Sogno di una notte di prima estate ☀

Ischia 2010

E’ tempo per The Music Portrait di chiudere i battenti, ma solo per il caldissimo mese di agosto ovviamente. Io e il mio blog torneremo ad informarvi, divertirvi, interessarvi a settembre, più carichi e riposati che mai e con nuovissime sfide, idee e rubriche.

Il meritato riposo chiama e ha necessità di essere assecondato. Mi circonderò di mare, sole e affetti e ovviamente di tanta buona musica. E voi che farete? Dove andrete? Cosa ascolterete oltre al rumore delle onde?

Io mi attrezzerò per benino di album e playlist, di canzoni vecchie e nuove, di artisti che amo da sempre e newcomers. Qualche esempio? Ringraziando in particolar modo Shazam, che con un click mi fa scoprire vecchie e nuove perle musicali, ecco quella che sarà la colonna sonora della mia estate 2012. Check it out:

♫ Alicia Keys – New Day 
♫ Il Cile – Il Mio Incantesimo 
♫ Maverick Sabre – No One
♫ Wiz Khalifa – Work Hard, Play Hard 
♫ Flo Rida feat. Sia – Wild Ones 
♫ Soul for Real – Candy Rain 
♫ Usher – Euphoria
♫ Lil Wayne – Sasaraf 
♫ Electric Guest – This Head I Hold 
♫ Michael Kiwanuka – I’ll Get Along
♫ Lisa Hannigan – What I’ll Do
♫ Katy Perry – Wide Awake
♫ Rebecca Ferguson – Glitter & Gold
♫ Goldfrapp – Melancholy Sky
♫ Pink Martini – Let’s Not Stop Falling In Love
♫ Heather Johnson – Love Is Beautiful
♫ Norah Jones – Say Goodbye 
♫ Sade – Still in Love With You
♫ Kanye West & Jay-Z – No Church in the Wild 
♫ Kenny Lattimore – Weekend
♫ Q-Tip feat. Amanda Diva – Manwomanboogie 
♫ John Legend feat. Ludacris – Tonight 

L’album che ascolterò all’infinito sarà sicuramente Channel Orange di Frank Ocean, un nuovo artista r&b in cima alle classifiche statunitensi e non solo. E’ stato amore a primo ascolto quindi aspettatevi una bella recensione a riguardo.

E allora a risentirci, cari lettori, e che il nostro ritorno sia sinonimo di rinnovamento, cambiamenti e sogni da tramutare in realtà. Quelli non fateli morire mai.

Dreams do come true!

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Olimpiadi 2012: Cosa Si Prova Ad Essere Uno dei Ballerini della Opening Ceremony?

PJ @ Opening Ceremony

I giochi olimpici di Londra, iniziati lo scorso 27 luglio, sono tuttora in corso e hanno il magico potere di avvicinare grandi e piccoli, Nord e Sud, Est e Ovest del mondo in un colpo solo.

Ho sempre apprezzato il lato multiculturale di questo grande evento, qualcosa che sappiamo essere speciale per la sua frequenza (uno ogni quattro anni), per la sua versatilità (numerose le categorie sportive presentate) e per le innumerevoli sfaccettature che ci permettono di conoscere i rappresentanti di centinaia di paesi. In gara sì, ma il senso di unità e pace traspira da tutti i pori e si fa strada in un mondo sempre più egocentrico e superficiale.

La sera del 27 luglio, come tanti di voi, mi trovavo di fronte allo schermo della mia TV, in trepidante attesa. Non solo perché avrei assistito alla spettacolare Opening Ceremony che ogni volta lascia sempre più senza fiato, ma anche perché di lì a poco in quello stadio ci sarebbe stata Jole Pasquale (detta PJ), amica ballerina che da qualche anno, per rincorrere il suo sogno, si è trasferita a Londra e, puntando alto (ma anche lavorando sodo), è riuscita ad arrivare dove tutti sognerebbero di arrivare senza sentirsi arrivata. Prende questa esperienza come passione, come gioco, come punto di partenza per mirare ancora più in alto (leggi New York) e continuare a dipingere la sua vita di musica e movimenti.

Avendo una cotta per l’arte in generale, ho sempre apprezzato, oltre al canto, la danza. Permette al corpo di muoversi scuotendo l’anima, le preoccupazioni, facendoti sentire irresistibilmente forte, irresistibilmente sicura di te stessa e delle tue capacità.

E’ per questo che ho voluto fare quattro chiacchiere con lei: per avere il punto di vista, la prospettiva di qualcuno che la musica la sente nelle vene come me, ma in un modo differente. Ecco cosa mi ha raccontato.

Opening Ceremony Olympics 2012

Ciao Jole! Reduce dalla maestosità della Opening Ceremony: col senno di poi, quale potrebbe essere il resoconto di questa esperienza? 

Credo non ci possa essere niente di più incredibile! Ballare davanti alla regina, 70.000 spettatori e milioni di telespettatori da ogni singolo angolo della terra è ineguagliabile. Le Olimpiadi hanno portato una tale energia a Londra! Con l’ingresso degli atleti e le molteplici strutture costruite per l’occasione, la città ha raggiunto la forma più spettacolare: è davvero una delle città più meravigliose al mondo. Essere stata parte della cerimonia d’apertura, aver condiviso gli allenamenti con dei ballerini fenomenali e la possibilità di essere stata vista dalla mia famiglia in Italia, così orgogliosa, è e rimarrà sempre un ricordo eterno, qualcosa che si potrà raccontare ai nipoti per certo!

Di chi sono le musiche scelte per le coreografie e come vi siete preparati a riguardo?

La scelta musicale è stata effettuata dal direttore della cerimonia Danny Boyle (regista di Trainspotting e The Millionaire, ndr). Il nostro allenamento è stato basato su 3 principali obiettivi: la conoscenza della tecnica di base della danza Lindi Hop; memorizzare 12 minuti di coreografia con l’aggiudicato ‘partner’; l’attuazione di tale coreografia nello stadio, tenendo presente i corretti posizionamenti scelti dai coreografi Sunanda e Temujin.

Opening Ceremony Olympics 2012

Ci racconti qualche aneddoto curioso capitato durante le prove e/o la diretta?

Ci sono stati allenamenti ardui e stressanti. Il fatto che abbia piovuto per due settimane di fila non ci ha aiutato per niente! Noi ballerini abbiamo dovuto esibirci più volte con una sottospecie di poncho, fornito dallo stadio, in caso di pioggia, e non abbiamo potuto allenarci nelle parti coreografiche al suolo per via del pavimento bagnato. Il più delle volte abbiamo lottato nel cercare di stare in piedi e non scivolare, cosa abbastanza complicata per i b-boys che di natura ballano a terra! E’ stato inoltre interessante avere make up e hair stylist pronti a trasformarci in ‘oggetti di scena’! E inoltre avere a disposizione sarte e assistenti per quanto riguarda il fattore costumi.

Ballerina da tanti anni, hai a che fare con la musica 24 h su 24. Ti capita mai di associare colori o sensazioni ai pezzi che ascolti e che interpreti?

Essere artista e vivere per la propria arte è la vera passione. La musica accompagna la mia scelta di vita, di quello che sono e che voglio diventare: una ballerina professionista. Mi capita praticamente sempre di associare la musica a sensazioni: è molto di più, la musica è ciò che mi fa muovere, esplorare ed esprimere la mia persona ad altri che osservano. Ecco perchè la mia vita è e sarà sempre un palcoscenico.

Opening Ceremony Olympics 2012

L’artista che consiglieresti di ascoltare durante il meritato riposo estivo?

Credo che, in quanto artista inglese, possa consigliare la fantastica cantautrice Adele. E’ ormai una notorietà in Inghilterra e ha preso piede anche in Italia nell’ultimo anno. La sua musica è coinvolgente e toccante. Proprio per questa versatilità è apprezzata da giovani e adulti.

•••

E voi? State seguendo le Olimpiadi di Londra 2012? Avete assistito alla magnifica cerimonia d’apertura? Aspetto il vostro feedback!

“I campioni non si fanno nelle palestre. I campioni si fanno con qualcosa che hanno nel loro profondo: un desiderio, un sogno, una visione.” (Muhammad Ali)

zeusnews.it

Eurovision Song Contest 2012: tutte le esibizioni della serata

Se c’è un evento che riesce ad unire musica, multiculturalismo e milioni di spettatori in un colpo solo, il suo nome è senza dubbio Eurovision Song Contest. Per chi non ne fosse a conoscenza, provate ad immaginarvi una sorta di Giochi Senza Frontiere in cui tutti (o quasi) i Paesi d’Europa si scontrano tra di loro a suon di canzoni inedite per proclamare un unico vincitore. Non stiamo parlando di uno dei tanti eventi musicali in auge in questi ultimi anni: Eurovision Song Contest nasce nell’ormai lontano 1956 e la prima edizione si tiene in quel di Lugano. Negli anni è andato modificandosi e ampliandosi, raggiungendo sempre più fan e spettatori e diventando un vero e proprio fenomeno culturale.

Molti dei più grandi cantanti internazionali (tra cui diversi italiani) sono passati di qui. Qualche esempio? ABBA, Céline Dion, ma anche i nostri italianissimi Domenico Modugno, Gigliola Cinquetti, Al Bano e Romina. Non fatevi spaventare da nomi forse ormai un po’ démodé: Eurovision Song Contest è molto attento ai trend e ai gusti musicali che spopolano in Europa. Forse a nostro discapito – più attaccati al cantautorato e alla musica tradizionale, dato che dance music e pop super orecchiabile sono i generi che vanno per la maggiore.

Oltre a rappresentare un ottimo evento da guardare per passare un po’ di tempo in allegria nonché un fenomeno da analizzare e studiare – sono diversi i fattori su cui soffermarsi, probabilmente mi piace parlare di Eurovision Song Contest anche per valore affettivo. La scorsa edizione ha visto trionfare Eli e Nikki (dell’Azerbaijan) con la loro Running Scared seguiti da uno strabiliante Raphael Gualazzi in seconda posizione. E’ risaputo che, per arrivare alla super finale, ci sono vari step da superare come le semifinali di ogni singolo Paese europeo che ha deciso di partecipare. E’ capitato quindi che, per l’edizione 2011, mi trovassi a cantare in qualità di corista per Scilla – finalista svizzera, con la canzone Barbie Doll, davanti a qualcosa come mezzo milione di spettatori. Fermatevi: 500.000 paia di occhi puntati su di voi sono qualcosa da groppo in gola e cuore a mille, non so se ho reso l’idea! Ricordo questa esperienza come una delle più entusiasmanti della mia intera esistenza, sia personale che più prettamente musicale. In 10 secondi ho saputo trasformare l’ansia da palcoscenico in pura adrenalina e, a fine canzone, sentivo il palco bruciare sotto i miei piedi, mi sentivo piena, paga, libera. La tesi di laurea – che avrei discusso due giorni dopo, in quel momento mi sembrava la cosa più semplice del mondo.

La regola vuole che il Paese vincente ospiti l’edizione successiva: è per questo motivo che l’edizione 2012 si è tenuta sabato 26 maggio a Baku, in Azerbaijan. L’Italia, che fino a due anni fa era restata volutamente fuori dai giochi, quest’anno ha tentato la carta Nina Zilli con il brano L’amore E’ Femmina (Out of Love). I Paesi, e conseguenti concorrenti in gara, sono stati ben 26, ma se pensate ad un polpettone infinito in cui annoiarsi e sbadigliare a più non posso, beh, vi sbagliate di grosso. In poco meno di 3 ore, Eurovision propina un’esibizione dopo l’altra senza inutili pause né pubblicità invadenti. Anzi, a dire il vero, quasi vorresti che ogni tanto ci fosse un respiro in più, una gag, un fuori onda perché sembra che non ci sia abbastanza tempo per riuscire ad inquadrare il singolo cantante o la singola esibizione. Capisci che in realtà è un buon compromesso quando arriva il tempo delle votazioni: per un quarto d’ora è possibile votare via sms o telefonata per colui o colei che dovrebbe meritarsi la vittoria, ad esclusione del performer del proprio Paese (regola più che giusta) e, come colpo finale, ognuno dei 46 Paesi appartenenti all’Unione Europea – e una buona oretta se ne va allegramente, si collega per dare la sua personale classifica. I punti vengono sommati in presa diretta fino a proclamare il vincitore assoluto.

Ma ora passiamo alla parte più divertente: qui di seguito vi propongo la mia personale recensione di ogni singola esibizione della 57esima edizione dell’Eurovision Song Contest. Sarò spietata, siete pronti?

01. REGNO UNITO | Engelbert Humperdinck – Love Will Set You Free
[punti totali: 12 • posizione in classifica: 25°]

Una delle canzoni più belle di questa edizione, indovinate un po’, arriva agli ultimi posti della classifica. Canzone d’amore tradizionale ma in un crescendo che dà quasi i brividi. A primo ascolto mi ricorda My Valentine di Paul McCartney e lui, simpatico sessantenne, mi sembra il fratello minore di Tom Jones e Tony Bennett. Controcorrente rispetto al giudizio degli amici europei, mi convince a tal punto che, a fine canzone, mi verrebbe da chiedere il bis.

Voto: 9

02. UNGHERIA | Compact Disco – Sound of Our Hearts
[punti totali: 19 • posizione in classifica: 24°]

Band soft-rock in giacca di pelle e strings electropop. Il pezzo è radiofonico ma non vincente. Al secondo ritornello già risultano così ordinari che l’unica cosa che mi viene da aggiungere è “nulla da dichiarare”.

Voto: 6+

03. ALBANIA | Rona Nishliu – Suus
[punti totali: 146 • posizione in classifica:]

Un’inquietante creatura si fa strada sul palco, con super cipolla in testa e rasta incollato al collo. A prima vista non scommettereste un solo euro su di lei, ma la sensazione dura solo fino al ritornello dove, con acuti pazzeschi, pettinerà anche voi e vi farà scommettere su quanti album di Björk consumati e in fin di vita avrà sulla mensola di casa.

Voto: 8

04. LITUANIA | Donny Montell – Love is Blind
[punti totali: 70 • posizione in classifica: 14°]

Nome da cantante R&B statunitense, il ragazzo comincia l’esibizione bendato come rimando al titolo della sua canzone. Peccato che il gesto mi faccia soffermare unicamente sulla fascia tempestata di swarovski che porta sugli occhi, lasciando che il brano passi totalmente in secondo piano. Tutto si risolve dal primo minuto in poi: tolta la benda, Donny si improvvisa ballerino tra una piroette e una luce psichedelica. Il palco diventa un dancefloor poco convincente in pieno stile La Febbre del Sabato Sera. Alla fine del secondo minuto comincio a rimpiangere la tempesta di swarovski.

Voto: 6+

05. BOSNIA & HERZEGOVINA | Maya Sar – Korake Ti Znam
[punti totali: 55 • posizione in classifica: 18°]

Adoro l’accoppiata presenza angelica e vestito da strega cattiva di Biancaneve che creano un contrasto interessante così come il brano proposto, delicato e non scontato. Avrebbe sicuramente meritato qualche posizione in più.

Voto: 8

06. RUSSIA | Buranovskiye Babuški – Party for Everybody
[punti totali: 259 • posizione in classifica: ]

Tradotto letteralmente sarebbe “Le Nonnine di Buranovo”. Tradotto dal cuore suonerebbe come “povere nonnine, cosa vi fanno fare”. Sì, avete capito bene, 6 nonnine tra i 62 e gli 86 anni si sono esibite in un brano dance che avrebbe fatto accapponare la pelle a chiunque. Uno dei momenti più trash di questa edizione, indovinate un po’, si aggiuda il secondo posto. Immagino che tutti fossero andati a fare pausa sigaretta e che, nel sommario delle esibizioni della durata di circa 10 secondi, abbiano votato per tenerezza e simpatia. Ditemi che è così, vi prego, non c’è altra spiegazione.

Voto: 3

07. ISLANDA | Gréta Salóme & Jónsi – Never Forget
[punti totali: 46 • posizione in classifica: 19°]

Col senno di poi e vedendo i pochi punti guadagnati, comincio a pensare che l’Europa sia sorda. Il pezzo è bellissimo, loro due funzionano alla grande (e adorano i Nightwish, lo sento) e lei in versione violinista è pura magia.

Voto: 8.5

08. CIPRO | Ivi Adamou – La La Love
[punti totali: 65 • posizione in classifica: 16°]

Catapultatevi al Papeete di Ibiza con annesso “put your hands up” e avrete la perfetta sintesi di questo pezzo, obiettivamente energico, obiettivamente vincente, ma non per me. Lei, sgnappolona diciottene di turno, ce la mette tutta e viene aiutata dalla coreografia delle ballerine che la spalleggiano. Peccato che canti di naso per tutta la durata del brano e dopo un minuto mi fa venir voglia di starnutire.

Voto: 5

09. FRANCIA | Anggun – Echo (You and I) 
[punti totali: 21 • posizione in classifica: 22°]

No, non sconvolgetevi nel vedere Anggun – quella di Snow on the Sahara, agli ultimi posti della classifica. Anche io avevo riposto un sacco di aspettative nella sua meravigliosa voce, meravigliosa ma un po’ sottotono, e nella sua presenza, quella di una consacrata cantante internazionale. Ma il brano scelto per lei è quasi inascoltabile, una sorta di pop elettronico che non le si cuce addosso, al contrario del vestito che, con il ventilatore tattico, sottolinea il suo fantastico corpo e contribuisce alla riuscita della scenografia.

Voto: 6

10. ITALIA | Nina Zilli – L’Amore è Femmina (Out of Love)
[punti totali: 101 • posizione in classifica:]

La bandiera tricolore sventola quando sale sul palco la nostra Nina nazionale. Splendida in abito metallizzato Vivienne Westwood e décolleté rossa, non ha bisogno di scenografie da capogiro né di fuochi d’artificio: lo stile, la raffinatezza, il trio di coristi e l’immancabile cofana che tanto adoriamo risultano vincenti, ma non abbastanza da convincere i votanti. A fine evento dichiara “Non ho perso. Ho non vinto perché sono rock ‘n roll”. Come darle torto visto che il resto d’Europa sembra sia rimasto al tunz tunz tanto in voga negli anni ’90?

Voto: 9

11. ESTONIA | Ott Lepland – Kuula
[punti totali: 120 • posizione in classifica: ]

Il sosia di Gary Barlow sale sul palco e meraviglia il pubblico con una canzone che sa di già sentita ma che fa pur sempre la sua porca figura, a maggior ragione considerando il titolo della canzone. E pronunciare in continuazione Kuula e farci sopra acuti meravigliosi mica è da tutti. Se solo sapesse..

Voto: 7

12. NORVEGIA | Tooji – Stay
[punti totali: 7 • posizione in classifica: 26°]

Taglio alla Borriello e presenza da urlo per le ragazzine. Considerando le sonorità arabeggianti e le origini iraniane di Tooji, a tutto pensereste tranne che sia in gara per l’alta Norvegia. Il pezzo è da shakeraggio selvaggio e, anche se super tamarro, non meritava di certo l’ultima posizione. Povero Principe di Persia.

Voto: 6

13. AZERBAIJAN | Sabina Babayeva – When the Music Dies
[punti totali: 150 • posizione in classifica: ]

Vocalità notevole. Peccato per i canotti al posto delle labbra che fanno di Sabina una degna Alba Parietti super fake. Dietro di lei un vocalist in posizione fachiro urla come un pazzo e distoglie l’attenzione dal pezzo che risulta comunque convincente ma non indimenticabile.

Voto: 7

14. ROMANIA | Mandinga – Zaleilah
[punti totali: 71 • posizione in classifica: 12°]

Tra tamburi e cornamusa, iprimi dieci secondi del pezzo fanno sperare in bene. Poi arrivano i musicisti vestiti in maniera improponibile e lei che, non si sa per quale motivo, comincia a cantare in spagnolo anche se gareggia per la Romania. Il ritornello è orecchiabile in stile Waka Waka, tutto sa di cuore e amore, ma tanta confusione rimane nella testa.

Voto: 6

15. DANIMARCA | Soluna Samay – Should’ve Known Better
[punti totali: 21 • posizione in classifica: 23°]

Here you are la Sheryl Crow con cappellino alla marinara che imbraccia chitarra e ci propone una canzone super radiofonica. Per qualche “strano” motivo finisce negli ultimi posti della classifica. Io intanto ammiro la batterista e mi domando perché il violoncellista dovrebbe indossare un New Era.

Voto: 7.5

16. GRECIA | Elefhteria Eleftheriou – Aphrodisiac
[punti totali: 64 • posizione in classifica: 17°]

Dal nome impronunciabile ti aspetti che a salire sul palco sia un elefante o qualcosa di simile e invece ti ritrovi la più gnocca dell’intera competition: un miscuglio latino tra Shakira, Paulina Rubio e Lola Ponce. Peccato sia più interessata a come si muovono i suoi capelli che a cantare davanti a milioni di spettatori. Al secondo ritornello la canzone ha già stancato.

Voto: 5

17. SVEZIA | Loreen – Euphoria
[punti totali: 372 • posizione in classifica: ]

Eccola la vincitrice della 57esima edizione dell’Eurovision Song Contest. Bellezza non convenzionale, canzone dance ma non per questo di poco spessore, scenografia e coreografia studiate nei minimi dettagli. Dalle mosse di lei – tra cui il famoso passo del granchio, a cenni di shaolin e capoeira, la canzone mantiene alta l’attenzione dello spettatore e lo trasporta in dimensioni simili a quelle degli anni ’90 con Alice Deejay e l’allora Better Off Alone. Sicuramente da top 5 ma non così in alto da meritare il primo posto.

Voto: 8.5

Anggun, Loreen & Nina Zilli | foto: twitter.com/anggun_cipta

18. TURCHIA | Can Bonomo – Love Me Back
[punti totali: 112 • posizione in classifica: ]

Un giovane Borat si fa strada sul palco circondato da gendarmi. Sembra non crederci nemmeno lui in quello che fa e pare si sia ricordato di avere in agenda l’Eurovision solo cinque minuti prima di entrare in scena. La canzone ricorda una tarantella impazzita, non è nemmeno così malaccio se la ascoltate ad occhi chiusi, senza gli strani balletti che hanno deciso di propinarci.

Voto: 5+

19. SPAGNA| Pastora Soler – Quédate Conmigo
[punti totali: 97 • posizione in classifica: 10°]

Sublime. Una voce eccezionale che, nel momento decisivo della canzone, rimane completamente senza musica e raggiunge picchi altissimi e quasi perfetti. La Spagna le suggerisce vivamente di non vincere dato che non avrebbero i soldi per ospitare la prossima edizione dell’Eurovision (e qualcosa di simile si vocifera sia stato detto anche in Italia da parte del direttore Rai Intrattenimento via Twitter) ma lei se ne infischia e dà il meglio di sé. A mio parere, una delle performance più convincenti ed emozionanti.

Voto: 9+

20. GERMANIA | Roman Lob – Standing Still 
[punti totali: 110 • posizione in classifica: ]

Belloccio di turno e canzone alla Gary Go che funzionerebbe perfettamente per qualche pubblicità di biscotti da pucciare nel latte la mattina mentre sei ancora in versione pigiamone e palpebra cadente. Lui canta aprendo la bocca in maniera buffa ma tutto sommato a fine canzone ti verrebbe voglia di abbracciarlo. E di chiedergli il numero di telefono.

Voto: 8

21. MALTA | Kurt Calleja – This Is the Night 
[punti totali: 41 • posizione in classifica: 21°]

Una delle peggiori esibizioni della serata: canzone tamarra, lui inguardabile e il passettino che tanto amo usato su questa canzone me la fa odiare ancora di più. Sento che potrei vomitare da un momento all’altro.

Voto: 3

22. MACEDONIA | Kaliopi – Crno I Belo
[punti totali: 71 • posizione in classifica: 13°]

E visto che siamo arrivati alla frutta, quale miglior Paese se non la Macedonia? Qui però riprendiamo il tiro e torniamo sull’epic rock, com’era stato per l’Islanda. Voce lirica per lei che ad una certa tira (minuto 2:25 circa) un sovracuto che vi fa la piega in due secondi. Anche qui, una delle migliori performance. Big up per la sperimentazione e per non aver seguito la massa.

Voto: 8.5

23. IRLANDA | Jedward – Waterline
[punti totali: 46 • posizione in classifica: 20°]

Dopo la risalita perché non ritoccare il fondo con l’esibizione dei Jedward, due simpatici gemelli nonché folletti spuntati da non-so-dove e che farebbero bene a tornare da dove sono arrivati? L’anno scorso mi avevano stranamente convinta con Lipstick, ma quest’anno, tra tutine spaziali e fontanella a fine esibizione, la performance è talmente kitsch che l’unica cosa che mi viene da dire è: NEEEEXT!

Voto: 3

24. SERBIA | Željko Joksimović – Nije Ljubav Stvar
[punti totali: 214 • posizione in classifica: ]

Bella canzone, bravi, se non fosse che qui si tratta di un evidente plagio (e mi stupisco del fatto che quasi nessuno se ne sia accorto e soprattutto che Eurovision abbia accettato una cosa simile). La canzone – oltre a ricordare Paradise dei Coldplay, è una mera riproduzione di Rest Calm dei Nightwish – e non lo dico perché ne sono fan ma perché è palesemente così. Vi basterà mettere a confronto le due versioni. Considerando che arrivano terzi, rimango incazzata nera fino a fine programma.

Voto: inqualificabili

25. UCRAINA | Gaitana – Be My Guest
[punti totali: 65 • posizione in classifica: 15°]

Ed ecco che l’ennesima When Love Takes Over della serata viene proposta sul palco da una dea stile Corona – anche qui anni ’90 a gogo. Stanca di questa pseudo-dance, sbadiglio e aspetto l’ultima esibizione.

Voto: 6

26. MOLDAVIA | Pasha Parfeny – Lăutar
[punti totali: 81 • posizione in classifica: 11°]

Finalmente! Si chiude in bellezza con il pezzo moldavo che spacca in modo assurdo. Bocciata la mise da maniscalco, tutto il resto è da salvare, ballerine-manichino comprese. Sorrido pensando che sia una delle performance maggiormente imbevute di cultura, peculiarità e originalità di tutta la serata.

Voto: 9

Winner: Loreen – Euphoria