MDNA Tour 2012: Milano in delirio per Madonna [RECENSIONE]

startrident.com

There’s only one queen, and that’s Madonna. Che siate d’accordo o meno, a lei poco importa. Ma la quantità di gente che ieri sera ha riempito lo Stadio San Siro a Milano (e così è stato per lo Stadio Olimpico a Roma e così sarà per lo Stadio Franchi a Firenze) non lascia dubbi: con più di 200 milioni di dischi venduti in tutto il mondo e 25 anni di carriera musicale alle spalle, Madge non ha di certo intenzione di essere spodestata tanto facilmente dalle nuove reginette del pop.

Scatenata come non mai, è apparsa motivata e in gran forma per quella che è stata la sesta tappa del suo MDNA Tour, iniziato il 31 maggio a Tel Aviv e la cui data conclusiva è prevista per il 22 dicembre a Córdoba, in Argentina. Un tour che toccherà Europa, Asia e America con il 97% dei biglietti già venduti.

Dall’uscita del suo ultimo album MDNA e del suo singolo apripista Give Me All Your Luvin’, Madonna ha inanellato una serie di successi facendo parlare di sé anche grazie alla performance del Super Bowl che l’ha vista protagonista insieme a Nicki Minaj, M.I.A., LMFAO e Cee-Lo Green lo scorso febbraio. I maligni bisbigliano che le vendite dell’ultimo album non siano andate granché così come le vendite dei concerti italiani (senza considerare però che si tratta di ben tre date in tre stadi diversi con un totale di circa 150.000 persone – e scusate se è poco).

A scaldare gli animi ci ha pensato Martin Solveig – non che ce ne fosse realmente bisogno, DJ francese noto per Hello e qualche altro singolo di successo ma che inesorabilmente finisco per confondere con David Guetta, Bob Sinclar e compagnia bella.

Madonna questa volta, dopo le critiche della tappa di Roma (che l’ha vista entrare con 1 h e un quarto di ritardo), non si è fatta attendere più di tanto, facendoci soffrire per “soli” 45 minuti.

Waiting with @gretasdrawer

Il concerto apre con un’intro piuttosto inquietante: tra suoni di campane, ballerini con tuniche e cappucci rossi nonché una grossa anfora che oscilla da una parte all’altra del palco, si fanno strada i Kalakan, trio basco che accompagnerà Madonna nei cori di alcune sue canzoni – da conoscere e ascoltare perché sono davvero bravissimi e particolari!

Alla frase “Oh my God“, tra mille pseudo-vetri in frantumi, la divina fa la sua comparsa intonando Girl Gone Wild, secondo singolo di MDNA, tra qualche sample di Material Girl e Give It 2 Me. Il pubblico è in delirio: gente che urla, che piange, che si abbraccia. Inizia il siparietto “pistole alla mano” in cui si trasforma in una ragazzaccia in preda ad una crisi ossessivo-compulsiva di omicidi: in Revolver vediamo comparire Lil Wayne sul backdrop durante la sua parte rappata, ma è con Gang Bang (decisamente Kill Bill style) che, tra spari, sirene di ambulanze e schizzi di sangue, Madonna fa praticamente fuori tutti i suoi ballerini sorseggiando whisky nella stanza di un motel mentre alle sue spalle campeggia una (ormai scontata) croce religiosa. Un brano dalle lyrics e dalla scenografia piuttosto pesanti, roba da mettere la mano davanti agli occhietti dei bimbi presenti allo stadio.

@lauretta25

Il tuffo nel passato l’abbiamo con Papa Don’t Preach dove la folla va letteralmente in visibilio mentre Madonna si inginocchia e invoca chissà chi, ma giusto per una manciata di minuti dato che la canzone in questo caso dura davvero pochissimo. Stessa solfa per Hung Up, in una versione storpiata che sinceramente non riesco ad apprezzare. I ballerini sembrano grilli che saltano e camminano sospesi su un filo (ricordate il Cupido nella performance del Super Bowl?).

Uno dei momenti più alti dell’intero concerto arriva con I Don’t Give A che vede Madonna imbracciare la chitarra e un crescendo di suoni, voci, emozioni che ti verrebbe voglia di urlare a più non posso per tutta l’adrenalina accumulata. Sul backdrop la rapper Nicki Minaj (che, per la cronaca, sarà all’Alcatraz di Milano giovedì 21 giugno). Da standing ovation!

@V_Side

Si passa poi a Best Friend – ma c’è tanto anche di Heartbeat, con una serie di immagini tristi e inquietanti sullo sfondo (bare, tombe e così via ..brrrr) che passa però in secondo piano nel momento in cui la situazione viene ribaltata con immagini più rassicuranti per Express Yourself. Madonna ci guarda con aria di sfida e, dopo un solo musicale, magicamente la canzone si trasforma in Born This Way della (così ci vuol far credere) rivale Lady Gaga come a dire “Ecco tesoro: non ti rendi conto che la tua canzone è quasi un plagio?” seguita da un sample di She’s Not Me, giusto per ribadire il concetto. Se questa doveva essere una provocazione, credo sia mal riuscita. Partendo dal fatto che le due fanno parte della stessa casa discografica e questa mi puzza tanto di operazione di marketing, direi che Madonna non aveva di certo bisogno di fare la bimba capricciosa, a maggior ragione se vuole mantenere quest’aria da regina indiscussa. Insomma, se sai di essere la numero 1, perché dovrebbe darti fastidio quella che ritieni essere una numero 2?

Ma le riflessioni lasciano il tempo che trovano nel momento in cui si ripresenta sul palco a suon di Give Me All Your Luvin’ con una scenografia e una coreografia da far impallidire chiunque. Il tema è quello del video: Madonna è vestita da cheerleader e lo stesso discorso vale per le sue ballerine. Mi ritrovo ad avere la faccia inebetita quando mi rendo conto che i ballerini si trovano sospesi in aria mentre suonano i tamburi: qualcosa di surreale, esplosivo, grandioso!

@jinxedjoeh

Con Turn Up The Radio – suo prossimo singolo (a proposito, sapete che dopo il live di Firenze si fermerà un paio di giorni proprio lì per girarne il video?) Madonna fa il suo ritorno insieme alla sua fedele chitarra, tra qualche rimando a 4 Minutes, Into the Groove, Holiday e Lucky Star.

Il mio momento TOP arriva con Open Your Heart seguita da Sagarra Jo dove i Kalakan tornano ad essere co-protagonisti e lo fanno in maniera assolutamente egregia! Madonna ci svelerà di averli conosciuti durante uno dei suoi mille viaggi per il mondo e di essersi completamente innamorata della loro musica e della loro bravura. Ne esce fuori una versione fantastica, quasi tribale, in cui i ballerini in cerchio si improvviseranno grandiosi break dancer. Curiosità: c’è anche Rocco, figlio di Madonna e Guy Ritchie, che se la balla in grande stile!

facebook.com/madonna

E’ dopo questa performance che Madonna coglie l’occasione per ringraziarci. “Non l’ho fatto a Roma e lo faccio qui: grazie Italia, siete fantastici. Italians do it better! Oddio, sono anche un po’ francese, quindi probabilmente lo dirò anche in Francia.” Gocciolona sulla fronte stile manga giapponese per i fan, ma non tarda a farsi perdonare. “E’ un’epoca difficile, tutti sembrano impegnati a sottolineare le tragedie e le catastrofi che ci saranno nel 2012 ma nessuno si preoccupa di dare importanza a ciò che di bello c’è. Credo che la chiave sia imparare ad essere tolleranti. Suona come un cliché, ma è l’amore ciò di cui abbiamo più bisogno.

Ed ecco che, sempre insieme ai Kalakan, Madonna si esibisce in Masterpiece – il pezzo che preferisco in tutto MDNA, che però non riesce ad emozionarmi come sul cd. Dietro, le immagini di W.E., film che la vede regista, ora al cinema.

In Justify My Love Madonna esce di scena per un cambio d’abito e si potrebbe pensare ad un calo d’attenzione. E invece no! I suoi ballerini sono talmente bravi (e gnocchi ovviamente, ma questo è un altro discorso) che, indossando maschere e guanti bianchi, si prodigano in una coreografia assurda e senza precedenti, dimostrando la loro innegabile professionalità. Per chi se ne intende, riescono a ricordarmi i grandiosi Jabbawockeez.

Ma il palco è pronto per trasformarsi in una vera e propria serata di gala quando sulle prime note di Vogue il pubblico non capisce più niente! Si fanno strada abiti da red carpet e corpetto stilizzato per Madonna con immancabile reggiseno a punta – disegnato per lei da Gautier, che una ballerina sfilerà per lasciarla in camicia bianca e cravatta nera.

@AlexGlee87

Il momento hot si ha con Candy Shop VS Erotica dove vediamo Madge strusciarsi sensualmente con Brahim Zaibat, suo ballerino nonché attuale compagno – sì sì, lo sappiamo, potrebbe essere suo figlio. Ma che volete farci, è Madonna!

Continuando sul filone sensuale (e in questo caso mai volgare, bisogna ammetterlo) è tempo di Human Nature per poi arrivare ad una versione di Like A Virgin completamente riadattata, cupa, quasi tetra che non riesco ad apprezzare totalmente. Inizialmente da sola, poi raggiunta da uno dei ballerini, Madonna si ritrova stretta in un corpetto (che il ballerino impiegherà 2 minuti ad allacciare, argh) faticando a respirare. Lievi rimandi al bondage, ma sempre con eleganza e stile.

@Sgualander_n

Su Nobody Knows Me parte un collage di foto e ritagli che vedono il volto di Madonna mescolarsi con quello di altri personaggi noti, in un video assolutamente provocativo. Ecco che vediamo intersecarsi occhi, naso, bocca del Papa, Trayvon Martin, Marine Le Pen, Sarah Palin, Hitler. Madonna vuole farci riflettere, lanciando sul finale un messaggio di pace, amore, speranza indipendentemente dal sesso, dalla razza o dalla religione che si professa.

Si arriva all’ultimo atto del concerto. I’m Addicted – pezzo trascinante contenuto in MDNA, vede lei e i suoi ballerini quasi in versione videogioco grazie ad una coreografia fatta di mosse provenienti dalle arti marziali. I’m a Sinner / Cyber-Raga è all’opposto – e da qui ho la conferma che a Madonna questa cosa del contrasto piace da impazzire. Il contesto è super colorato, i ballerini saltano da un cubo all’altro, scherzando tra loro e divertendosi.

Ma è con Like a Prayer che Madonna ci dà il vero saluto: lo stadio di San Siro si riempie di flash e accendini, un coro gospel fa la sua comparsa sul palco e Madonna appare più emotivamente coinvolta che su altri pezzi. Il ritornello va avanti per diversi minuti, ognuno lo canta a memoria e a squarciagola, per sentirsi parte di quell’insolita, bellissima preghiera.

facebook.com/madonna

Con Celebration il concerto si chiude. Madonna caccia uno sguardo in cielo e un sorriso per ringraziarci dell’amore incondizionato che abbiamo saputo regalarle. Le luci si riaccendono, nessun bis è previsto ma, dopo uno spettacolo del genere, riesco a pensare che risulterebbe quasi fuori luogo.

Madonna e il figlio Rocco • facebook.com/madonna

•••

Considerazioni? Si tratta di puro intrattenimento, qualcosa che devi gustare almeno una volta nella vita. Un circo pop più che un semplice concerto, a tratti ho creduto di trovarmi in un film, in qualcosa di surreale, onirico. Tralasciando qualche versione riadattata che non sono riuscita ad apprezzare completamente, lo show è stato davvero ad alti livelli. Lei? Decisamente meglio di quello che la gente vuol farti credere con i suoi “Non sa cantare” e “Dal vivo è pessima“. Punto primo: a parte alcuni cori che servivano a riempire, non ha mai cantato in playback. E voi direte “Ci mancherebbe“. Ma non è mica così facile cantare per due ore di fila mentre non ti fermi un attimo e hai svariate coreografie su cui ti ritrovi a ballare forsennatamente! E, quasi paradossalmente, l’ho trovata molto più a suo agio sulle note alte che su medi e bassi, dove la voce le si ingrossa e un po’ di affaticamento fa capolino.

Forse avrei voluto durasse quel quarto d’ora in più – o forse più semplicemente non riuscivo ad esserne sazia. Forse avrei voluto sentire qualche sua canzone che ritengo essere davvero speciale (Frozen, Secret, Substitute for Love giusto per citarne alcune) ma credo che per accontentare tutti avrebbe dovuto fare una settimana di concerto! Sicuramente qualcosa di stratosferico, con effetti speciali a gogo e un’atmosfera che solo i grandi spazi come San Siro possono regalarti. E lei mi è anche sembrata gentile e disponibile nel rapporto con i fan – altro cliché che la vuole fredda e distaccata.

Insomma, cara Madge, senza inutili tette al vento e culi all’aria, a Milano ci hai proprio spiazzati. E a noi poco importa degli anni che hai o delle rivali che cerchi o cercano di affibbiarti. A noi basta pensare – e dovresti farlo più spesso anche tu, alle tre decadi musicali che ci hai regalato e ai 200 milioni di dischi venduti.

Se ti sembra poco ti diamo il beneficio del dubbio. Ma solo per rivivere un altro concerto degno di quel 14 giugno 2012.

•••

Numero atti: 4
Durata del concerto: 110 minuti
Scaletta completa del concerto: 

Girl Gone Wild 
Revolver 
Gang Bang 
Papa Don’t Preach 
Hung up 
I Don’t Give A 
Best Friend (video interlude)
Express Yourself / Born This Way 
Give Me All Your Luvin’ 
Turn Up The Radio 
Open Your Heart / Sagarra Jo 
Masterpiece 
Justify My Love (video interlude)
Vogue 
Candy Shop VS Erotica 
Human Nature 
Like A Virgin 
Nobody Knows Me (video interlude)
I’m Addicted 
I’m A Sinner / Cyber-Raga 
Like A Prayer 
Celebration

Guarda le foto ufficiali del tour sulla sua pagina Facebook!

Scopri chi ha disegnato gli outfit dell’MDNA Tour!

Ovviamente sono curiosa di conoscere anche le vostre impressioni e sensazioni.
Quale pensate sia stata la migliore esibizione di tutto il concerto?

  1. È stato pauroso, una cosa veramente meravigliosa. La mia preferita è stata Give Me All Your Love, un inizio spettacolare, mi ha dato tutta la carica possibile, così come il finale di Celebration, null’altro da dire. San Siro poi sicuramente ha aiutato, uno stadio pieno, una serata magnifica!

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  2. ciao io sn stata a Roma..il mio primo concerto di M. :magnifico,sembrava di essere a teatro,ho apprezzato tantissimo la versione di like a virgin e open your heart…credo ke solo lei possa organizzare spettacoli di questo genere e tener viva l’attenzione dall’inizio alla fine senza “cali” x il pubblico…almeno a Roma è stato così…in più erano presenti 4 generazioni…ho visto bambine di 10 anni e gente con più di 60! più di così!

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  5. Non dimenticare che una settimana prima un certo Springsteen a san siro a 63 anni ha suonato quasi 4 ore iniziando di giorno, senza alcun effetto speciale, senza basi, solo 100 musica e vatti a leggere il 100cento delle recensioni e quelle di Madonna. Un conto e essere fan e ognuno ha i suoi gusti. Madonna fa dei mediocri spettacoli non fa musica. La regina del pop ha fatto record incassi in questo tour xche costa. Ma bruce. 25 cento in più di spettatori ed è meno populista pop di Madonna che per apprezzare nn occorre nulla. Insomma onore a Madonna ma la musica e altro!

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    • Nycs, grazie innanzitutto per il tuo commento.

      Se avessi avuto la possibilità penso che avrei partecipato anche a quello di Bruce Springsteen perché per me la musica è a 360°, come la vita insomma. Ci sono momenti in cui vuoi ballare e divertirti e altri in cui vuoi riflettere e cibarti di qualcosa di più elevato. L’importante è avere entrambi questi lati, se ne manca uno siamo o troppo superficiali o troppo intransigenti.

      Rispetto a Madonna, ho più volte citato nell’articolo che si tratta di puro intrattenimento: nei suoi concerti la musica c’è (tant’è che alcuni duetti con i Kalakan sono stati davvero di altissimo livello) ma, come tutti sanno, il protagonista principale rimane lo “spettacolo” in sé.

      Bruce desta ammirazione, Madonna curiosità. Motivo, forse, per cui hai letto la recensione e lasciato il tuo commento :)

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