Lana Del Rey: cronaca di un concerto dedicato ai fan

Lana Del Rey

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In un mondo così frenetico che vede nel caos la soluzione per sopravvivere e nel futuro prossimo la direzione in cui andare, Lana Del Rey spiazza chiunque e, trionfante, fa capire che le cose, insomma, non stanno proprio così. O perlomeno non per tutti.

Il ritorno al passato, alle origini, a ciò che di bello ci siamo buttati alle spalle senza troppi ripensamenti è ancora troppo forte per lasciarlo andare davvero. Una diva tra quello che fu e quello che è, così vedo Lana. Tratti e lineamenti del passato e sì, qualche ritocchino chirurgico del presente. Leggiadria nei movimenti, nel parlare, nel cantare: è evidente non possano essere frutto di quest’era. Ma anche beat freschi, di nuova sperimentazione.

Un compromesso perfetto. O forse una contraddizione che funziona.  

La Nancy Sinatra degli anni duemila+dieci che ha sfornato due lavori in un anno, Born To Die e la sua ri-edizione The Paradise Edition che più che una ri-edizione è un album a tutti gli effetti. Due lavori superlativi, dal punto di vista cantautoriale e musicale. Quella che chiamo la mia piacevole scoperta 2012/2013. Finalmente qualcosa di nuovo e vintage al tempo stesso, finalmente il coraggio di distinguersi dalla massa dei cantanti di oggi che, per paura di mettersi in gioco, non osano, si amalgamano e si dimenticano nel giro di un singolo portafortuna.
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Ieri sera al Mediolanum Forum di Milano, dopo i concerti di Roma e Torino, sinceramente non sapevo cosa aspettarmi se non migliaia di persone in più rispetto a quelle che avrebbe potuto contenere l’Alcatraz, inizialmente venue dello show milanese, successivamente modificata per l’inesauribile richiesta di biglietti. Non sapevo cosa aspettarmi perché ero e sono tuttora convinta che Lana Del Rey è una di quelle artiste da ascoltare su CD. Non perché abbia dato rilievo alle voci insistenti che la vogliono stonata e insicura sul palco, tutt’altro. Lei che inizialmente, dopo le critiche ricevute a seguito della sua performance al Saturday Night Live, aveva deciso di posticipare il tour mondiale, ha fatto passi da gigante da quel punto di vista. Mai fuori luogo né fuori nota, sempre sorridente e divertita dall’affetto dei fan. Però la magia che riesce ad esprimere attraverso un lavoro ben confezionato è perfetta per una situazione da luce spenta, occhi chiusi e tanta voglia di far viaggiare la mente. Cosa che in piedi ad un concerto non è possibile, soprattutto se hai il vicino che ti calpesta i piedi o quello davanti che alza le braccia proprio nel momento in cui cerchi di fare la tua foto migliore.
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Lana Del Rey

LIVE @ Mediolanum Forum, Milan

Nonostante questo, la sua grazia e la sua onorevole umiltà hanno comunque fatto centro. Un concerto non troppo lungo – poco meno di un’ora e mezza, una squadra di bravi musicisti – big up per le violiniste con coroncina di fiori sui capelli, una scenografia di grande effetto – assolutamente in tema con la copertina di The Paradise Edition: tropicale, esotica, di altri spazi e tempi, con due grandi megaschermi che la riprendevano in versione seppia e in bianco e nero, effetto Instagram.
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Le luci si spengono, il boato del pubblico si fa sentire e da dietro le quinte la voce di Lana comincia il suo show: è con Cola che il velo posizionato davanti al palco cade giù e lascia apparire la bellissima scenografia con statue di leoni e palme tropicali incluse. Canta, scoppia a ridere, riprende la strofa: è divertita e travolta, Lana, dall’affetto dei suoi fan tanto che scende subito sotto al palco per salutarli e stampare un bacio sulle labbra ad uno di loro. Si prosegue la corsa con Body Electric e l’immancabile Blue Jeans che tutto il Forum di Assago canta a memoria. Stessa solfa, naturalmente, per Born To Die su cui Lana si lascia andare al politically uncorrect modificando le lyrics in let me f*** you hard in the pouring rain. Si arriva a Carmen in un batter d’occhio. Non si lascia trasportare dai grandi discorsi Lana se non intervallando con sorrisi e saluti una canzone e l’altra e provando a mettere le mani avanti: Ieri sera ho urlato così tanto che pensavo di non potercela fare stasera. Dai Lana che sei in grado. Con Blue Velvet, splendida cover di Tony Bennett, l’atmosfera si fa via via più intima fino ad arrivare ad American che, per l’occasione, viene storpiata in be young, be dope, be proud like an Italian. Chi glielo spiega che qui sta la crisi? Without You è uno dei pezzi che più le rende giustizia riadattato, sulla coda, in una versione rilassata della sempre piacevole Knockin’ on Heaven’s Door di Bob Dylan. Si continua a destreggiare con buoni voti anche su Young and Beautiful, colonna sonora del film Il Grande Gatsby che uscirà i prossimi giorni in tutte le sale italiane. Su Ride Lana si prende qualche minuto di riposo vocale grazie al discorso introduttivo del video musicale. Summertime Madness, una delle mie preferite, arriva subito dopo seguita da Burning Desire.Il gran finale si ha con Video Games su cui si emoziona nel sentire il pubblico che la precede nel cantarne le parole e una versione infinita di National Anthem che la vede scendere tra i fan per un arco temporale di 20 minuti (sì, avete capito bene) in preda a deliri, foto, autografi, baci e saluti.
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Lana Del Rey

LIVE @ Mediolanum Forum, Milan

Insomma, non sarà la prima della classe ma è anche vero che questo era un concerto che aspettavo da tempo sia per curiosità che per stima nei confronti di questa brava cantante e ottima autrice. Sincera? Pensavo peggio. Invece mi ha intrattenuta, divertita, emozionata. Ha dimostrato di aver lavorato sulle sue mancanze e di volerlo fare ancora e bene. Quello che mi ha davvero colpito di lei è la sua assoluta devozione verso i fan, forse un po’ esasperata per sopperire alle sue insicurezze ma sicuramente sentita. Mai visto nessuno firmare autografi o distribuire abbracci nel bel mezzo di un concerto e questo le fa sicuramente onore. E sono sicura che il prossimo tour la vedrà sempre più in gran forma.
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Intanto aspetto impaziente il terzo album per poter sognare ancora in quel limbo tra passato e presente che, con tutto il rispetto per il futuro, non gode di incertezze né rischi ma solo di una giusta dose di rassicurante nostalgia.
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SCALETTA CONCERTO
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1. Cola
2. Body Electric
3. Blue Jeans
4. Born to Die
5. Carmen
6. Blue Velvet
7. American
8. Without You
9. Knockin’ on Heaven’s Door
10. Young and Beautiful
11. Ride
12. Summertime Sadness
13. Burning Desire
14. Video Games
15. National Anthem
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