Another Feedback: Intervista e Recensione Completa del Nuovo EP [ALTERNATIVE ROCK]

Another Feedback

Ci sono due tipi di band emergenti.

1) Quelle che ci credono così tanto che quando ti inviano il link del loro video su YouTube hai mille aspettative e ti senti Claudio Cecchetto quando scoprì Jovanotti. Peccato che il risultato sia scadente e non all’altezza della situazione.

2) Quelle che ci credono altrettanto e tu parti già prevenuta perché, blame it on the wannabe, ci vuoi andare con i piedi di (stra)piombo. Risultato? Occhi sgranati, wow distribuiti ad ogni minuto, CD a palla e recensione su The Music Portrait.

Questa è la premessa che faccio agli Another Feedback che appartengono alla seconda tipologia di gruppi emergenti e che no, non mi hanno pagata.

Conosco Dario, bassista del gruppo, grazie alla scuola di musica NCDM. Mi appassiono al suo progetto e poco prima dell’uscita del loro nuovo EP – dal nome omonimo, ci si incontra per una chiacchierata. Il suo entusiasmo è contagioso: mi svela i retroscena del nuovo lavoro, le date e i locali in cui poterli sentire dal vivo e mi invita ad ampliare il discorso anche con Cristian, voce degli Another Feedback.

La ricetta? Prendete gli Stone Sour, mescolateli agli Alter Bridge e aggiungete una spolverata di Linkin Park. Il tutto condito da una grande credibilità, estensione vocale e buone lyrics in inglese.

Prima di leggere la mia recensione a riguardo, sentite un po’ cosa mi hanno raccontato Dario e Cristian prima del release party ufficiale tenutosi domenica 26 ottobre 2014 al LegendClub di Milano. Non uno ma ben tre gruppi rock hanno aperto il concerto: Edge (alternative metal da Bologna), The Ophelia’s Nunnery (alternative rock della Brianza) e Violet (grunge da Varese).


INTERVISTA

Ciao ragazzi. Domanda di riscaldamento e dunque banale ma lecita: da cosa nasce il nome del gruppo?

CRISTIAN: Ciao Ilaria! Il nome nasce insieme all’idea di formare la band, quindi parliamo di fine 2008 inizio 2009. Per noi era il periodo in cui scoprivamo certa musica, certe band e il desiderio di essere come loro. Il periodo degli idoli probabilmente. Eravamo abbastanza giovani da giustificare il fatto che conoscessimo molto poco l’inglese, nonostante avessimo scelto di utilizzarlo per i nostri testi. Era il periodo in cui quando trovi una nuova parola che ha un suono figo automaticamente crei un legame con essa. Fu proprio per questo che io e Carlo, chitarrista degli Another Feedback, durante una lezione di psicologia incontrammo la parola feedback tra le pagine di un libro. Aveva un bel suono così pensammo di aggiungere another per avvalorarne il significato: da lì è uscito il definitivo un altro riscontro.

..Sono stato un po’ prolisso vero?

Non ti preoccupare. Tra me e te è una bella sfida! Parlando del vostro EP, l’ho ascoltato e sono rimasta piacevolmente sorpresa. L’ho trovato coeso e credibile. Com’è nata e come si è sviluppata l’idea? 

CRISTIAN: Per questi nuovi brani l’idea era chiara già dall’inizio: volevamo creare qualcosa di più avvolgente e, come dici tu, credibile, che forse è la sfida più ardua per le band del nostro livello. Abbiamo fin da subito affrontato la composizione delle parti di chitarra in modo diverso dal solito e dato maggiore importanza al brano in sé più che a voce e strumenti. Penso fossimo già in una fase di maturazione importante, come persone e musicisti, al punto di sapere con maggior chiarezza cosa volevamo realizzare e come doveva suonare.

La copertina rappresenta una montagna e una fonte (o è forse un sentiero)? Ad ogni modo, più la guardo e più ci vedo i profili di due persone che si baciano. L’eterna romantica, lo so. Ad ogni modo, nelle vostre canzoni parlate anche d’amore o preferite mettere in gioco altre tematiche? 

Another Feedback EP

DARIO: Fantastica questa interpretazione.. Un po’ come le macchie di Rorschach, la nostra montagna e la nostra musica sono state in grado di unirsi in un bacio. Quindi come hai anticipato tu: che i testi ne parlino esplicitamente o meno, l’amore è quel sentimento che ci spinge a vivere con determinazione le nostre passioni. Mi piace pensare che la musica non sia lo strumento per secondi fini e personalmente non amo quando viene strumentalizzata. Abbiamo dato carta bianca al grafico che ha collaborato con noi, la sua creatività ha portato ad avere 3 elementi ben distinti: la montagna (l’obiettivo), la strada in salita (il percorso) e le strisce rosse (elemento contrastante che capovolge il b/w e dà centralità al titolo omonimo dell’EP).

CRISTIAN: Sono d’accordo con Dario quando dice che la musica non deve avere fini precisi. Nello specifico le nostre canzoni non parlano mai d’amore in senso stretto, i testi sono riflessioni personali su ciò che proviamo durante certi periodi o giornate, spesso anche solo sensazioni. A volte, come succede con le poesie, non sono altro che immagini che evocano certi sentimenti quindi aperte a più interpretazioni. La nostra musica non è chiaramente “allegra” ma ciò non esclude che questa forza non possa essere percepita come energia. Apparteniamo a quella sfera di gruppi che cercano qualcosa in cui credere e contemporaneamente sfatare. Più che del mondo parliamo semplicemente di noi stessi e di ciò che siamo.

Cristian - Another Feedback

CRISTIAN (Voce)

In un’epoca come quella 2.0 e oltre, Internet è un’arma a doppio taglio: da una parte è molto più semplice promuovere la propria musica grazie a mille canali disponibili e a tecniche di (social media) marketing; dall’altra però risulta ostico differenziarsi a causa dei mille input con cui siamo bombardati. Perché un fan dovrebbe seguire voi e la vostra musica? In cosa pensate di differenziarvi rispetto al resto? 

DARIO: Credo che un fan debba seguirci perché nella fase di composizione ogni elemento della nostra band crea musica con l’intenzione di proporre qualcosa di unico, innovativo ed emozionale. Non creiamo musica fine a se stessa o, diversamente, musica che va di moda. Nonostante non ci siano vincoli, siamo fortemente e inevitabilmente condizionati dalla musica che ascoltiamo ed essendo molto vasta un fan può ritrovare in noi molteplici influenze artistiche. Relativamente al web, sai che ho dei sentimenti un po’ contrastanti: non amo le vetrine da palcoscenico legate ad un’immagine collettiva e scontata (esempio: conosco quella determinata band perché c’è la tipa seminuda nel videoclip). Sinceramente non capisco l’ossessione delle realtà emergenti che fremono per farsi conoscere attraverso le campagne di advertising a pagamento. Con il video di Beautiful Monsters da novembre dell’anno scorso abbiamo totalizzato 2.000 visualizzazioni sul nostro canale YouTube e 1.000 visualizzazioni su Blank TV. Non ti nascondo che se fossero state 10.000 o 100.000 sarei molto più soddisfatto ma quelle che abbiamo sono reali e ce le siamo guadagnate tutte. Per il prossimo video – From Today, spero si possano moltiplicare!

Dario - Another Feedback

DARIO (Basso)

CRISTIAN: Io penso che Internet sia pericoloso per i gruppi emergenti. Oltre a darti potenzialmente in pasto ai leoni, se presenti un lavoro non all’altezza si pone il problema che tu band emergente vieni sempre messa a confronto con major band che hanno esperienza, opportunità e budget maggiori! Per poter sfruttare Internet a dovere, oltre a proporre qualcosa di paragonabile ai grandi nomi, si deve anche sapere come e a chi indirizzare il tuo prodotto: sinceramente penso siano pochi quelli in grado di farlo. Noi abbiamo un lavoro che, come hai detto prima, suona “credibile” e questo è qualcosa di importante, però sento che prima c’è un ostacolo da sorpassare. Purtroppo non riguarda la musica ma piuttosto l’aspetto inevitabilmente commerciale della band: non è facile farsi notare nel modo giusto da tutti o da molti. La difficoltà diventa paradossalmente proprio quella di far superare alla tua musica e al tuo pensiero tutti i filtri che si sono creati con la Rete.

Domenica 26 ottobre vi vedremo sul palco del LegendClub di Milano per il vostro Release Party. Cosa dobbiamo aspettarci?

CRISTIAN: La serata di domenica è già una gran bella idea, poter ascoltare 4 band emergenti valide in un locale che rende giustizia alla musica senza spendere un cent! Se riusciremo a coinvolgere e farci coinvolgere come sperato ci rimarrà un bel ricordo. Noi cercheremò con tutte le nostre capacità di farvi assistere ad un concerto vero e proprio, di mostrare la nostra credibilità anche dal vivo. Inoltre durante la serata faremo vedere per la prima volta il video di From Today. Diciamo che qualcosa di interessante ci sarà.

Gabriele - Another Feedback

GABRIELE (Batteria)

Domandona che faccio a chiunque venga intervistato su The Music Portrait – che nasce come blog musicosensoriale: capita anche a voi di associare colori o determinate immagini alle canzoni che ascoltate o suonate?

CRISTIAN: A me capita sempre e generalmente tendo all’ascolto di canzoni blu. Posso farti una lista di quelli che, secondo la mia visione, sono i colori dei nostri brani!

Intro = rosso
Not Strong Enough = arancione
From Today = azzurro
The Voice = verde
The Journey = blu
NFNC = nero

Wow! Questa non me l’aspettavo. A proposito, dove è possibile acquistare il vostro EP?

DARIO: Momentaneamente l’EP è disponibile come merchandising durante i nostri concerti ma ovviamente, qualora ci fosse qualcuno interessato, può scriverci a anotherfeedback@gmail.com!

Cosa ha in serbo il 2015 per gli AF? E su quali social è possibile seguirvi?

DARIO: Per il 2015 il massimo sarebbe riuscire a suonare all’estero, prendere parte a festival musicali importanti ed entrare nuovamente in studio. Per ingannare l’attesa insieme, potete sostenerci su Facebook, SoundCloud e YouTube.


RECENSIONE

• Another Feedback – AF Tracklist • 

1. INTRO 
Voto: ★★★+

Schiaccio play e trovo una chitarra a farmi compagnia. Come un orologio che scandisce inesorabile il passare del tempo, il suo suono è incalzante, dà quella sensazione che ci sia qualcosa di imminente all’orizzonte, non riesco a decifrare ancora cosa. Per qualche assurdo motivo mi viene in mente Lose Yourself di Eminem e mi sento al centro del ring poco prima di un incontro. A metà corsa la canzone si apre e il sistema impazzisce. A 1:59 l’intro ha portato a termine il suo compito. Un leggero vento spazza via ogni anticipazione. Che lo spettacolo abbia inizio.

Carlo - Another Feedback

CARLO (Chitarra)

2. NOT STRONG ENOUGH 
Voto: ★★★

I primi secondi sono volutamente cacofonici, ci metti qualche secondo a capire cosa stia succedendo ma appena la batteria entra.. magicamente tutti i pezzi del puzzle tornano ad incastrarsi e il quadro prende forma. Probabilmente la canzone più credibile dell’intero EP – soprattutto grazie al ritornello che da solo vale 100, quella dal sapore internazionale a cui non puoi negarti, quella che probabilmente io sceglierei come singolo per far conoscere il gruppo. Ci vedo voli pindarici di bottiglie spazzate via dal tavolo, le vedo cadere a rallentatore facendo rumore, tanto rumore ma è come se la musica riuscisse a sovrastarlo e tu vedessi la disfatta senza sentirne il tonfo. Not Strong Enough è la canzone delle nostre paure, della resa ma non della sconfitta. Sul finale si sentono i sospiri di chi ha lottato e si è solo preso una piccola pausa prima di tornare a crederci.

DiceEach seed is hidden in the fruit, I’m not strong enough to reap them again.

3. FROM TODAY 
Voto: ★★★

Si parte in media res: vieni buttata a capofitto nella canzone e nella storia che racconta. Come fosse una lista di buoni propositi al contrario, elenchi tutte quelle dinamiche che vuoi assolutamente eliminare dalla tua vita ma che poi, si sa, torneranno sempre a farti visita. Dal punto di vista più prettamente musicale, i ritornelli degli Another Feedback riescono sempre a inchiodare le canzoni in testa, con il compito ultimo di appendere immagini ed evocare sensazioni ben precise. Qui c’è il Cristian che preferisco: quello che parte tranquillo, quello che con la sua voce ti prende e ti accompagna per mano per poi esplodere sul finale, quando la canzone si svuota e la chitarra fa capolino per ricordarti che di lì a poco si scatenerà l’inferno. Sono curiosa di sentirla dal vivo: ci sento dentro un sacco di lotte irrisolte e voglio vedere se alla fine il fuoco che arde riuscirà davvero a purificarle e a resettarle. Uh dimenticavo, il finale Jared Leto style a me gasa tantissimo.

Dice: Bets are closed ‘cause time broke my faith.

4. THE VOICE 
Voto: ★★★-

La disillusione continua ma questa volta c’è l’aiuto del pubblico. No, nessun milione di euro in palio, purtroppo. Una voce dispersa nella folla sa esattamente dove bisogna andare, che poi è un po’ la magia che si crea sul palco quando l’act e la sua audience diventano una cosa sola alimentandosi a vicenda. The Voice è il pezzo più commerciale dell’EP con quel tocco pop-rock che non guasta. Cristian dà prova della sua estensione vocale anche se qui risulta un po’ ostentata e troppo distribuita su tutta la canzone. Avrei preferito che partisse in sordina per poi esplodere solo sul finale seguendo la scia di From Today. Resta il fatto che la melodia è bellissima, ascoltare per credere. Me la immagino in versione acustica e sbatto le ciglia sognante.

Dice: Too refined this rough diamond.

Alessio - Another Feedback

ALESSIO (Chitarra)

5. THE JOURNEY 
Voto: ★★★★

Eccolo il pezzo risoluto, quello cazzuto: dopo tutte le paranoie è finalmente tempo di partire. Un viaggio tosto, solitario ma con il benestare di chi ci ama, un viaggio che si deve fare. Chissà perché la sento profondamente mia. The Journey calzerebbe benissimo come colonna sonora di un film o di una serie TV. Così su due piedi mi viene in mente la citazione di Animal House: Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare, ma con quella chitarra prepotente ce la vedrei benissimo anche all’interno della colonna sonora di The Walking Dead, anzi sarebbe praticamente perfetta! Nonostante abbia meno struttura delle canzoni precedenti, ha tutto quello che ti aspetteresti (e molto di più) da una band emergente che vuole fare centro: quel riff di chitarra che ti prende e non ti lascia più andare, l’effetto voce intubata, le chitarre infuocate sul finale sovrapposto. Anche se alla fine il segreto di questo pezzo è tutto in quel everything, everything.

Dice: I started alone, I’ll finish alone but we should be together. 

6. NFNC
Voto: ★★★★

Il passaggio tra The Journey e NFNC è scandito da una voce femminile (e molto, molto british) che anticipa quello che ascolteremo a breve. L’acronimo sta per Not Fading Not Crying – della serie: col cavolo che ci arrendiamo. Al primo ascolto l’avevo già messa sul podio ed eletta come mia preferita, forse perché ci sento delle lievi ma comunque presenti influenze rock che a me fanno impazzire (Korn e System of a Down su tutti). Voi penserete: wow, si fa casino! Sì ok, è cattiva al punto giusto ma c’è spazio anche per elementi melodici che personalmente mi piacciono un bel po’ (I-I-I-I- know me su tutti). NFNC parla dei nostri peccati, difetti e mancanze e dei nostri vani sforzi nel cercare di sopprimerli. Ogni tanto possiamo permettere loro di prevalere prendendoci una tregua, una pausa per riposarci ma guai ad arrendersi. Che poi mi piace pensare sia un po’ il messaggio dell’intero progetto Another Feedback.

DiceNot fading, I’m falling down to rest. 


CONCLUSIONE

Another Feedback

L’EP è un vero e proprio percorso di attesa, preparazione, paranoia, lotta, risoluzione. Poco importa se si esca vincenti o perdenti. Le 6 canzoni proposte dagli Another Feedback – che non hanno pause ma risultano collegata l’una all’altra, sono un continuo cadere e rialzarsi. Nel mezzo c’è il racconto di come ognuno di loro si sia procurato le cicatrici che porta addosso. Un invito a non arrendersi, a provare e riprovare.. e riprovare ancora. Quello che tutte le band emergenti dovrebbero fare.

Non è di certo un percorso in discesa ma il loro continuo miglioramento permette alla salita di appianarsi giorno dopo giorno. Basta dare un’occhiata a Beautiful Monsters, il video di un paio di anni fa che propongo a fine articolo: la canzone è a mio parere bellissima, con quella credibilità che li ha sempre contraddistinti. Ci sono però un paio di elementi che a quei tempi non erano ancora presenti e vi invito a trovarli confrontandolo con il secondo video proposto, quello recentissimo di From Today. Rispetto al primo video infatti la voce di Cristian oggi risulta più aperta e matura, la pronuncia quasi perfetta, l’amalgama dei musicisti più compatto e deciso. Certo, il nuovo EP degli Another Feedback non sarà impeccabile: ascoltandolo su alcuni dispositivi la voce arriva in secondo piano facendo prevalere gli strumenti. Quello che però posso assicurarvi è che per essere una band emergente è una band emergente con i controcazzi.

Penso che il segreto sia tutto lì: se siete una band mediocre lavorate duro per migliorarvi, non mettete tutto in gioco fino al momento più opportuno e siate pronti ad incassare ogni giorno un altro riscontro, critiche comprese.

Se invece sentite il bisogno di offrire aspettative e carne al fuoco fate come loro.
Assumetevi il rischio ma assicuratevi che l’attesa sia ben ripagata.

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