Come Ti Morsica La Mela Taylor Swift Nessuno Mai

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Taylor non mi è mai stata particolarmente simpatica. Mi dà l’impressione di essere la prima della classe, quella che ti guarda dall’alto al basso con un bel so-tutto-io-tu-chi-cazzo-sei in sovraimpressione. Insomma, l’etichetta che mi sono sempre sentita affibbiare negli anni della scuola, nonostante suggerissi le risposte ai compagni. Senza successo ovviamente perché eccello nell’arte del farmi sgamare.

Sarà per quello: Taylor mi ricorda tutto quel corollario di emozioni legate a quella parte di me che in realtà non ero ma che tutti pensavano che io fossi.

Con la storia della Apple però è riuscita in un’impresa assai ardua: guadagnarsi la mia stima totale in 2 minuti, il tempo impiegato a leggere la lettera indirizzata all’azienda di Steve Jobs. Sul suo profilo Tumblr, ha spiegato perché non metterà a disposizione il suo ultimo album su Apple Music.

Long story short: il 30 giugno 2015 Apple lancerà Apple Music, il servizio di streaming online che con 37 milioni di canzoni a disposizione a quanto pare darà filo da torcere a Spotify (che al momento è a quota 30 milioni). Tra i punti vincenti vanta sicuramente l’integrazione con iTunes e l’aggiunta di Beats 1, una radio live 24 ore su 24 con Zane Lowe come top DJ. Probabilmente in futuro pure la possibilità di ricevere i complimenti dal Dio dai Mille Volti in persona quando passate dall’heavy metal alla musica classica. Insomma, sempre sulla linea siamo er mejo e tu non puoi stopparci.

Multy-faced God

Per far conoscere il servizio ai suoi utenti, Apple offrirà un periodo di prova gratuito pari a 3 mesi. Ed è proprio qui che sorge il problema. Durante questi 3 mesi di prova, Apple ha dichiarato che non pagherà le royalty agli artisti che decideranno di includere la loro musica all’interno del catalogo. Le nostre nonne direbbero in coro qualcosa tipo: più ne hanno e più fanno i pezzenti. Diversi artisti hanno stortato il naso.

Perché Taylor ha fatto parlare più degli altri?

Partiamo dal presupposto che 1989, il suo ultimo album, ha battuto ogni record vendendo qualcosa come 8,6 milioni di copie (finora) assicurandosi così il primo posto sul podio degli album più venduti nel 2014. Insomma, l’etichetta prima della classe le sta proprio a pennello. Ma pare che la ragazza lavori duro e quindi so’ soddisfazioni e pure meritate.

Se consideriamo tutti i miliardi che guadagnerà Apple, la mancanza della discografia della Swift potrebbe causare al massimo una grossa e grassa risata collettiva tra i piani alti dell’azienda di Cupertino. Già me li vedo, lì con i piedi sulla scrivania mentre bevono Red Bull in jeans e T-shirt bianca perché fa casual.

Il problema è che qui non si parla solo di questo.

Taylor ha un grande, grandissimo seguito. La fetta di pubblico più grande sono i giovani tra i 15 e i 25 anni, gli stessi che con molta probabilità hanno un iPhone tra le mani in questo momento e stanno stalkerando Ed Sheeran e Selena Gomez.

Non solo. Molti artisti potrebbero farsi coraggio dopo la presa di posizione di Taylor. E scommetto che l’ilarità generale potrebbe iniziare a trasformarsi in risata nervosa.

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Ho la sensazione che, nonostante i numeri dichiarino il contrario, Apple non sia più così cool o perlomeno così in forma. Ho sentito tante critiche a riguardo in questi ultimi anni. Questa potrebbe essere l’inizio della fine o comunque l’inizio di una piccola crisi. Ma è da lì che si parte in picchiata, vero Blackberry?

Parlare di quanto sia importante acquistare la musica è un discorso a parte, che mi farebbe star qui a disquisire per un paio d’ore.

Certo, alzi la mano chi tra di noi non ha mai scaricato musica gratuitamente. Ma un conto è farlo sporadicamente, un altro è far sì che diventi una prassi.

Da grande amante della musica (e del fattore qualità), penso sia il minimo dover pagare qualcosa in cambio. Sia da parte di noi fruitori nei confronti di chi ci permette di passare 40 minuti del nostro tempo con la mente più leggera, ma anche da parte di Apple che tiene in saccoccia una buona parte del ricavato (circa il 35%).

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Ecco la traduzione in italiano della lettera di Taylor pubblicata in data 21 giugno:

Ad Apple, Con amore Taylor

Vi scrivo per spiegare la motivazione che mi ha spinta a non includere il mio album, 1989, all’interno del nuovo servizio di streaming Apple Music. Sento la necessità di dare delle spiegazioni proprio perché Apple è sempre stata e continuerà ad essere uno tra i partner migliori per quanto concerne la vendita della mia musica e perché è riuscita ad inventare modi alternativi che mi hanno dato la possibilità di avvicinarmi ulteriormente ai miei fan. Ho rispetto per l’azienda e per le sue menti brillanti che sono riuscite a creare un retaggio basato sull’innovazione, sullo spingersi sempre un po’ più in là.

Penso siate a conoscenza del fatto che offrirà un periodo di prova di 3 mesi a chiunque si iscriva a questo nuovo servizio. Quello che penso non sappiate è che Apple Music non pagherà autori, produttori e artisti per tutta la durata del servizio di prova. Credo sia assurdo, sconcertante e distante da tutto ciò che questa innovativa e generosa azienda ha fatto finora.

Non riguarda me. Fortunatamente sono al quinto album e, grazie ai miei concerti, non solo sono in grado di supportarmi economicamente ma riesco a pagare la mia band, la mia crew e l’intero team di manager con cui lavoro. Riguarda più il nuovo artista o la nuova band che ha appena fatto uscire il primo singolo e che non verrà pagato per il consenso e il successo che riuscirà ad ottenere. Riguarda più il giovane cantautore a cui hanno accettato il suo primo lavoro e che credeva sarebbe stato in grado di pagarsi i debiti proprio grazie alle royalty. Riguarda più il produttore che lavora instancabilmente per innovare e creare, proprio come gli innovatori e i creativi di Apple nel loro campo.. la differenza è che i primi non verranno pagati 3 mesi su 12 quando il pubblico ascolterà le loro canzoni.

Queste non sono le lamentele di una bambina viziata e capricciosa. Questo è l’eco dei sentimenti di ogni singolo cantante, autore o produttore che conosco che ha timore di parlarne pubblicamente proprio per la passione e il rispetto che abbiamo nei confronti di questa azienda. Semplicemente non rispettiamo la loro scelta.

Apple dà il giusto valore al fine ultimo dello streaming a pagamento e personalmente credo sia fantastico sapere di essere arrivati a questo punto a livello storico e musicale. Sappiamo tutti quanto successo abbia Apple e soprattutto che l’azienda sia perfettamente in grado di pagare artisti, autori e produttori per tutta la durata del servizio di prova.. anche se è gratuito per chi lo sta testando.

Tre mesi senza essere pagati sono tanti: non è corretto chiedere agli artisti di lavorare per non ricevere nulla in cambio. Dico tutto questo con affetto, venerazione, ammirazione per tutto quello che Apple ha fatto finora. Anzi, spero di potermi unire a loro non appena si arriverà ad un modello di streaming consono e rispettoso nei confronti di chi fa musica. Penso che tra tutte possa diventare la piattaforma più adatta a questo scopo.

Con tutto il dovuto rispetto, voglio far sapere ad Apple che non è mai troppo tardi per cambiare opinione e soprattutto per far cambiare l’opinione a tutti coloro che nel settore della musica verranno gravemente colpiti da questa decisione. Noi non vi chiediamo di regalarci gli iPhone. Altrettanto, voi siate così gentili da non chiederci di regalarvi la nostra musica senza darci nulla in cambio.

Taylor

applegifInsomma, sul fatto che la mela sia stata morsicata non ci sono dubbi. Bisogna capire se il finale rimarrà invariato con Taylor nei panni della strega cattiva o se ci sarà un colpo di scena che trasformerà Apple in antagonista e perdente.

Che Katy Perry abbia appena passato la patata bollente all’azienda di Cupertino per la canzone e il video di Bad Blood?


UPDATE 22 GIUGNO 2015

A meno di 17 ore dalla pubblicazione della lettera, Apple fa un passo indietro. Ieri in tanti si sono mostrati a favore delle dichiarazioni di Taylor Swift, molti i tweet e RT da parte di artisti come Christina Perri e Matthew Mayfield.

Il risultato? Eddy Cue, senior vice president di Apple, fa sapere al mondo proprio tramite Twitter che l’opinione di Taylor è stata ascoltata: Apple pagherà le royalty agli artisti anche durante i 3 mesi di prova!


Cue ha fatto sapere a Buzzfeed
di aver personalmente telefonato a Taylor Swift per renderla partecipe di questo happy ending. Qualcuno storta il naso pensando si sia trattata di un’ottima operazione di marketing a favore della cantante e della multinazionale. A me piace pensare che quando c’è comunicazione ed educazione le cose possano sempre cambiare in meglio.

Anche in poco tempo.

Una bella lezione impartita alla Apple: ci fa capire che le multinazionali hanno sì potere ma che i cantanti spesso si fanno portatori di messaggi importanti e possono far cambiare opinioni e strategie aziendali.

Ovviamente Twitter è già in subbuglio: c’è gente che, dopo la vittoria di Taylor, ci scherza su e le chiede di far posticipare il lunedì o di far aumentare gli stipendi.

Taylor si è detta contentissima e sollevata. Well done, TayTay.

Ora mele caramellate per tutti.

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