuore inizia pian piano a sciogliersi: quella canzone è in grado di suscitare mille emozioni in me. È la canzone delle prime volte, degli inizi, dei primi sguardi, della perdita di controllo. Try Sleeping With a Broken Heart arriva subito dopo per poi cadere nel silenzio più totale per la nota iniziale di Fallin’ che scopro con piacere di non avermi mai stancata, nemmeno dopo 12 anni – ebbene sì, correva l’anno 2001. Alicia torna dietro le quinte per respirare e lascia spazio ai suoi due fantastici coristi che interpretano una bellissima versione di I’ll Be There for You/You’re All I Need to Get By di Mary J Blige e Method Man.

Alicia Keys

Si torna ad Alicia e al suo piano (in tutto ne cambierà tre se non quattro) sulle note di Unbreakable per poi passare senza giri di parole al mio pezzo preferito, quello che mi ha letteralmente fatta scoppiare in lacrime la prima volta che l’ho ascoltato in macchina mentre facevo attenzione alle parole (e alla strada): Brand New Me. I brividi continuano con If I Ain’t Got You seguita da No One, entrambe cantate a memoria da tutto il palazzetto. La parte finale vuole invece farci dimenare proponendo New Day e un bellissimo mash-up tra la sua Limitedless e la non-sua Murder She Wrote portando un po’ di reggae style anche in quel di Torino. Impossibile non cantare poi Girl On Fire che dà il titolo al suo ultimo album e che, nonostante sia una canzone piuttosto scomoda da cantare live, riesce a portare a termine egregiamente. Introdotta dal backdrop che vede protagonista Jay-Z, il concerto si conclude sulle note di Empire State of Mind che ci ripropone un viaggio visivo e sonoro tra i grattacieli di New York City con una bellissima Alicia fasciata in abito da sera. Commossa ed emozionata dal calore del suo pubblico, ci sprona ad andare avanti no-matter-what, a provare sempre ad essere diversi, per continuare a migliorarci.

As we’re going for our own separate ways and our own journeys may we not forget to listen to our hearts, making sure that we are always transforming, growing, becoming different so we can always be brand new, and continuously set the world.. ON FIRE!

Alicia Keys

@airaliworld

Ed è quello che lei ha fatto, a Torino come a Lione, in America come in Europa: rinnovarsi. È questo il messaggio che ci lascia: Non siate perfetti ma siate coraggiosi, imparate a dire no, a camminare a testa alta, a legittimarvi quando sapete di aver ragione, non aspettatevi le scuse di chi ci ha fatto del male: utilizzate quel tempo, quelle energie per andare alla scoperta di voi stessi, come suggerisce in Brand New Me.

Io l’ho presa in parola. E voi? :)

SCALETTA: 

Karma
You Don’t Know My Name
Tears Always Win
Listen To Your Heart
Like You’ll Never See Me Again
A Woman’s Worth
Diary
Unthinkable (I’m Ready)
Try Sleeping With a Broken Heart
Fallin’
I’ll Be There for You/You’re All I Need to Get By
Unbreakable
Brand New Me
If I Ain’t Got You
No One
New Day
Limitedless / Murder She Wrote
Girl On Fire
Empire State of Mind

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Emeli Sandé: cronaca di un concerto imprevedibile

Emeli Sandé

webincore.com

Nessun lustrino, nessun artificio. Assistere ad un concerto di Emeli Sandé equivale ad abbandonarsi, a lasciare che siano le emozioni ad avere la meglio, affidandosi totalmente ad un’anima buona che vi accompagnerà mano nella mano in un viaggio alla scoperta dell’amore. Quello che fa sorridere, quello che sì, a volte fa anche soffrire. Ma cosa c’è di più vero dell’amore? E badate, si parla di amore in tutte le sue forme: da quello per la dolce metà all’amicizia, quella per cui ti butteresti nel fuoco, fino ad arrivare all’affetto che si prova nei confronti di un figlio, di una sorella, di un genitore. In un mondo dove tutto sembra così confuso, a cosa fare riferimento se non all’amore? È con questa frase che, nella cornice del Teatro Colosseo di Torino, Emeli ci fa entrare nel suo mondo, un mondo fatto di canto, pianoforte e verità.

La sua prima data Italiana, ci svela. Una prima volta anche per lei, per questa giovane cantautrice di 26 anni che è sulle scene da parecchio tempo, nonostante la sua carriera sia esplosa ufficialmente nel 2012. Qualche highlight? Ha aperto i concerti dei Coldplay ma la ricorderete anche all’inaugurazione delle Olimpiadi, voluta dal regista Danny Boyle, mentre cantava Abide With Me. Simon Cowell l’ha definita “la sua cantautrice preferita”. Ha scritto per Leona Lewis, Gabrielle, Rihanna, Cheryl Cole, Tinie Tempah, giusto per fare qualche nome. Alicia Keys l’ha chiamata per collaborare al suo ultimo album, Girl On Fire. La morale? 3 canzoni su 13 portano la firma di Emeli Sandé e magic è stato il termine utilizzato da Miss Keys per descrivere questa preziosa collaborazione. Insomma, una tosta, ma con mille emozioni da mettere in musica e soprattutto nessun tipo di fastidioso divismo da portare sul palco.

Alicia Keys, Emeli Sandé

alicia-keys.net

La semplicità è anche la chiave dell’opening act, Charlene Soraia, deliziosa cantante londinese, che apre il concerto imbracciando una chitarra e dispensando sorrisi e battute per tutti. Una tecnica sorprendente, una voce angelica la rendono subito il perfetto preludio per quello che ci aspetta. Pare sia diventata famosa in Inghilterra per una bellissima cover acustica di Wherever You Will Go dei The Calling, utilizzata poi come colonna sonora di uno spot per la Twinings. Se non l’avete mai sentita, ve la consiglio vivamente!

È con Heaven, il singolo che l’ha consacrata al successo, che Emeli fa la sua apparizione sul palco. L’arrangiamento è avvolgente, meno sincopato e più orchestrale rispetto al CD. Questa sarà la linea che terrà durante le (quasi) 2 ore di concerto: l’imprevedibilità. Insomma, uno va a un live, si siede, aspetta e pensa di assistere a qualcosa di familiare, di conosciuto. E invece no. Le canzoni sono quelle che hai imparato a memoria a furia di ascoltare e consumare il suo album ma sembrano vestite di abiti nuovi, di nuovi colori. Non è un concerto fatto per raccimolare qualche soldo, non è un live che vive di rendita. È invece un lavoro pensato, sudato. È questo che mi conquista subito di lei. Una vera professionista che non si accontenta, che cerca di fare sempre meglio, che vuole ringraziare il pubblico per aver creduto in lei e lo fa regalando delle vere e proprie perle musicali.

Dopo la super hit si entra dolcemente tra i meandri di Our Version of Events con l’orecchiabilissima Where I Sleep per poi passare alla superba Breaking the Law (..Whatever it takes to get what you need, ignore the alarm, ignore the police, I’ll never stop breaking the law for you..) che ci svela essere una dedica per la sorella più piccola. La versione basso e voce di Suitcase toglie il fiato e trasforma il teatro in un ritrovo di anime attente al più piccolo respiro di Emeli, concentrata, emozionata e mai fuori luogo. L’unica cover in scaletta è Half of Me, originariamente cantata da Rihanna ma scritta appunto da Emeli Sandé, una canzone che spiega l’altra parte dell’artista, quella che non passa per la televisione, quella più intima e nascosta. Pluto è forse l’unico brano su cui si può storcere un po’ il naso ma è questione di  qualche minuto perché ci si riprende subito con My Kind of Love, dove gli occhi mi si riempiono di lacrime: il testo, il video e ora la sua performance dal vivo sono davvero qualcosa di potente, di immensamente emozionante.

La doppietta di canzoni che preferisco arriva insieme, accompagnate dal piano elettrico: Clown, quarto singolo dell’album, e River. Nonostante preferisca il suono del pianoforte a coda presente nell’album, la magia è comunque nell’aria, e non si può nascondere. Si passa poi a Read All About It (Part III), singolo di successo in UK insieme al rapper Professor Green, sentita qui da noi (anche a Sanremo 2012) nella versione italiana con Dolcenera. Beneath Your Beautiful è la canzone che segue, originariamente in duetto con Labrinth, presentata a Torino insieme al suo corista. Con Daddy si ritorna a muovere la testa prima di passare a Kill the Boy che Emeli ci svela essere una delle sue prime canzoni, a cui tiene molto, scritta quando era solo una ragazzina. È con Wonder, che nella versione della Special Edition vede la collaborazione di Naughty Boy, che Emeli ci augura la buonanotte. Il bis però è dietro l’angolo e, come speravo, vede una delle canzoni più belle del suo album fare capolino: si tratta di Mountains che, chissà perché, mi emoziona sempre e non mi stanca mai (..If we never come back, how can they blame us?). Impossibile non calare il sipario con Next to Me, conosciuta da chiunque grazie ai suoi innumerevoli passaggi radiofonici.

Un controllo della voce invidiabile, una purezza d’animo disarmante, un ciuffo ribelle e tanto calore (e colore) nei suoi brani, nella sua passione per la musica. Perché alla fine lo senti, senti quando l’artista che hai di fronte è follemente innamorato delle note, delle melodie che sta cantando, delle emozioni che sta vivendo. Che poi quelli con la A maiuscola sono quelli che, paradossalmente, rendono meglio sul palco che in uno studio di registrazione, perché si alimentano dell’energia del pubblico. Ed Emeli è una di questi. E nonostante il mio posto a sedere non fosse dei migliori (a causa di una vetrata che non permetteva un’ottima visuale) forse alla fine è stato meglio così. Perché Emeli Sandé non ha bisogno di essere guardata, non ha coreografie da offrire né effetti speciali sul palco. Necessita di orecchie pronte ad ascoltarla, di cuori aperti per la comprensione e la condivisione.

E forse quella, a guardarla bene, non era una semplice vetrata. Era uno specchio in cui riflettermi, era un invito a guardare oltre. Un invito di quelli che ti spronano ad andare al di là del tuo naso, a non soffermarti sulle apparenze. Ad accettare sì la prospettiva degli altri senza aver paura però di illustrare la propria, di offrire la mia versione degli eventi. Così, come in questa recensione. Pura, senza arzigogoli, aggiunte né invenzioni.

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SCALETTA CONCERTO

Heaven
Where I Sleep
Breaking the Law
Suitcase
Half of Me
Pluto
My Kind of Love
Clown
River
Read All About It (Part III)
Beneath Your Beautiful
Daddy
Kill the Boy
Wonder
Mountains
Next to Me

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Beyoncé al Super Bowl: la reunion con le Destiny’s Child e il suo prossimo tour mondiale [VIDEO]

Beyoncé, Super Bowl 2013

ryanseacrest.com

No. One. Better. Così commenta Solange dal suo account Twitter, qualche secondo dopo l’esibizione di sua sorella al Super Bowl. E come darle torto? La regina indiscussa dell’R&B moderno sembra far diventare oro ogni cosa che tocca. Dopo la battuta d’arresto della settimana scorsa (con l’inno americano cantato in playback, per mancanza di tempo, alla Casa Bianca), Beyoncé non si risparmia e dà tutta se stessa (e oltre) per dimostrare, a chi avesse ancora qualche dubbio a riguardo, che sa e può cantare ogni cosa. La grinta che solitamente ha sul palco – e chi la segue sa che è tanta, ieri sera era moltiplicata per mille.

Dopo le altrettanto meravigliose esibizioni di apertura di Jennifer Hudson (che insieme al coro della Sandy Hook School ha reso omaggio alle vittime della tragedia avvenuta lo scorso dicembre) e di Alicia Keys (a cui era stato affidato il compito di cantare piano e voce The Star-Spangled Banner), è stata la volta di Queen Bee.

Jennifer Hudson & Alicia Keys, Super Bowl

people.com

Love On Top, Crazy In LoveEnd of Time, Babyboy, Bootylicious, Independent Women, Single Ladies, Halo: Beyoncé viene raggiunta sul palco, a metà esibizione, dalle sue più fedeli compagne: Kelly Rowland e Michelle Williams, insieme le (ex?) Destiny’s Child. Ed è subito come se si tornasse ai vecchi tempi, come se niente fosse successo, come se il gruppo fosse ancora solido, unito, compatto e attivo. Io che ho avuto la fortuna di vederle per il loro ultimo tour mondiale in quel di Milano, davanti a quella visione mi sciolgo letteralmente. Certo, Kelly e soprattutto Michelle – che pareva un po’ impacciata e tramortita, sono rimaste un po’ in penombra (si mormora che i loro microfoni fossero volutamente più bassi rispetto a quelli della suprema). D’altronde è anche vero che lo show era stato commissionato a quest’ultima e per questo motivo in tanti si erano affrettati a soprannominarlo Beyoncé Bowl, aggiungendo esternazioni del tipo: “Avete sentito che stasera al concerto di Beyoncé ci sarà una partita di football?”.

Destiny's Child

BACKSTAGE: Le Destiny’s Child pochi minuti prima dell’esibizione [@BaddieBey]

Sicuramente uno show di altissimo livello con adrenalina a non finire e una perfezione vocale (e non solo) che farebbe impallidire chiunque. Ammetto che si è fatta battere dall’esibizione di Madonna dello scorso anno solo in quanto a spettacolarità ed effetti speciali.

E, in concomitanza con la tanto attesa esibizione, la signorina Knowles-Carter ha ritenuto fosse opportuno farci sapere che il prossimo 15 aprile comincerà il suo Mrs. Carter World Tour toccando Europa e America in soli 4 mesi! L’unica data italiana è prevista per il 18 maggio al Mediolanum Forum di Milano, con biglietti in vendita da venerdì 8 febbraio e prezzi da 52 € a 100 € + prevendita.

Unico rammarico: ammetto che mi sarei aspettata, all’interno dell’esibizione, un nuovo singolo o almeno un arrangiamento inusuale di uno dei suoi pezzi più famosi. In realtà, il trio ha fatto uscire recentemente Nuclear, un brano-chicca per tutti i fan anche se sicuramente non al livello dei loro cavalli di battaglia del passato.

Ma la fantastica donna in questione è piena di assi nella manica: chissà che non ci sorprenda durante il suo tour con qualche nuova valida uscita!

Insomma, dal carisma alla presenza scenica, dall’estensione vocale al timbro caldo e possente, dallo stile all’innegabile bellezza: non nascondiamoci dietro a un dito – Beyoncé è davvero oltre. E scusatemi se inizio a pensare che il suo nome abbia lo stesso prefisso di beyond mica per nulla.

Beyoncé, Super Bowl 2013

@BaddieBey

BEYONCÉ @ SUPER BOWL 2013

MRS. CARTER WORLD TOUR 

Beyoncé, Mrs. Carter World Tour 2013

15-04 Belgrade, Serbia – Kombank Arena
17-04 Zagreb, Croatia – Arena Zagreb
19-04 Bratislava, Slovakia – Slovnaft Arena
22-04 Amsterdam, Holland – Ziggo Dome
24-04 Paris, France – Palais Omnisports de Paris-Bercy
25-04 Paris, France – Palais Omnisports de Paris-Bercy
26-04 Birmingham, England – LG Arena
29-04 London, England – The O2
30-04 London, England – The O2
01-05 London, England – The O2
03-05 London, England – The O2
07-05 Manchester, England – Manchester Arena
11-05 Dublin, Ireland -The O2
12-05 Dublin, Ireland -The O2
14-05 Antwerp, Belgium – Sportpaleis
17-05 Zurich, Switzerland – Hallenstadion
18-05 Milan, Italy – Mediolanum Forum
20-05 Montpellier, France – Park & Suites Arena
22-05 Munich, Germany – Olympiahalle
24-05 Berlin, Germany – O2 World
25-05 Warsaw, Poland – National Stadium – Orange Warsaw Festival
27-05 Copenhagen, – Denmark Forum
28-05 Oslo, Norway – Telenor Arena
29-05 Stockholm, Sweden – Ericsson Globe Arena
28-06 Los Angeles, CA – BET Experience-Staples Center
29-06 Las Vegas, NV – MGM Grand Garden Arena
02-07 San Jose, CA – HP Pavilion at San Jose
05-07 Oklahoma City, OK – Chesapeake Energy Arena
06-07 Dallas, TX – American Airlines Center
09-07 Ft. Lauderdale, FL – BB&T Center
10-07 Miami, FL – American Airlines Arena
12-07 Atlanta, GA – Gwinnett Center
13-07 Nashville, TN – Bridgestone Arena
15-07 Houston, TX – Toyota Center
17-07 Chicago, IL – United Center
18-07 St. Paul, MN – Xcel Energy Center
20-07 Detroit, MI – The Palace of Auburn Hills
21-07 Toronto, Ontario – Air Canada Centre
22-07 Montreal, Quebec – Bell Centre
23-07 Boston, MA TD – Garden
25-07 Philadelphia, PA – Wells Fargo Center
26-07 Atlantic City, NJ – Boardwalk Hall
27-07 Charlotte, NC – Time Warner Cable Arena
29-07 Washington, DC – Verizon Center
02-08 Uncasville, CT – Mohegan Sun
03-08 Brooklyn, NY – Barclays Center

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