Le Mille Lezioni di Giorgio Faletti

Giorgio Faletti

«Come ti chiami?» mi aveva chiesto dopo che, emozionata come non mai, avevo pazientemente aspettato il mio turno per farmi firmare la copia di Fuori Da Un Evidente Destino, il suo terzo romanzo.

«Ilaria» risposi con voce tremante. Avrei voluto dirgli mille cose: di come avessi divorato i suoi libri precedenti, di come i suoi lavori avessero contribuito sempre più al mio amore per le parole, di quante frasi avessi sottolineato sperando che, così facendo, potessero sedimentarsi nel cuore e nella mente, di quanto stupidi fossero i commenti della gente che, senza nemmeno aver letto mezza pagina, gli affibbiava l’etichetta di scrittore mediocre e retorico.

Ero la più piccolina di quel gruppo d’ascolto, un centinaio di persone curiose di scoprire chi ci fosse dietro quell’artista poliedrico che, instancabile, riusciva sempre a reinventarsi in modo assolutamente credibile.

Ci scambiammo uno sguardo di intesa, di quelli per cui non serve parlare. Tornai al mio posto accarezzando la copertina del libro che avrei divorato di lì a poco. Aprii e mi fiondai sulla prima pagina scoprendo che dopo ”A Ilaria..” e prima della sua firma mi aveva disegnato un cuore. A me soltanto. Ne ero sicura perché mi ero permessa di sbirciare i 5 secondi di gloria delle persone in fila davanti a me.

Frank Ottobre, personaggio di Io Uccido, è stato uno dei grandi amori della mia vita. Platonici. Utopici. Assurdi. Ma pur sempre amori. Questa era una delle mille qualità di Giorgio Faletti. Farti innamorare di personaggi di carta che riescono a prendere forma nella tua testa. Farti perdere treni senza farti incazzare. Farti perdere la cognizione del tempo perché l’unica cosa che desideri è arrivare alla fine del libro e portarti a casa una lezione in più.

Cabaret, musica, cinema, teatro, scrittura: di lezioni ce ne ha lasciate da qui fino all’eternità. È questo che fa di un uomo un grande uomo.

«Ci fu un attimo di quelli in cui la vita pare sospesa..
..e il tempo prendersi una pausa.»

Ciao Giorgio.
Riposa in pace.

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