Nicki Minaj a Milano: Cronaca di un Concerto Scacciapensieri [PINK FRIDAY]

jamiebart.blogspot.com

Prendete una Barbie, mettetele al collo una collanozza bling bling, gonfiatele il sedere et voilà.. avrete Nicki Minaj! La “Barbie del ghetto” ha toccato anche l’Italia – Alcatraz di Milano per la precisione, per il suo Pink Friday Tour.

Un concerto breve e conciso (appena 1 h e 10 minuti) in cui liberare l’animo tamarro insito in ognuno di noi – chi più chi meno, e far sì che i problemi si trasformino in braccia alzate, mani puntate al cielo e teste che si muovono al medesimo ritmo.

Oltre al caldo torrido, penso di non aver mai sudato e saltato così tanto ad un concerto. O forse sì, ma capitava tanti anni fa, quando il mio essere splendidamente sedicenne mi portava ad aspettare i miei beniamini davanti ai cancelli già all’ora di pranzo. Mi sono ritrovata a saltare in mezzo alla gente senza preoccuparmi minimamente della vodka che si insinuava sotto le mie infradito e che avrebbe potuto farmi scivolare: mi sono, dopo tanto, ritrovata a fregarmene del caldo, della gente e delle preoccupazioni di tutti i giorni.

girlpower.it

Nicki? Molto più bella, dolce e brava di come potreste pensare. Le avrei attribuito una natura, come dire, un po’ più rude e grezza. Invece te la vedi lì, che fa le facce da cartone animato quando la gente urla a squarciagola le sue canzoni, meravigliata e divertita. Una fatina sexy che sa passare dal farti la voce da camionista mentre rappa al concentrarsi mentre fa uscire un acutino (non è di certo Mariah Carey) nelle canzoni più lente in cui prova a destreggiarsi col canto. Insomma, nel live la (più che) sufficienza c’è e su questo non ho dubbi.

Curiosità? Ha chiamato tre fan sul palco a ballare. Alla domanda “Where are you from?” si è sentita rispondere “Busto Arsizio” e ha saputo ripeterlo perfettamente!

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@lauretta25

Quello che mi ha lasciata un po’ con l’amaro in bocca è stato vederla lasciare il palco un paio di volte per i doverosi cambi d’abito mentre il dj di turno metteva uno dei suoi brani (registrati) al mixer lasciando lo stage completamente vuoto. Che io mi chiedo: ma un direttore artistico che dicesse un “ragazzi, non funziona” no eh? Potevano almeno dare la possibilità ai ballerini di fare qualche coreografia o giocarsela con qualche effetto speciale.

Insomma, tra Moment 4 Life, Starships, Turn Me On, Beez in the Trap e Stupid Hoe posso affermare di essermi davvero divertita, partecipando ad uno show divertente, cazzuto, senza grandi aspettative né pretese.

Canzoni assenti che hanno fatto sentire la loro mancanza? Massive Attack (che omaggio con il video originale a fine post) e Right Thru Me.

Ma ad una che parla American English e ti sa ripetere Busto Arsizio a primo ascolto, come fai a non perdonarla?


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