Florence and the Machine: cronaca di un concerto etereo

Florence + the Machine

ageofaudio.com

Sembra fluttuare sul palco, Florence Welch. Leggera, delicata, attenta ai suoi passi, attenta ai suoi fan. Milano è la prima tappa del tour europeo e lei non smette di ricordarcelo, ringraziandoci, coccolandoci con la sua potente voce e i suoi acuti che lasciano brividi sulla pelle e la sensazione di essere stati investiti da un fascio di luce. E’ una bomba ad orologeria, una bomba che scoppia senza procurare danni. Si muove, fasciata in un meraviglioso abito Gucci, come una ballerina di danza classica.

L’accostamento con quel timbro importante, caldo e sicuro, produce quel contrasto che invece che stridere ha dentro di sé il bene e il male, il caldo e il freddo, la luce e le tenebre e quindi la perfezione. Due ore di pura energia che ti lasciano andare a casa con una quantità tale di adrenalina che qualsiasi musica, parola o pensiero successivi non sono in grado di eguagliare: ho avuto come l’impressione di dover rielaborare e metabolizzare quanto successo per non lasciarlo scappar via come “uno dei tanti concerti a cui ho assistito”. Due ore che ti riempiono e ti svuotano allo stesso tempo e che valgono più di lunghe ed estenuanti sessioni di palestra. Che poi Florence di palestra deve farne tanta se riesce a saltare per due ore di seguito da una parte all’altra del palco (e non sto esagerando). Una dea che calca il palco a piedi nudi, una creatura celestiale che riesce a parlare direttamente all’anima delle persone: ho visto gente abbracciarsi, urlare con le mani al cielo, chiudere gli occhi e sorridere: gente viva e felice di esserci, nel senso più profondo della parola.

Dopo la buona prova degli Spector, gruppo britannico dall’ottimo groove, il concerto di sua maestà apre con la sontuosità di Only If For a Night e l’agrodolce What the Water Gave Me, uno dei miei pezzi preferiti. Rimango subito estasiata dalla performance di questa artista che sembra provenire da un altro pianeta, pronta a portarci, mano per mano, in un’altra dimensione. Se in 3 anni e con solo 2 album all’attivo è riuscita a passare dalle 2.000 persone dell’Estragon (nel 2009) alle 10.000 del Forum di Assago qualcosa vorrà pur dire.

Le due ore corrono via veloci, sospese su un’altalena che fa avanti e indietro da Lungs, album di esordio, a Ceremonials, il secondo lavoro uscito lo scorso anno.

Da Cosmic Love a You’ve Got the Love, passando per la collaborazione con Calvin Harris in Sweet Nothing (“Questa è la prima volta che la canto dal vivo!“). Arriva poi il momento di No Light, No Light, All This and Heaven Too e Heartlines, dove la dolce Flo fa confusione e scoppia in una risata fragorosa: “Ogni volta è così, continuo a scordarmi le parole di questa canzone. Cantate con me, così mi aiutate“. Sa farsi perdonare tutto, Florence, anche qualche nota leggermente calante che equivale ad andare a trovare l’ago in un pagliaio. L’audio non proprio impeccabile si fa sentire su Spectrum, la canzone catartica per eccellenza, quella che permette di liberarsi ed esprimersi al meglio. “Italians have so much to express” ci ricorda. Ma si sa, la qualità di come suonano voce e strumenti non è proprio il forte del Mediolanum Forum.

Florence + the Machine

foto: Elena Di Vincenzo per Onstage Magazine – Clicca qui per guardare la gallery completa!

Lei, la scenografia che vagamente ricorda l’altare di una chiesa, le luci, il calore del pubblico: il sublime fa da protagonista in quel di Milano. In un battibaleno si è già alla fine e Florence (and the Machine, che sono stati davvero eccelsi) ci saluta con due dei suoi cavalli di battaglia: Shake It Out e l’inconfondibile Dog Days Are Over che l’ha consacrata al successo. Il pubblico pare impazzito, si alza in piedi, salta con lei. Sembra una grande famiglia che ha solo voglia di scrollarsi i suoi diavoli dalle spalle perché, si sa, con un fardello sulla schiena ballare pare impossibile.

E’ buffo pensare che fino a poco tempo fa non riuscissi ad apprezzare pienamente Florence + the Machine. Non avevo ancora ascoltato interamente i due album e mi basavo su dettagli di poco conto. Poi è successo qualcosa, che non so spiegare. Ero in viaggio verso Amsterdam con Florence nelle orecchie: la sua musica sapeva di buono, parlava con il mio stesso dizionario musicale e muoveva qualche dinamica interna fino a quel momento sconosciuta. La conversione non è stata graduale, è stata immediata ma per nulla violenta: mi sono ritrovata ad amare pazzamente questo quadro rinascimentale, un folletto hippy, una fata onirica con l’animo rock.

E io, che fino a ieri mattina non avevo nessuna speranza di godermi tutto questo, e nessun biglietto tra le mani, torno a casa con la consapevolezza di aver assistito ad uno dei concerti più belli della mia vita, ritrovandomi oggi a fischiettare motivetti nella testa, a sentirmi svuotata, a sentirmi felice. Non importa quanto durerà, se un’ora o un giorno intero. La musica, quella vera, riesce ogni volta a spiazzarmi e a stupirmi.

E questa volta sento di ringraziare una creatura fatata dalla pelle chiara e dalla chioma rosso fuoco, per avermi ricordato il senso di questa pazza vita: una favola con protagonisti e antagonisti, con streghe e principi azzurri.

Un’avventura a volte aspra e pungente ma che merita di essere vissuta.

Florence + the Machine

foto: Elena Di Vincenzo per Onstage Magazine – Clicca qui per guardare la gallery completa!

Grazie a: @GretasDrawer per avermi fatto conoscere questa meravigliosa artista.
Grazie a: @EliRilE che mi ha ceduto il biglietto della sua amica che non poteva esserci.
Grazie alla musica, alla vita, ai giorni in cui mi sento spensierata perché oggi va così.

•••

SCALETTA – Milano (20 novembre 2012):

Only If For A Night
What The Water Gave Me
Drumming Song
Cosmic Love
All This And Heaven Too
Rabbit Heart (Raise It Up)
You’ve Got The Love
Lover to Lover
Heartlines
Leave My Body
Sweet Nothing
Spectrum
No Light, No Light
Shake It Out
Dog Days Are Over

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I migliori TWEET:

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SWEET NOTHING live (per la prima volta!) @ Forum di Assago:

  1. Ancora non ci credo di non essere riuscita a venire al concerto. Come sai benissimo la amo – per quanto te l’ho menata di ascoltarla? :-P – lei e una creatura stupenda, una di quei (a mio parere) pochi cantanti che sanno riempirti il cuore di tante emozioni con la loro voce. Un angioletto hippy dall’accento Londinese.

    Cosa vuoi di piu dalla vita??

    You’ve got the love, Florence <3

    x Greta

    http://gretasdrawer.com

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  2. Bell’articolo.
    Sarei voluto andarci anche io ma non sono più a Milano :(
    La questione dell’acustica del forum non l’ho mai capita.
    Ho visto diversi concerti in cui si sentiva bene, invece altri non tanto. Credo che dipenda molto dall’impianto perchè quando ho visto roger waters, ero al secondo anello ….e la qualità era ottima.
    Gardatevi questo bel video su youtube, un live impressionate da brivido di qualche anno fa….molto travolgente non tanto per la performance canora…quanto per le emozioni che trasmette….

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    • Grazie Marco per aver condiviso questa fantastica esibizione! Florence era davvero emozionata :) Ma chissà che bello perdersi in quella folla adorante.

      Ad ogni modo, ti consiglio, se riesci, di andarla a vedere in qualche sua tappa europea (dato che poi si prenderà una pausa): merita davvero tantissimo, ma questo l’avrai già capito da te e dalla mia recensione.

      Torna a trovare The Music Portrait, a presto!

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