RnB ad Amsterdam: Dwele, Eric Benet, Brian McKnight LIVE [RECENSIONE]

Dwele, Eric Benet, Brian McKnight

Non è da me procrastinare troppo a lungo sulle recensioni dei concerti a cui partecipo ma a volte, si sa, gli impegni prendono il sopravvento e non hai nemmeno tempo di buttar giù due righe che possano soddisfare la tua brama di raccontare. Avendo vissuto un po’ di mesi in questa nuova casa chiamata Amsterdam posso ammettere che, rispetto ai concerti di Milano, è la città giusta per chi ama il genere di musica che più mi piace: l’R&B. In questo 2014 appena cominciato ho avuto già il piacere di assistere a 3 concerti spettacolari: Dwele (26 gennaio 2014 @ MC Theater) e Eric Benet + Brian McKnight (30 gennaio 2014 @ Melkweg). A distanza di un mese e mezzo non sto a scendere nei particolari ma permettemi di dire che non sono mai stata così estasiata da cotanta perfezione vocale in un intervallo di tempo così breve.

Dwele: super rilassato sul palco, musicisti grandiosi, corista decisamente presente in ogni pezzo, interazione con il pubblico eccellente (è anche sceso dal palco per andare a cantare in mezzo alla gente). Non uno di quei concerti pieni pieni che ti lasciano sazio fino al giorno dopo, ma con grande, grandissimo potenziale.

Eric Benet: sopra ogni aspettativa. Sexy come non mai, falsetto di una potenza inaudita, grandissimo carisma, grandissimo fascino e un’ottima scaletta (nonostante Hurricane, la mia preferita, non fosse stata inclusa).

Brian McKnight: il sogno di una vita. Forse un po’ troppo scherzoso nei confronti del pubblico (insomma, ogni canzone d’amore era un’occasione per scimmiottarci su) ma nulla da dire in quanto alla sua voce pressoché perfetta. L’accoppiata Back At OneAnytime (nonostante fosse in versione più uptempo rispetto all’originale) ha letteralmente mandato in estasi l’intero pubblico.

Insomma, in attesa di un’altra dose di R&B – stasera è tempo di The Weeknd + Drake e a fine mese di Tyrese, Ginuwine e Tank sullo stesso palco, mi è piaciuto ricordare brevemente la prima parentesi di rhythm and blues del 2014, riassunta qui sotto con tre foto scattate dal vivo e le loro 3 canzoni che più preferisco.

Dwele @ MC Theater: 26th January 2014

Dwele @ MC Theater

 

Eric Benet @ Melkweg: 30th January 2014

Eric Benet @ Melkweg

 

Brian McKnight @ Melkweg: 30th March 2014

Brian McKnight @ Melkweg

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Beyoncé: La Recensione COMPLETA del Nuovo Album a Sorpresa [aka The Visual Album]

Beyoncé Visual Album

Lei può. Solo Beyoncé può fregarsene della stampa, della promozione, dell’uscita di un singolo apripista, delle regole convenzionali del music business. Più passaparola di lei non c’è nessuno. L’eco che qualsiasi suo passo produce ha dimensioni epiche, dal taglio di capelli più corto del solito al battito di ciglia più veloce di quello precedente.

Ebbene sì, la signorina Knowles, ormai signora Carter, ha più di un asso nella manica. Tanto per iniziare ha delle corde vocali particolarmente in forma (alle quali avrà sicuramente fatto un’assicurazione vitalizia), una presenza scenica che farebbe impallidire la più spumeggiante delle popstar, un repertorio catchy, fresco e gigione che sa strizzare l’occhio ad almeno tre generazioni e un corpo da urlo che mette d’accordo uomini e donne: i primi dicono sì svenendo inermi sul pavimento ad ogni sua ondulazione e le seconde dicono sì pensando di essere rappresentate da quella carne in più (anche se, ammettiamolo, estremamente tonica) che sembra invece mancare ad ogni modella di passerella vista durante le collezioni autunno/inverno o primavera/estate dal 1970 ad oggi.

Insomma, Beyoncé è una di quelle che mi immagino batter le mani in salotto e anziché far accendere il televisore fa accendere le centrali idroelettriche. Se poi ci aggiungete che pare essere pure simpatica e alla mano il quadro è completo. Della serie, accettasi suggerimenti su ipotetici suoi difetti per sentirci meno sfigate.

E non è un caso se, nonostante la data non fosse propizia (venerdì 13 dicembre), Queen Bee è riuscita a battere ogni record facendo uscire a sorpresa un nuovo album con 14 canzoni e 17 video senza alcuna promozione né anticipazione. La signorina ha ben pensato di dare l’esclusiva a iTunes e acquistare tutti i banner in rotazione il giorno stesso dell’uscita spiazzando chiunque (colleghi compresi).

L’album è omogeneo eppure più sperimentale rispetto ai lavori passati. Il concept è molto simile a quello di The Music Portrait ed è stato proprio questo che mi ha spinto ad acquistare il CD ad occhi chiusi. Ogni volta che scrivo o canto un pezzo mi immagino il prodotto finale, immagini incluse. Ogni canzone scaturisce in me una sorta di film nella mia mente ed è questo che ho voluto fare in questo nuovo lavoro: dare voce a quelle immagini. Ecco perché per ogni canzone (ed ogni traccia potrebbe benissimo essere un ipotetico singolo) Beyoncé ha voluto girare un video. Uno più sexy dell’altro, siete avvisati. Una sorta di film a volerseli vedere uno dietro l’altro. Ma quello che vi suggerisco di fare è di dare un primo ascolto all’album senza farvi suggestionare per poi comparare le vostre immagini con quelle che lei ha deciso di proiettare.

Se invece proprio non ce la fate a resistere e volete saperne di più ORA, ecco quali sono state le mie impressioni a caldo su canzoni e videoclip. Enjoy!

• TRACKLIST •

Beyoncé Visual Album

1. PRETTY HURTS▻▻ Video Preview

CANZONE: Pop song con pennellate di R&B qua e là, scritta dalla bravissima Sia Furler (She Wolf e Titanium vi dice qualcosa?). Sarebbe stata perfetta per lo stile e la vocalità di Rihanna (ma probabilmente non per la sua personalità). Si apre con un mini dialogo: Qual è la tua aspirazione? Beyoncé risponde: Essere felice. E nella canzone ci ricorda che a volte l’unica cosa che meriterebbe un’operazione di chirurgia plastica non sono le tette ma la nostra anima.

Voto: ★★★

VIDEO: Eliminare la superficialità che ci circonda: è questo il messaggio. Un tributo alla profondità, a ciò che conta davvero. Un incoraggiamento ad abbandonare tutto ciò che è stupido e futile per abbracciare i sentimenti, le imperfezioni e la nostra vulnerabilità. Curiosità: nel video è la valletta numero 4, suo (e mio) numero preferito. Tra i cameo Shaun Ross, già scelto da Lana Del Rey come co-protagonista di Tropico, il suo sperimentale cortometraggio.

Voto: ★★★

Beyoncé Pretty Hurts

2. HAUNTED▻▻ Video Preview

CANZONE: La canzone che non vi aspettereste mai da Beyoncé. Imprevedibile quanto l’idea di far uscire a sorpresa questo album. Un brano che sembra mutare ogni minuto e un ritornello che assomiglia sì a qualche altro ritornello famoso ma che ti si inchioda comunque in testa e fa fatica ad andarsene.

Voto: ★★★½

VIDEO I: Il video si divide in due parti la prima delle quali viene rinominata GHOST, ad alto effetto WOW. Beyoncé gioca sul contrasto bianco/nero e sembra appena uscita da una pubblicità di Dior.

Voto: ★★★

VIDEO II: Il secondo video è la parte focale di Haunted. La provocazione tipica di alcune popstar (vedi Lady Gaga o Miley Cyrus) contagia anche lei che, per la prima volta nella sua carriera, realizza un video che rasenta la blasfemia. Ambientato in una sontuosa villa che si rivelerà essere una sorta di manicomio, lo scopo del video sarà quello di farvi sobbalzare dalla sedia a mo’ di horror movie durante il primo minuto e farvi abbassare la mascella per la parte restante, tra personaggi assurdi e una sensualissima (ma mai volgare) Beyoncé.

Voto★★★

Beyoncé Haunted

3. DRUNK IN LOVE (feat. Jay-Z) | ▻▻ Video Preview

CANZONE: L’inizio ti fa pensare che stia per iniziare un beat arabeggiante e invece la vocina lascia il tempo che trova per trasformarsi subito in un beat mid tempo. L’arrivo di Jay-Z sembra essere preceduta dal rumore di un elicottero (privato ovviamente) per poi lasciar spazio alle sue lyrics che nei primi 5 secondi sembrano essere in dialetto pugliese. Giuro! Bella ma per essere l’ennesimo featuring poteva osare qualcosa di più.

Voto: ★★★

VIDEO: Ovviamente il video vede anche la presenza del maritino Jay-Z che sembra più concentrato a reggere il bicchiere di vino che ha in mano piuttosto che a lanciare sguardi d’intesa alla sua wifey. Mai mi sarei aspettata un bianco e nero totale per questa canzone che invece a primo ascolto mi aveva dato l’impressione di essere piuttosto colorata (e colorita da quel che fan pensare le lyrics). Invece ci troviamo in riva al mare di notte con Beyoncé che per la prima volta fa delle mossettine danzerecce che non riescono a convincermi. Nessun plot, nulla di sbalorditivo come i precedenti video.

Voto: ★★★

Beyoncé Drunk In Love

4. BLOW▻▻ Video Preview

CANZONE: Birichina la Beyoncé di questo brano da atmosfere retro. Fossi stata la regista di questo video le avrei consigliato una di quelle pettinature anni 20 con frangia di lato ondulata e un bel rosso fuoco sulle labbra. Prima canzone dell’album che promuovo senza pensarci due volte. Mica per nulla prodotta da Pharrell Williams, Justin Timberlake e Timbaland. Che triade.

Voto: ★★★½

VIDEO: Se nel video precedente la mancanza di colore si era fatta sentire, qui ne abbiamo a volontà. La scena principale vede Beyoncé e compagnia bella divertirsi su una pista da pattinaggio e, come avevo immaginato, è ambientata nel passato, più precisamente nelle ultime decadi precedenti gli anni 2000. Inizio a conoscere a memoria tutte le angolazioni del suo fondoschiena (e siamo solo al quarto video) quindi forse è un po’ troppo per ora, ma sorriso a tremila denti quando a inizio video vedo il cameo della sorellina Solange mentre se la sfreccia in bici accanto alla sorellona maggiore.

Voto: ★★

Beyoncé Blow

5. NO ANGEL▻▻ Video Preview

CANZONE: Il falsetto troppo aspirato di Beyoncé non mi è mai piaciuto granché – forse perché ne ho troppo anche io quando passo alle note di testa. Canzone noiosa. Sbadiglio.

Voto: ½

VIDEO: Con il video riesco ad apprezzarla di più, ma non troppo. Belli i colori, bello il fatto che si tratti di un video ritrattistico, pieno di primi piani e personaggi peculiari (bad boys and no angels, ovviamente). Oltre alla sensualità sempre presente della signorina Knowles, i maschietti apprezzeranno anche una parata di macchine americane customizzate ad hoc. Nemmeno Xzibit in Pimp My Ride aveva osato tanto.

Voto: ★★

Beyoncé No Angel

6. PARTITION▻▻ Video Preview

CANZONE: Mi sveglio dal letargo in cui sono caduta su Lemme hear you saying Hello Mrs. Carter. Beat che picchia duro. Pollice verso solo per Bee che cerca di fare (male) quello che a Nicki Minaj e compagnia bella viene bene: rappare (o in questo caso far finta di rappare). Ma il beat è troppo bello per soffermarsi su questi dettagli. La ascolto mentre sono in viaggio dall’Olanda alla Germania e mi viene voglia di dire ai miei compagni sconosciuti di bus di alzarsi e bounceare con me a ritmo di musica. Uh c’è posto anche per un po’ di français. Cheapeau, Mademoiselle.

Voto: ★★½

VIDEO I: Anche qui doppio video per la song, il primo soprannominato YONCÉ. Beyoncé continua a sprizzare sensualità da tutti i pori ma con un twist più gangsta in questo caso. Street style e grillz a gogo.

Voto: ★★

VIDEO II: Boom! Se pensavate che Beyoncé fosse sexy e sensuale aspettate di vedere questo video. Avrete tutte le conferme che cercavate, e oltre. Jay-Z appare come cameo e la parte in cui il suo famoso booty appare riflesso nel tavolo sotto di lei vi farà sudare non poco. Bellissima la stampa animalier proiettata sul suo corpo a fine video. Moulin Rouge style e ormoni in subbuglio. Doccia fredda altamente consigliata per fare una pausa da tutto questo ambaradam.

Voto: ★★

Beyoncé Partition

7. JEALOUS▻▻ Video Preview

CANZONE: Alzi la mano chi non si immedesima in queste lyrics. Tu sei lì a casa mezza nuda con la cena preparata con amore sul tavolo e lui tarda ad arrivare. E tu inizi a farti mille paranoie sul dove sarà, con chi sarà, perché non risponde al telefono. E allora la volta dopo gli dai il ben servito e sei tu a farlo ingelosire apposta. La canzone è piacevolissima e arriva addosso come una ventata d’aria fresca.

Voto: ★★½

VIDEO: Rispetto agli altri, video un po’ sottotono. Belle le scene in prima persona ad alta velocità sfrecciando per le strade della città. Ma con tutto il ben di Dio che ha mostrato finora questo rischia di passare un po’ in sordina.

Voto: ★★

Beyoncé Jealous

8. ROCKET▻▻ Video Preview

CANZONE: La bomba ad orologeria che stavo aspettando. La slow jam ammiccante che non poteva tralasciare. Brividi da schiena a collo con quella che potrebbe essere la perfetta colonna sonora di Cinquanta Sfumature di Grigio e derivati. Dimenticavo, scritta da Miguel e Justin Timberlake. E ho detto tutto.

Voto: ★★

VIDEO: Niente, sono all’ottavo video e Beyoncé non ha ancora smesso di stupirmi. Per la canzone che maggiormente preferisco dell’intero album sceglie un video incentrato sui dettagli (e che dettagli!). Senza dilungarmi troppo, diciamo che dovete prepararvi a fare un viaggio sul corpo di Beyoncé. E sì, ho detto SUL. Qualche scena un po’ troppo esplicita che poteva tranquillamente evitare dato che il messaggio l’abbiamo recepito eccome (c’era davvero bisogno di una chiave che entra nella serrattura e di un trapano a tutta velocità?).

Voto: ★★

Beyoncé Rocket

9. MINE (feat. Drake) | ▻▻ Video Preview

CANZONE: Non so, l’accoppiata Beyoncé-Drake a mio parere è un po’ strana. Sarà che non ce li vedo proprio come coppia amorosa a dirsi Sei mio / Sei mia e la canzone non mi risulta troppo credibile. Da un punto di vista più oggettivo posso però dire che il ritornello è catchy e il fatto che Drake condisca il brano durata tutta la durata della canzone e non solo come mero featuring di 30 secondi la rende dinamica.

Voto: ★★

VIDEO: Se a mio parere Rocket ruba la scena come miglior canzone dell’album, Mine fa lo stesso per quanto riguarda il video musicale che l’accompagna. Perfetto, semplicemente perfetto. Bellissima la danza con i veli, bellissima la scena del bacio con le magliette in viso. Paradossalmente qui è azzeccatissima la presenza di Drake. Grandiosa Beyoncé nei panni della Madonna (no, non la cantante). Se non si è ancora capito, promosso a pieni voti.

Voto: ★★★★

Beyoncé Drake Mine

10. XO▻▻ Video Preview

CANZONE: Una di quelle canzoni che stimolano il buonumore. Piena e aperta. Dal vivo la vedrei con il coro gospel acapella sul finale. Curiositá: é stata prodotta da Ryan Tedder dei One Republic, lo stesso che ha prodotto la famosissima Halo.

Voto: ★★

VIDEO: Mi mancava la Beyoncé divertente e divertita. Il video dà ancora più enfasi al fatto che la canzone sia un inno alla gioia e vede lei al luna park ridere come una pazza. Autoscontri, montagne russe e fan in adorazione. E lei con quel caschetto e quella semplicità è così bella che fa venir voglia di schiacciare su replay. PS. Pare che per mantenere il segreto della canzone con i fan Beyoncé abbia registrato il video pronunciando le parole in playback senza emettere alcun suono sentendo la musica tramite cuffiette.

Voto: ★★

Beyoncé XO

11. ***FLAWLESS (feat. Chimamanda Ngozi Adichie)| ▻▻ Video Preview

CANZONE: Il tentativo mal riuscito di scrivere un’altra Diva. Per chi conosce Bow Down la melodia ripresa é proprio quella lí. Da metà canzone in poi va molto meglio. A fine canzone ho cambiato idea e mi piace di brutto. Il featuring prevede un interessante discorso da parte della scrittrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie sulle differenze tra donne e uomini al giorno d’oggi.

Voto: ★★

VIDEO: Beyoncé bad ass (e qui non c’entra il didietro ma l’atteggiamento da “vi faccio vedere io chi sono”). Dal video emerge ancora una volta il suo femminismo, la sua voglia di indipendenza e la sua autostima che ovviamente consiglia a tutte le ragazze là fuori di avere. Certo, con un parrucchiere e un make up stylist a disposizione 24 ore su 24 sarebbe molto più semplice, Bee.

Voto: ★★

Beyoncé Flawless

12. SUPERPOWER (feat. Frank Ocean) | ▻▻ Video Preview

CANZONE: Bell’esperimento, devo ammetterlo, anche se la prima strofa a primo ascolto mi sembra troppo piatta. Frank Ocean che entra con i suoi super bassi mi sorprende ancora una volta: un’estensione pazzesca la sua e soprattutto sempre credibile. Insomma, uno di quei pezzi (come la sopracitata Mine) che non sono colpo di fulmine ma forse, proprio per questo, sono da apprezzare di più.

Voto: ★★½

VIDEO: Che la rivoluzione abbia inizio – ti verrebbe da urlare mentre guardi questo video. Beyoncé veste i panni da Power Ranger (o poco ci manca) ed è tutto un spacca-i-vetri-dai-fuoco-distruggi-tutto per trasformarsi poi in tutto fumo niente arrosto. Ma c’è un grande MA: anche se Frank Ocean manca, la sua assenza è compensata dall’arrivo di Kelly Rowland e Michelle Williams (ex Destiny’s Child) e Pharrell Williams, producer del pezzo. In a reunion mood.

Voto: ★★

Beyoncé Frank Ocean Superpower

13. HEAVEN▻▻ Video Preview

CANZONE: Pezzone importante, di quelli che pesano un po’ eppure tenuto appositamente piuttosto minimal, senza urli e urletti eccessivi anche se il momento pathos c’è comunque, intorno al secondo minuto. Si conclude con metà Padre Nostro in spagnolo. E no, non sto scherzando.

Voto: ★★½

VIDEO: La forza dell’amicizia. La vita che scappa dalle dita. La linea sottile tra la felicità e l’agonia. Il potere distruttivo di un secondo. Le promesse. La fede. Tutto questo in 3 minuti e 55 secondi. Preparate i fazzoletti.

Voto: ★★

Beyoncé Heaven

14. BLUE (feat. Blue Ivy) | ▻▻ Video Preview

CANZONE: Quando si dice finire col botto. Mamma Bee pensa bene di “duettare” con la figlioletta Blue Ivy, dopo il primo tentativo di papà Jay con Glory, pubblicata appena due giorni dopo la nascita della piccola. Non so perché qualcosa nelle strofe mi ricorda vagamente Somewhere Over the Rainbow. In realtà per ascoltare la dolce vocina dovrete aspettare fino alla fine. Nel frattempo godetevi il viaggio verso la culla.

Voto: ★★½

VIDEO: E’ il Brasile il Paese scelto come cornice per questa dolcissima ninna nanna. L’allegria e l’innocenza dei bambini, i sorrisi della gente semplice, i colori caldi delle case e dei paesaggi. E la piccola Blue che sfoggia i suoi ricciolini in ogni angolo. E finalmente possiamo dire che è l’esatta copia di mamma e papà, un giusto compromesso. Certo, avesse preso solo da Beyoncé in quanto a bellezza sarebbe stata una gran cosa ma è coccolosissima così com’è. Guardate il video solo se siete pronti a farvi venire i marshmallow nel cuore.

Voto: ★★

Beyoncé Blue Ivy Blue

14. GROWN WOMAN | ▻▻ Video Preview

VIDEO: La traccia non è presente come canzone all’interno della tracklist ma solo come bonus video. Già sentito grazie ad una pubblicità della Pepsi in cui Beyoncé è testimonial, il pezzo è stato prodotto da Timbaland e scritto da The-Dream. Il video è uno dei miei preferiti dell’intero album perché ci porta alla scoperta dell’infanzia e dell’adolescenza della regina dell’R&B – della serie “piccole star crescono”. Vedrete Bee piccina che se la balla in salotto in mezzo alle amichette mentre le medesime mosse vengono riproposte dalla Beyoncé cresciuta che tutti noi conosciamo insieme alla cugina Kelly Rowland, vestite peró in puro stile anni ’90. Sul finale ci si scatena con passi tribali e scenografie esotiche. Originale: vintage e moderno al tempo stesso!

Voto: ★★

Beyoncé Grown Woman

Insomma, a chi non fosse ancora chiaro il concetto: lei può. Non per nulla l’album ha venduto 1 milione di copie in soli 5 giorni, raggiungendo la prima posizione in classifica in 104 (!) paesi senza nessun e ripeto nessun tipo di pubblicitá. Questo fa capire quanto potere abbia la rete al giorno d’oggi e soprattutto la “costruzione” di un ottimo personal branding e una fedele fanbase pronta a tutto pur di sentirsi parte di una piccola grande famiglia. E no, non é solo questione di affidarsi a cifre da capogiro o ai migliori producer del momento. Tra i grandi nomi che hanno contribuito alle canzoni dell’album ce n’é uno piú di tutti su cui scommettere: Boots (all’anagrafe tale Jordy Asher). Sconosciuto, sconosciutissimo in realtá. E per questo molto pericoloso, in senso positivo. Boots ha infatti collaborato a ben 9 canzoni su 14, (co)scrivendone 4 di suo pugno (Haunted, Jealous, Heaven e Blue). Il ragazzo promette bene!

Ecco, a mio parere, gli unici elementi a cui dovrebbe far attenzione Beyoncé é che  1. fa un po’ strano inneggiare al femminismo mostrando il fondoschiena per 17 video di seguito – insomma, sono piú che d’accordo con lei ma la sensualitá non é il requisito piú importante per una Donna con la D maiuscola (ad ogni modo, la perdoniamo lo stesso) 2. avendo buttato cosí tanta carne al fuoco in cosí poco tempo c’é il rischio che non si riesca a dare importanza a tutti e 14 i pezzi come invece meriterebbero. Troppo materiale su cui riflettere e si sa il troppo stroppia. Ma come ho giá ribadito altre volte c’é una linea sottile tra il troppo e l’oltre. E Beyoncé é decisamente oltre (non per nulla il suo nome ricorda la parola beyond), decisamente una spanna in piú rispetto a tanti suoi colleghi che sembrano scervellarsi per stupire, provocare e lasciare tutti a bocca aperta con trovate improbabili e non capiscono che l’unconvenzionale é lí sotto i loro occhi.

Della serie, ride bene chi ride ultimo. Solo in ordine di tempo, intendiamoci.
Perché per il resto, signori, é prima in tutto.


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Beyoncé Visual Album

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Come Ho Conosciuto e Intervistato Ryan Leslie in Quel di Amsterdam [LIVE INTERVIEW]

*English audio interview at the bottom.

Ryan Leslie

Erano i tempi di MySpace, il pioniere dei social network, ancor prima di Twitter, ancor prima di Facebook. Ti creavi il tuo bel profilo personale e nell’arco di pochi minuti eri in contatto con il mondo intero. Hai il profilo normale o quello musicale? Ci si chiedeva questo tra amici, ma non tutti sapevano cosa fosse e ti sentivi un privilegiato, uno di nicchia ad avere 1.000 persone che seguissero la tua attivitá o che ascoltassero la tua canzone – in realtá, come spesso succede, di persona ne conoscevi giusto 5 ma faceva comunque figo. La foto di Tom, primo fondatore di MySpace, campeggiava un po’ ovunque e se non la vedevi ti sentivi quasi spaesato. Lasciami un commento, ascolta questo pezzo, aggiungi questa canzone come colonna sonora della tua pagina. Se non fosse che non ho piú la possibilitá di utilizzarlo poiché mi hanno chiuso gli account di posta con cui ero iscritta, penso che lo utilizzerei ancora e volentieri.

Avevo la mia Top 8 di artisti preferiti che, a seconda del mood, cambiavano di continuo e per qualche tempo la sua foto ha campeggiato sul mio profilo. Ryan Leslie: cantante, rapper, produttore, polistrumentista e chi piú ne ha piú ne metta. Aveva lanciato Cassie, sua (ex) protégé, con il singolo Me & U e tutti impazzivano quando il dj la suonava nei club. Prima, come spesso succede, dietro le quinte a scrivere pezzi per altri, poi sul palco a cantare le sue canzoni – credetemi quando vi dico che Ryan Leslie é una vera forza della natura. E se non ci credete date un’occhiata ad uno dei tanti video che lo vedono in studio alle prese con la creazione di una nuova canzone.

Poi arriva un giorno in cui ti autoconvinci e decidi di provarci, di provare a scrivergli un messaggio privato, cosí.. giusto per veder trasformare quel Sent in Read. A quei tempi la forza di Internet veniva ancora sottovalutata. E’ per questo motivo che, nel momento in cui mi sono vista arrivare un messaggio di risposta, la mia espressione facciale é diventata simile a quella del piú famoso dipinto di Munch. Insomma, non é che nel 2006 ti alzavi dal letto e ti arrivava un messaggio di Ryan Leslie cosí facilmente. Certa gente non osava nemmeno scrivergli perché pensava che il profilo fosse fake o che lui fosse troppo occupato a fare altro. Ma grazie a Dio esistono gli artisti che amano restare in contatto con i loro fan e che fanno musica non solo per comprarsi l’ultima Lamborghini sul mercato ma anche per la felicitá di condividere e di vedere, una volta sul palco, volti sconosciuti che cantano a memoria strofe e ritornelli.

Grazie, mi fa davvero piacere che apprezzi la mia musica e sí, se conosci qualcuno che organizza serate su Milano, dagli pure i miei contatti che non si sa mai, magari riesco ad esibirmi anche lí. Piú o meno il messaggio diceva cosí. L’idea poi non é andata in porto ma il solo pensiero che avesse impiegato 3 minuti del suo tempo per rispondermi mi aveva cambiato la giornata. Da lí in poi ogni suo singolo veniva pompato a palla dalle casse del computer della mia cameretta. Ascolta questa canzone di R-Les! Ah sai che mi ha risposto su MySpace? Ne andavo fiera.

E a distanza di 7 anni o forse piú, vuoi che non vado a sentirlo live in quel di Amsterdam? Come potete immaginare qui é molto piú facile che gli artisti hip-hop e R&B vengano ad esibirsi: c’é piú richiesta, la gente apprezza di piú questo genere musicale e le mie tasche piangono ogni volta che Songkick mi invia una nuova notifica (ma questi sono dettagli).

Ryan Leslie

Ed ecco che settimana scorsa, per restare aggiornata, mi sono ritrovata ad acquistare Black Mozart, il suo ultimo album. Vuoi che sono andata a controllare cosa scrivesse su Twitter e vuoi pure che ho trovato che il buon R-Les non ha cambiato abitudini.

Bingo! Il lupo perde il pelo ma non il vizio: provo a scrivergli, ancora una volta. Pochi minuti dopo la risposta. Urlo di Munch La Vendetta. Fatto sta che gli dico in breve che mi piacerebbe intervistarlo per The Music Portrait e fatto sta che mi dice di scrivere al suo team per organizzare il meet & greet. Mi guardo attorno nella stanza alla ricerca di un defibrillatore.

Lo stesso di cui poi ho avuto bisogno mercoledì 30 ottobre quando, una volta arrivata al locale (l’ormai caro e “vecchio” Melkweg), la speranza si è trasformata in conferma. Are you here for the Meet & Greet? Quasi una ventina di persone. Andre, responsabile del #Renegades Team, ci dà il benvenuto e ci incoraggia ad essere proattivi e curiosi prima di accompagnarci all’interno per assistere al soundcheck – dopo averci dato una raccomandazione: Mi raccomando, nessuna foto o video durante il soundcheck. Scoccia ammetterlo ma in una situazione del genere la vita senza uno smartphone può sembrare difficile. Eppure ho apprezzato il fatto di non esserne schiava, mi ha dato la possibilità di godermi appieno l’esperienza delle prove. Ryan indossa cappuccio e occhiali da sole e ci saluta con un cenno del capo mentre suona la tastiera durante Only The Lonely, uno dei pezzi che preferisco di Black Mozart, suo ultimo lavoro. Keith, batterista, ci divide in tre gruppi e ci fa armonizzare una melodia costruita sulla frase Welcome to the Meet & Greet – geniale! Tutti un po’ intimoriti dalla situazione, proviamo a dare comunque il nostro meglio mentre i musicisti ci accompagnano con i loro strumenti (Ryan Leslie in quel caso alla batteria). E’ tempo di continuare con il soundcheck e come desiderio da parte di un fan arriva la richiesta di suonare Glory. Ancora qualche suono da aggiustare, ancora qualche volume da alzare e ancora Black Mozart da suonare. Io rimango letteralmente incantata da tutto quanto: vedere un genio musicale (e non solo musicale dato che si è laureato ad Harvard prima del dovuto) cantare, suonare e gestire una live band passando dalla tastiera al pianoforte per poi finire alla batteria nell’arco di una canzone è qualcosa di grandioso.

Seguirlo dal 2005 e ritrovarselo davanti agli occhi, in carne e ossa, 8 anni dopo. A quei tempi mai avrei pensato di incontrarlo in una città come Amsterdam. Eppure oggi tutto sembra avere un senso. E’ come se vederlo suonare, mettendoci passione persino durante le prove e dando direttive ai propri compagni di avventura, mi abbia motivata ancora una volta a non mollare mai, per nessuna ragione al mondo, ciò che più mi fa stare bene: la musica.

Dopo mezz’ora di prove veniamo accompagnati nella galleria, al livello superiore del locale, per scambiare quattro chiacchiere con Ryan. Ognuno di noi ha a disposizione una domanda e io ovviamente non posso non formulare la domanda per eccellenza di The Music Portrait (non senza qualche indecisione dovuta dall’agitazione del momento):

Ciao Ryan! Quando ascolto la musica, in particolare alcune canzoni, qualche volta.. cioè spesso mi capita di associare alle emozioni che provo dei colori specifici. Mi chiedevo se ti fosse mai capitato qualcosa di simile e soprattutto di quale colore pensi che sia la tua musica. 

La sua risposta (trovate l’audio originale in fondo all’articolo!) riesce a sorprendermi. Mi dice che non ci sono colori in particolare che associa alla musica che ascolta o alla sua stessa musica ma che è più frequente che gli capiti di avere una sorta di vero e proprio film nella testa – Yes, I’m kinda visual with my music è la sua morale. Potete trovare le altre domande formulate (in inglese) a fine articolo per farvi un’idea più ampia di ciò di cui abbiamo discusso durante l’incontro con il mitico Ryan.

Ryan Leslie

Direi quasi un’oretta in cui Mr. Leslie ci ha confidato di tutto e di più, senza sottrarsi al calore e all’ammirazione dei fan. C’è chi lo chiamerebbe furbo – si sa, al giorno d’oggi l’affetto dei fan è uno dei principali motivi di successo (un esempio che Ryan ha fatto è quello relativo all’immensa fanbase di Macklemore, citato come caso di enorme ed improvviso successo). C’è chi invece penserebbe che non tutti gli artisti si mettono a disposizione dei propri ammiratori in questo modo. C’è chi con fare sgarbato e poco gradevole rifiuta di firmarti un autografo o di fare una selfie (:D) con il fan di turno. Certo, non ci ha ricoperti di baci e abbracci ma sicuramente di tante lezioni importanti, consigli, suggerimenti e gratitudine. Questo sì. E ne sono stata ampiamente soddisfatta. Per concludere autografo sull’All Access VIP Pass e foto insieme. Se ci penso ancora sorrido a 4000 denti.

Tempo di mangiare qualcosa al volo e di aspettare l’inizio vero e proprio intrattenuti da Marvin Brooks e la sua band, un cantante tedesco dalla voce smooth e avvolgente e un suono a metà strada tra pop, rock e soul. Ne rimango totalmente rapita che si becca il like istantaneo sulla sua pagina Facebook. E’ poi tempo di TAM-R, dj ufficiale del Black Mozart Tour, che ci porta alla (ri)scoperta di pezzi emblematici della scena hip-hop, dal passato recente a quello remoto, dai brani passati in radio qualche anno fa ai classici old school che per qualche strano motivo non stancano mai.

Marvin Brooks

Le luci si spengono, sul backdrop appare un video che vede Ryan viaggiare tra Marrakech, Dusseldorf e Dubai. Ad ognuna delle città è associata una canzone e più precisamente, in ordine di apparizione, Full Moon, Lay Down ed Evacuation. Il filmato si rivela essere un vero e proprio cortometraggio che vede Ryan intonare sul finale la prima strofa di Black Mozart per farla coincidere con la sua apparizione sul palco. La folla è in visibilio. Il Melkweg è in preda a vere e proprie urla isteriche.

Ryan Leslie

La tracklist della serata è ricchissima: dalle canzoni sopracitate alle pietre miliari come Just Right, AddictionDiamond Girl fino alle più recenti History, I Love It e Higher (a proposito, ascoltate quest’ultima perché ha un beat da paura). Trovano spazio anche le collaborazioni come Killin’ Em (insieme a Fabolous, amico di vecchia data) e Fly High (con Red Café e Rick Ross). Trova spazio persino una versione piano e voce di Hallelujah di Leonard Cohen. Meravigliosamente random e inaspettata.

La qualità del concerto è stata data dal perfetto mix tra suoni e luci, quella perfetta combinazione che a fine canzone ti fa applaudire mani, piedi e qualsiasi cosa possa fare casino. Quella sensazione che ti fa sentire sazia, che si concentra a metà tra cuore e stomaco. Ryan sa il fattaccio suo e durante le quasi due (!) ore di concerto non ha fatto altro che soddisfare le nostre aspettative e al tempo stesso continuare ad incitarci, per farci cantare, urlare, saltare e sfogare. Black Mozart, Black Mozart, Black Mozart gridava la folla. Spocchioso per la scelta del soprannome? Forse, ma giusto un pochino. Diciamo che dopo aver scritto per i più grandi nomi della scena musicale R&B, se lo può pure permettere. Give it up for my family who’s in the building tonight! Ed è questo il termine chiave da usare per gli artisti come lui: famiglia. Ryan Leslie tratta i suoi fan come una piccola grande famiglia. Chiede attenzione e supporto ma ricambia il favore con performance di qualità e soprattutto un’interazione e uno scambio reciproco che raramente ho visto quando si tratta di artisti di fama mondiale. È un rapporto 50/50 quello che ha con i suoi #Renegades, così vengono soprannominati i suoi fan. Un rapporto che qualunque artista – sia esso cantante, ballerino, attore, pittore, regista, dovrebbe prendere come esempio. La condivisione. L’ascolto. La ricompensa.

Ryan Leslie

E quindi, caro Ryan, lungi da me volerti tartassare di messaggi ma tu me la servi su un piatto d’argento. Chissà che prima o poi non abbia il coraggio di scriverti ancora, magari chiedendoti di ascoltare qualche mia creazione musicale. In attesa di quel momento, il mio inchino. Perché è proprio di questo che si tratta quando si parla di musica. Perché la musica è fatta per essere ascoltata in silenzio o in compagnia ma è sempre relazionata a ricordi ed emozioni che hanno a che vedere con il prossimo, con l’altro, con le relazioni. Perché chi ascolta dà credito a chi canta e perché sono sempre più convinta che chi canta non avrebbe senso di esistere senza destinatario. 

Ryan Leslie

*The following questions and answers are not an exact transcript of the conversation Ryan had with his fans but it will give you an idea of what has been asked during the meet and greet.

▨ Who would you like to collaborate with?

Unfortunately, the people I’d love to collaborate with are all gone (eg. Michael Jackson). But I had the fortune to work with many artists I really love as Beyoncé and Alicia Keys.

▨ Are you going to keep promoting your work via YouTube videos?

Sure! It’s a hard work – it usually takes 6/7 hours to edit a video and I do it myself most of the time.

▨ How much importance do you give to the fans?

It’s everything. I started on MySpace years ago and saw a huge response coming from there. Now I’m trying to do my best in order to make my fan base grow and know who are the fans that are actually buying my album or coming to one of my gigs – that’s why Renegades NYC exists, to see how many people want me to play live in their city. If there are 200 people ready for my music, I’m ready! Ready to go and play my songs even if it’s the Antarctica. Let’s take Macklemore as an example: he was a small artist in Seattle and kept playing his music in the city for 12 years. He went from 7.000 to 700.000 fans in one year due to the word of mouth of his fans. He got no record label but his fans kept supporting him by requesting his songs at the radio stations. Now he’s playing all over the world, in arenas with more than 10.000 people!

▨ What comes first when you write a new song? Lyrics? Melody? Beat? 

The problem is that sometimes I wake up with the whole song in my head so it’s the opposite process: I need to go to the studio and try to add one thing at a time to finally make it sound like I imagined. I don’t know how it happens but I have the final picture at first and then it’s all about breaking it up.

▨ What’s next on your agenda?

2 more albums in the next 6 months. The first one is almost done: we already recorded 7 songs in Berlin but I’m still thinking about the title. I’m sure it will have something to do with the word Renegades.

▨ If you could have done any other career what would it have been?

I would have been a teacher, definitely. The most amazing teacher in the world. But in a way that’s what I also am. Have I already told you I’m looking for an intern in New York City?

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* WARNING: Inspiring Talk *

If you’re passionate about (at least) one thing in your life,
dear friend, you should definitely check this out.

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and meet him live)

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