SONOS: quando la musica si propaga tra le mura di casa

SONOS

sonos.com/system

Dalle vecchie radio ai 45 giri, dalle musicassette ai walkman, dai CD agli MP3 portatili fino ad arrivare al mercato digitale e a tutto ciò che gli sta intorno: questo è il percorso che la musica, da sempre uno dei pilastri della nostra vita, ha intrapreso dai primi del ‘900 fino al giorno d’oggi.

Se penso ai luoghi in cui preferisco ascoltare vibrazioni musicali, non ho alcun dubbio: casa mia. La mia stanza, in particolare, è la cornice perfetta dove dare sfogo alle preoccupazioni, dove cullarmi sentendomi libera di cantare a squarciagola senza sguardi indiscreti o punti interrogativi che campeggiano sulle teste dei presenti – come invece capita spesso in macchina o passeggiando per strada.

Mai avrei pensato che ci fosse qualcuno conscio di questa sensazione e pronto a trovare una soluzione a riguardo. Avere qualcosa che ti aiuti a far risuonare continui flussi di musica tra le tue mura è tanto ovvio quanto geniale. Chi mai ci aveva pensato prima? Darti la possibilità di ascoltare simultaneamente in HiFi la medesima canzone in tutte le stanze di casa tua o, addirittura, settare una diversa stazione radio per ogni stanza senza la minima difficoltà (il cosiddetto Multi-Room Music System) è per me un pensiero così bello che fa quasi rabbrividire.

E’ di questa idea che mi sono innamorata qualche weekend fa in quel di Amsterdam, quando ho assistito con molto interesse alla presentazione di SONOS, un’azienda di appassionati di musica che creano per altri appassionati di musica. 

Gli amanti della musica sono il cuore e l’anima di SONOS. Tutto ciò che facciamo, dai prodotti che progettiamo al modo in cui comunichiamo, risuona di questa passione.

Così amano definirsi: una band più che un’azienda.

Tramite la progettazione e lo sviluppo di sistemi che combinano hardware, software, design industriale e facilità d’uso, SONOS è riuscita a portare sul mercato prodotti per l’home entertainment decisamente eccellenti, che ho avuto l’opportunità di testare sul luogo.

L’ultimo gioiellino di casa è il subwoofer wireless denominato semplicemente SUB. Introdotto nel 2012, promette bassi da capogiro e un’esperienza di ascolto ottimizzata. Io ne sono rimasta estasiata! Non ci credete? Ecco un assaggio.

Oltre alle numerose recensioni positive scritte da capostipiti quali Wired, The New York Times, BusinessWeek e TimeOut, ciò che più mi ha sorpresa è stato girovagare per la rete e trovare un ottimo feedback anche da parte degli acquirenti.

Sonos feedback

Sonos feedback

Migliaia sono le stazioni radio disponibili su SONOS – tra cui TuneIn di cui vi ho parlato qualche tempo fa. Diversi i servizi utilizzabili: dal più famoso iTunesDeezer, da Spotify a Wolfgang’s Vault, la più grande raccolta del mondo di registrazioni di concerti dal vivo degli ultimi 50 anni!

A proposito di Deezer, sapete che è possibile vincere UN ANNO DI MUSICA IN OMAGGIO acquistando uno dei diffusori audio?

Anche per i prodotti, che non sono semplici diffusori audio wireless ma molto di più, c’è l’imbarazzo della scelta. Non tanto per la quantità – sono meno di una decina, quanto per la qualità che offrono. Il suono è nitido, non si disperde in vibrazioni o tremolii. La musica sembra arrivarti dritta dentro le ossa: una scarica di adrenalina pazzesca.

E se anche Janelle MonáeQuestlove dei The Roots e Mike Shinoda dei Linkin Park – sperando non siano solo semplici testimonial, si dicono entusiasti della loro esperienza musicale con SONOS, mi sa che quasi quasi ci faccio un pensierino.. ♫

Play:3

facebook.com/sonos

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Openair Frauenfeld 2012: un weekend all’insegna dell’hip-hop

Comincia oggi il festival Openair di Frauenfeld, in Svizzera. Un festival per un weekend (dal 6 all’8 luglio) interamente dedicato al panorama hip-hop e R&B che quest’anno presenta degli assi nella manica mica male. Qualche nome? Stasera sul palco si alterneranno tra gli altri Drake, 50 Cent, J.Cole, Beenie Man e Wiz Khalifa. Domani sera a smuovere la massa (decisamente enorme, si parla di migliaia di persone) ci saranno invece Ludacris, Rick Ross, Nas e la divina Lauryn Hill! A chiudere la kermesse, domenica, saranno pronti KRS-One e Sean Paul. 

Venerdì 6 luglio

openair-frauenfeld.ch

Sabato 7 luglio

openair-frauenfeld.ch

Domenica 8 luglio

Clicca QUI per scoprire il programma completo!

Insomma, per gli amanti del genere, uno spettacolo imperdibile a cui ho avuto la fortuna di assistere gratuitamente grazie a RNBJunk (i prezzi dei biglietti sono parecchio salati) due estati fa assistendo al live di Eminem e dell’impareggiabile duo Nas-Damian Marley.

La location è un’immensa area verde nella cittadina di Frauenfeld (a 30 km da Zurigo) dove migliaia di persone si ritrovano, con tende e viveri alla mano, per una tre giorni da urlo. Così immensa che ricordo di aver cercato la macchina nel parcheggio per una buona mezz’oretta prima di ritrovarla!

Ma l’atmosfera è qualcosa di davvero indescrivibile: se siete nei dintorni e la vostra vita gira intorno a rime e beat sincopati, consiglio vivamente di farci un salto. Nel frattempo vi lascio con qualche immagine dell’edizione 2010. Yo!

Openair Frauenfeld 2010

Openair Frauenfeld 2010

Openair Frauenfeld 2010

Openair Frauenfeld 2010

Openair Frauenfeld 2010

Openair Frauenfeld 2010

Lenny Kravitz: from Valencia, with love

foto: Mathieu Bitton

Quando ti si presenta un’occasione in cui ti viene regalato un pernottamento al Sorolla Palace – uno splendido hotel 4 stelle superior con vista mozzafiato, una Valencia card da 72 h da utilizzare gratuitamente su qualsiasi mezzo pubblico e, soprattutto, il concerto di una delle più grandi rockstar mondiali, come cavolo fai a dire di no?

Il “regalino”, gentilmente offerto da Visita Valencia, era in realtà della mia amica Fulvia che, avendo visto il concorso sulla mia bacheca, ha ben pensato (e per questo la ringrazio) di scegliere me come sua accompagnatrice.

Partenza ore 7.05 di martedì mattina e ritorno ore 23.05 di mercoledì sera, in questo tour de force devo ammettere che ci ho sguazzato allegramente. Innanzitutto, ho avuto l’opportunità di visitare e conoscere una città in cui non ero mai stata prima. La conseguenza è stata che me ne sono perdutamente innamorata tanto da eleggerla a “mi ciudad española favorita“. A Valencia non manca nulla: c’è la tradizione del centro storico con le sue viettine strette e i palazzi d’epoca, c’è la modernità con la Ciudad de las Ciencias – un complesso architettonico che farebbe impallidire chiunque, c’è il divertimento con i locali che rimangono aperti fino a tardi e, last but not least, c’è il mare e le sue spiagge infinite di sabbia dorata!

Avere avuto la possibilità di vedere Lenny dal vivo ha poi aggiunto valore al valore. Ero già stata ad un suo concerto anni fa al Forum di Assago a Milano, unica volta in cui ero beatamente andata sola soletta ad esultare e cantare a squarciagola le sue canzoni (chi l’ha detto che il divertimento deve essere per forza condiviso con qualcuno?).

Questa volta però, dopo tapas e sangria, ci sono andata con Fulvia e con la marea di sensazioni positive che la città mi aveva regalato fino a quel momento. Ho scoperto che staccare la spina anche per così poco tempo può davvero giovare alla salute e a tutte le preoccupazioni che si affollano nella testa – non che poi scompaiano, ma almeno se ne vanno a dormire per un po’.

Dopo aver cenato, con molta calma – lo ammetto, e aver sbagliato metro, finendo in una sorta di campagna valenciana, siamo arrivate al Velódromo Lluis Puig (quasi) in perfetto orario, nel perfetto istante in cui dalla quiete dell’attesa si passava all’adrenalina da concerto.

Amigas @ Lluis Puig, Valencia

Lenny? Impareggiabile come sempre. Le domande che ti poni davanti a cotanta perfezione sono 1. Come fa ad avere gli anni che ha (nonché uno sguardo che miete da anni milioni di vittime)? 2. Come fa ad avere una figlia della mia età? 3. Come fa ad essere così impeccabile vocalmente e musicalmente?

Credo di essermi innamorata almeno 100 volte nell’arco di due ore, di aver sospirato e bisbigliato “mamma mia” ogni minuto e di averlo stimato profondamente per la qualità della sua musica, della sua voce e dell’energia che riesce a trasmettere: un’energia contagiosa, mai forzata, a volte quasi spirituale.

Lenny Kravitz @ Lluis Puig, Valencia

Inutile negare quali siano stati i momenti clou della serata. Su American Woman aggressività e sensualità sono andate di pari passo e, nonostante al primo ritornello si siano erroneamente spente le luci sul palco, Lenny ha portato avanti la canzone fino alla fine in maniera egregia e professionale. Peccato che poi di canzoni senza luce ne abbia dovute fare almeno quattro e a quel punto come non concedergli un “We don’t need no motherfucking lights! All we need is you!“? Quando arriva il momento di Stand By My Woman – una delle sue perle più preziose a mio parere, il sentimento è talmente grande che, sfortunatamente, ci accorgiamo di una coppia accanto a noi che per tutta la durata del concerto, eccezion fatta per un paio di canzoni, se ne starà avvinghiata a palparsi e a copulare. Ma con Fly Away il fenomeno besitos si ridimensiona e la gente canta, urla, si sfoga a ritmo di chitarra elettrica, basso e batteria per poi passare al momento più intimista: Black and White America con una serie di diapositive dedicate alla sua famiglia e ai ricordi di quand’era piccino e I Belong to You in cui si siede a bordo palco per dedicarci una meravigliosa versione acustica che mi lascia completamente senza parole.

Due ore trascorrono veloci quando ciò che vedi e ascolti è qualcosa di infinitamente bello. E così arriva il momento della chiusura, che vede protagonista una di quelle canzoni che, negli attimi di sconforto, ti fa venir voglia di ricominciare a sorridere. E ad amare. La canzone in questione è Let Love Rule che, per l’occasione, dura una ventina di minuti. Nonostante i problemi di luce, un’acustica non proprio ottima e meno gente rispetto a quanta il velodromo potesse ospitarne, il fatto di vederlo scendere in mezzo alla folla entusiasta e passeggiare lungo tutto il perimetro cantando insieme a noi e chiedendo se ci stessimo divertendo fa di lui un artista umile e professionale, un artista che dà emozioni per riceverne e riceve emozioni per continuare a darne. Incondizionatamente.

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Ricordi valenciani – Top 10

✔ La Ciudad de las Artes y Ciencias e lo spettacolo al delfinario
✔ Anziani senzatetto che ti chiedono il gelato tirando fuori la lingua
✔ Sbagliare in continuazione mezzi pubblici e pretendere che le porte si aprino da sole
✔ La vista dalla camera del Sorolla Palace con piscina e idromassaggio annessi
✔ La cheesecake ai frutti di bosco di Starbucks e la (ma-anche-no) prova costume
✔  I Belong to You in versione acustica e gli spagnoli che con tutta la flemma del mondo urlano “Leeeeny Leeeeny”
✔  Scendere a Burjassot e trovarsi in una pseudo campagna valenciana
✔ Lo snack pack della Ryan Air (lo dico per voi, non provatelo nemmeno se siete a digiuno da due giorni)
✔ I programmi tragicomici di Tele Cinco
✔ Il potere e il brivido che solo una Valencia Card da 72 h può farti provare

Hasta luego Valencia!

Centro storico

Las Arenas

La Ciudad de las Artes y de las Ciencias

Sorolla Palace