Nightwish: cronaca di un concerto epico

maytherockbewithyou.com

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Vi siete mai trovati di fronte a quell’irrefrenabile sensazione di viaggiare ai confini della realtà mentre ascoltate una canzone? A me succede spesso. E’ come se tutto si fermasse, rimanesse lì, sospeso nell’aria. Mi sento potente, invincibile: nel mio immaginario niente e nessuno potrebbe fermarmi. La canzone si muove, si trasforma e mi trasporta in un mondo parallelo. La mente, l’immaginazione prende il volo e mi ritrovo con un sorriso sul volto quando d’improvviso in camera e nelle mie orecchie ripiomba prepotente il silenzio.

E’ questo ciò che mi succede quando ascolto un brano, uno qualsiasi, dei Nightwish. Ed è questo ciò che mi è successo la prima volta che li ho ascoltati – giusto qualche anno fa, senza sapere che in realtà fanno musica dall’ormai lontano 1996.

Per chi non li conoscesse o li avesse solo sentiti nominare, i Nightwish sono una band symphonic/gothic/epic metal, anche se non sopporto chi riesce ad etichettarli così facilmente. La loro bravura sta nell’essere artisti poliedrici: nel loro ultimo lavoro, Imaginaerum, si passa da pezzi melodici come The Crow, The Owl and The Dove a brani dove muovere la testa senza riuscire a controllarla come Last Ride of the Day passando persino per canzoni dal retrogusto jazz/blues come in Slow, Love, Slow. Il suono dei Nightwish potrebbe essere perfetto per le colonne sonore di videogiochi dai mondi sconosciuti ed affascinanti o di film altrettanto epici – non per niente l’album preferito dalla band è la colonna sonora de Il Gladiatore.

Ieri sera ho avuto il privilegio e l’onore di vederli (e soprattutto sentirli) dal vivo al Forum di Assago. Non riuscirò mai a tramutare in parole la quantità innumerevole di sensazioni che ho provato, ma posso tentare: malinconia, adrenalina, gioia, energia, liberazione.

Il concept di Imaginaerum è basato sul mondo circense o, più genericamente, su quello del lunapark, del divertimento, sempre con l’immancabile darkness mood che li contraddistingue. Le canzoni più recenti venivano infatti accompagnate da immagini raffiguranti ogni tipo di giostra, ma ho come avuto l’impressione che sapessero che saremmo andati oltre, che ognuno di noi si sarebbe creato il proprio unico microcosmo, con il semplice ma potente potere evocativo della loro musica. 

I giochi di luce e gli effetti speciali hanno sicuramente contribuito a rendere la performance ancora più esaltante, ma la vera forza di questi ragazzi che arrivano dalla fredda Finlandia è quella di scaldare i cuori e far parlare solo le loro e le nostre emozioni.

Come fossero usciti da un film di Tim Burton, alle tastiere (da brivido, ricordavano l’organo di Dracula – o del capitano Nemo?) troviamo il fondatore e belloccio della band: Tuomas Holopainen; scatenatissimi alla batteria e alla chitarra c’erano rispettivamente Jukka Nevalainen e Emppu Vuorinen; a dominare basso e voce maschile (e di quanto sia bella e particolare si dovrebbe aprire un capitolo a parte!) c’era Marco Hietala, mentre alle voci femminili la bravissima e sorridente Anette Olzon, nel gruppo dal 2006 in sostituzione di Tarja, teneva alte e a tempo le mani di migliaia di persone in visibilio.

Non riesco a decidere su quale canzone ci sia stato il picco, il momento più alto di tutto il concerto: le (quasi) due ore di live sono state un continuo rollercoaster mai scontato né banale. La complessità strumentale e melodica dei loro brani sarebbe da analizzare accuratamente per capirne e comprenderne struttura e dinamiche. Ma poi ti ritrovi a commuoverti mentre vedi la gente cantare a memoria Nemo o The Islander e cercare di afferrare uno dei mille lustrini che improvvisamente cadono e si posano sulle loro teste – quasi a voler afferrare quel momento per portarlo con sé nella propria quotidianità. E allora ti rendi conto che non c’è complessità musicale che non sappia parlare all’anima e, ancora una volta, ti ritrovi lì, nel silenzio di una macchina che ti riporta a casa, con il sorriso stampato in volto e la sicurezza di aver assistito a qualcosa di sublime, superiore. Qualcosa di epico. 

Scaletta: 

“Taikatalvi”
“Storytime
“Wish I Had an Angel
“Amaranth
“Scaretale”
“Slow, Love, Slow”
“I Want My Tears Back” (feat. Troy Donockley)
“Come Cover Me”

“The Crow, The Owl and The Dove” (feat. Troy Donockley)
“The Islander” (acoustic version, feat. Troy Donockley)
“Nemo” (acoustic version, con sample di “Angels Fall First” feat. Troy Donockley)
“Last of the Wilds” (feat. Troy Donockley)
“Planet Hell” (con sample di “Stargazers” e “Gethsemane”)
“Ghost River”
“Dead to the World”
“Over the Hills and Far Away” (cover di Gary Moore, feat. Troy Donockley)
“Finlandia”
“Song of Myself” (omessa la parte intitolata “Love”)
“Last Ride of the Day”
“Imaginaerum”

•••

E state attenti perché Imaginaerum si trasformerà presto in un film.
Sì, avete capito bene! Ecco il trailer:

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