Come Ti Morsica La Mela Taylor Swift Nessuno Mai

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UPDATE: ULTIMI AGGIORNAMENTI A FINE ARTICOLO!

Taylor non mi è mai stata particolarmente simpatica. Mi dà l’impressione di essere la prima della classe, quella che ti guarda dall’alto al basso con un bel so-tutto-io-tu-chi-cazzo-sei in sovraimpressione. Insomma, l’etichetta che mi sono sempre sentita affibbiare negli anni della scuola, nonostante suggerissi le risposte ai compagni. Senza successo ovviamente perché eccello nell’arte del farmi sgamare.

Sarà per quello: Taylor mi ricorda tutto quel corollario di emozioni legate a quella parte di me che in realtà non ero ma che tutti pensavano che io fossi.

Con la storia della Apple però è riuscita in un’impresa assai ardua: guadagnarsi la mia stima totale in 2 minuti, il tempo impiegato a leggere la lettera indirizzata all’azienda di Steve Jobs. Sul suo profilo Tumblr, ha spiegato perché non metterà a disposizione il suo ultimo album su Apple Music.

Long story short: il 30 giugno 2015 Apple lancerà Apple Music, il servizio di streaming online che con 37 milioni di canzoni a disposizione a quanto pare darà filo da torcere a Spotify (che al momento è a quota 30 milioni). Tra i punti vincenti vanta sicuramente l’integrazione con iTunes e l’aggiunta di Beats 1, una radio live 24 ore su 24 con Zane Lowe come top DJ. Probabilmente in futuro pure la possibilità di ricevere i complimenti dal Dio dai Mille Volti in persona quando passate dall’heavy metal alla musica classica. Insomma, sempre sulla linea siamo er mejo e tu non puoi stopparci.

Multy-faced God

Per far conoscere il servizio ai suoi utenti, Apple offrirà un periodo di prova gratuito pari a 3 mesi. Ed è proprio qui che sorge il problema. Durante questi 3 mesi di prova, Apple ha dichiarato che non pagherà le royalty agli artisti che decideranno di includere la loro musica all’interno del catalogo. Le nostre nonne direbbero in coro qualcosa tipo: più ne hanno e più fanno i pezzenti. Diversi artisti hanno stortato il naso.

Perché Taylor ha fatto parlare più degli altri?

Partiamo dal presupposto che 1989, il suo ultimo album, ha battuto ogni record vendendo qualcosa come 8,6 milioni di copie (finora) assicurandosi così il primo posto sul podio degli album più venduti nel 2014. Insomma, l’etichetta prima della classe le sta proprio a pennello. Ma pare che la ragazza lavori duro e quindi so’ soddisfazioni e pure meritate.

Se consideriamo tutti i miliardi che guadagnerà Apple, la mancanza della discografia della Swift potrebbe causare al massimo una grossa e grassa risata collettiva tra i piani alti dell’azienda di Cupertino. Già me li vedo, lì con i piedi sulla scrivania mentre bevono Red Bull in jeans e T-shirt bianca perché fa casual.

Il problema è che qui non si parla solo di questo.

Taylor ha un grande, grandissimo seguito. La fetta di pubblico più grande sono i giovani tra i 15 e i 25 anni, gli stessi che con molta probabilità hanno un iPhone tra le mani in questo momento e stanno stalkerando Ed Sheeran e Selena Gomez.

Non solo. Molti artisti potrebbero farsi coraggio dopo la presa di posizione di Taylor. E scommetto che l’ilarità generale potrebbe iniziare a trasformarsi in risata nervosa.

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Ho la sensazione che, nonostante i numeri dichiarino il contrario, Apple non sia più così cool o perlomeno così in forma. Ho sentito tante critiche a riguardo in questi ultimi anni. Questa potrebbe essere l’inizio della fine o comunque l’inizio di una piccola crisi. Ma è da lì che si parte in picchiata, vero Blackberry?

Parlare di quanto sia importante acquistare la musica è un discorso a parte, che mi farebbe star qui a disquisire per un paio d’ore.

Certo, alzi la mano chi tra di noi non ha mai scaricato musica gratuitamente. Ma un conto è farlo sporadicamente, un altro è far sì che diventi una prassi.

Da grande amante della musica (e del fattore qualità), penso sia il minimo dover pagare qualcosa in cambio. Sia da parte di noi fruitori nei confronti di chi ci permette di passare 40 minuti del nostro tempo con la mente più leggera, ma anche da parte di Apple che tiene in saccoccia una buona parte del ricavato (circa il 35%).

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Ecco la traduzione in italiano della lettera di Taylor pubblicata in data 21 giugno:

Ad Apple, Con amore Taylor

Vi scrivo per spiegare la motivazione che mi ha spinta a non includere il mio album, 1989, all’interno del nuovo servizio di streaming Apple Music. Sento la necessità di dare delle spiegazioni proprio perché Apple è sempre stata e continuerà ad essere uno tra i partner migliori per quanto concerne la vendita della mia musica e perché è riuscita ad inventare modi alternativi che mi hanno dato la possibilità di avvicinarmi ulteriormente ai miei fan. Ho rispetto per l’azienda e per le sue menti brillanti che sono riuscite a creare un retaggio basato sull’innovazione, sullo spingersi sempre un po’ più in là.

Penso siate a conoscenza del fatto che offrirà un periodo di prova di 3 mesi a chiunque si iscriva a questo nuovo servizio. Quello che penso non sappiate è che Apple Music non pagherà autori, produttori e artisti per tutta la durata del servizio di prova. Credo sia assurdo, sconcertante e distante da tutto ciò che questa innovativa e generosa azienda ha fatto finora.

Non riguarda me. Fortunatamente sono al quinto album e, grazie ai miei concerti, non solo sono in grado di supportarmi economicamente ma riesco a pagare la mia band, la mia crew e l’intero team di manager con cui lavoro. Riguarda più il nuovo artista o la nuova band che ha appena fatto uscire il primo singolo e che non verrà pagato per il consenso e il successo che riuscirà ad ottenere. Riguarda più il giovane cantautore a cui hanno accettato il suo primo lavoro e che credeva sarebbe stato in grado di pagarsi i debiti proprio grazie alle royalty. Riguarda più il produttore che lavora instancabilmente per innovare e creare, proprio come gli innovatori e i creativi di Apple nel loro campo.. la differenza è che i primi non verranno pagati 3 mesi su 12 quando il pubblico ascolterà le loro canzoni.

Queste non sono le lamentele di una bambina viziata e capricciosa. Questo è l’eco dei sentimenti di ogni singolo cantante, autore o produttore che conosco che ha timore di parlarne pubblicamente proprio per la passione e il rispetto che abbiamo nei confronti di questa azienda. Semplicemente non rispettiamo la loro scelta.

Apple dà il giusto valore al fine ultimo dello streaming a pagamento e personalmente credo sia fantastico sapere di essere arrivati a questo punto a livello storico e musicale. Sappiamo tutti quanto successo abbia Apple e soprattutto che l’azienda sia perfettamente in grado di pagare artisti, autori e produttori per tutta la durata del servizio di prova.. anche se è gratuito per chi lo sta testando.

Tre mesi senza essere pagati sono tanti: non è corretto chiedere agli artisti di lavorare per non ricevere nulla in cambio. Dico tutto questo con affetto, venerazione, ammirazione per tutto quello che Apple ha fatto finora. Anzi, spero di potermi unire a loro non appena si arriverà ad un modello di streaming consono e rispettoso nei confronti di chi fa musica. Penso che tra tutte possa diventare la piattaforma più adatta a questo scopo.

Con tutto il dovuto rispetto, voglio far sapere ad Apple che non è mai troppo tardi per cambiare opinione e soprattutto per far cambiare l’opinione a tutti coloro che nel settore della musica verranno gravemente colpiti da questa decisione. Noi non vi chiediamo di regalarci gli iPhone. Altrettanto, voi siate così gentili da non chiederci di regalarvi la nostra musica senza darci nulla in cambio.

Taylor

applegifInsomma, sul fatto che la mela sia stata morsicata non ci sono dubbi. Bisogna capire se il finale rimarrà invariato con Taylor nei panni della strega cattiva o se ci sarà un colpo di scena che trasformerà Apple in antagonista e perdente.

Che Katy Perry abbia appena passato la patata bollente all’azienda di Cupertino per la canzone e il video di Bad Blood?


UPDATE 22 GIUGNO 2015

A meno di 17 ore dalla pubblicazione della lettera, Apple fa un passo indietro. Ieri in tanti si sono mostrati a favore delle dichiarazioni di Taylor Swift, molti i tweet e RT da parte di artisti come Christina Perri e Matthew Mayfield.

Il risultato? Eddy Cue, senior vice president di Apple, fa sapere al mondo proprio tramite Twitter che l’opinione di Taylor è stata ascoltata: Apple pagherà le royalty agli artisti anche durante i 3 mesi di prova!


Cue ha fatto sapere a Buzzfeed
di aver personalmente telefonato a Taylor Swift per renderla partecipe di questo happy ending. Qualcuno storta il naso pensando si sia trattata di un’ottima operazione di marketing a favore della cantante e della multinazionale. A me piace pensare che quando c’è comunicazione ed educazione le cose possano sempre cambiare in meglio.

Anche in poco tempo.

Una bella lezione impartita alla Apple: ci fa capire che le multinazionali hanno sì potere ma che i cantanti spesso si fanno portatori di messaggi importanti e possono far cambiare opinioni e strategie aziendali.

Ovviamente Twitter è già in subbuglio: c’è gente che, dopo la vittoria di Taylor, ci scherza su e le chiede di far posticipare il lunedì o di far aumentare gli stipendi.

Taylor si è detta contentissima e sollevata. Well done, TayTay.

Ora mele caramellate per tutti.

Come Prepararsi per i Provini di X Factor [LA GUIDA COMPLETA] 

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radiodeejay.it

Le date sono scritte a caratteri cubitali sul sito di X Factor Italia: i casting ufficiali della nona edizione si terranno a Roma il 9-10-11 maggio e a Bologna il 23-24-25 maggio, oltre alle svariate tappe on the road che ci sono già state in giro per l’Italia.

Dopo l’annuncio della nuova formazione (due i giudici riconfermati: Mika e Fedez, una vecchia conoscenza: Elio, e un’apprezzatissima new entry: Skin – che dalla sua pagina Facebook chiede aiuto per imparare l’italiano), è tempo di trovare la nuova voce della riuscitissima versione italiana che, tra gli altri, ha visto trionfare Francesca Michielin, Chiara Galiazzo e Lorenzo Fragola.

X Factor 9

Ma come prepararsi ad affrontare il casting più temuto d’Italia?
Cosa aspettarsi dalle audizioni? Come sostenerle e provare a superarle?


LA MIA ESPERIENZA

Io, lo ammetto, ci ho provato più e più volte – i primi tre anni quasi per gioco, per curiosità, per passare una giornata spensierata insieme ai miei amici cantanti. La quarta volta però ho provato a metterci un po’ di testa (e strategia). Non mi sono presentata da sola ma insieme ad altre 3 amiche – e questo è sicuramente un punto di grande vantaggio se considerate che i gruppi vocali che si presentano sono numericamente inferiori rispetto ai solisti. Certo, c’è da dire che in Italia, rispetto ad altri Paesi, si fa molta più fatica quando si parla di gruppi. C’è sempre la tendenza ad associarli alla boyband o alla girlband di turno quando invece, non per tutti ma in alcuni casi, si tratta di vera e propria magia, soprattutto quando l’amalgama delle voci fa sì che queste ultime si trasformino in un unico suono.

Piccola parentesi: da quest’anno le regole pare siano cambiate. Qualsiasi formazione musicale con almeno un componente cantante potrà presentarsi nella categoria gruppi (in questo modo verrà data la possibilità anche alle classiche formazioni pop/rock, ma anche a formazioni più originali, dj e mc, formazioni acustiche, elettroniche, indie e new folk”).

Presentandomi insieme alle Kanteria, sono riuscita a passare il casting davanti alla redazione, quello davanti ai giudici (con 3 sì da parte di Morgan, Arisa e Elio e un no da parte di Simona Ventura) e ad arrivare ai temutissimi bootcamp. Qui solitamente arrivano i migliori 100 (nel mio caso 100 su 60.000 provinanti) i quali vengono poi ulteriormente scremati. I sopravvissuti? Sono solo 24 e se la giocano agli home visit, dove i giudici scelgono i loro 3 rappresentanti da portare in trasmissione.

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LE FASI

1. CASTING REDAZIONE

Forse non tutti sanno che prima dei casting davanti ai giudici (per intenderci, quelli che vengono trasmessi in TV) c’è una prima fase: il casting davanti alla redazione. Non aspettatevi di cantare davanti a Fedez o Mika. Aspetterete ore e ore prima di entrare in uno stanzino di 1 metro per 2 per esibirvi per 30 secondi e sentirvi dire “grazie, ti faremo sapere”. Non aspettatevi risposte. Date tutto ciò che avete se volete far colpo in quel marasma di migliaia di disperati come voi.

2. CASTING GIURIA

Se siete fortunati verrete chiamati dalla redazione la quale vi svelerà giorno e location dei casting a pochi giorni dalla performance, solitamente una decina di giorni prima. Non so come funzioni ora ma fino a qualche anno fa veniva inviata una lista di un centinaio di canzoni tra cui scegliere. Tra le 4 che avevamo scelto di portare alla fine ci hanno chiesto di Faith di George Michael (a tal proposito, ricordo un Morgan esaltatissimo che continuava a dire “Grandi ragazze che avete scelto questa canzone. Ma dov’è finito George Michael? Ridateci George Michael!“)

Si passa con (almeno) 3 sì, meglio se ne avete 4 onde evitare ripensamenti – sì, può capitare. La tensione quel giorno sarà alle stelle perché, oltre ad essere giudicati da quattro professionisti, avrete davanti a voi un palazzetto di migliaia di persone che, nonostante non sappiano mettere due note in fila, saranno pronte a fischiarvi e a denigrarvi manco fossero nell’arena di Spartacus. Maledetti.

3. BOOTCAMP

Si parte tutti insieme su due o più mega pullman. Destinazione: sconosciuta. Noi ci siamo trovati in una mega villa milanese con free drink e cibo a volontà, escamotage utilizzato per farci indorare la pillola successivamente – forse ricorderete che durante i bootcamp i provinanti rimasti vengono divisi in 2 grandi gruppi e uno dei due viene mandato a casa senza la possibilità di cantare nuovamente davanti ai giudici. Dura legge degli show televisivi, ahimé. Dal party al dramma in due nanosecondi, con gente arrivata dal sud Italia che, giustamente, si lamentava con crisi isteriche mai viste prima per aver perso una giornata di lavoro.

4. HOME VISIT

Non ci sono mai arrivata ma è l’ultimo sforzo prima del programma vero e proprio. Una benedizione o una condanna, dipende dai punti di vista e dal risultato.

X Factor 9

kataweb.it


COME PREPARARSI

ESERCIZIO

Vocale, fisico, mentale. Datevi almeno un mese di tempo per provare le canzoni che avete intenzione di portare davanti alla redazione o successivamente davanti ai giudici. Registratevi e cercate di correggervi. Respirate col diaframma. Date dinamica in modo da non risultare monotoni e noiosi durante la canzone. Riscaldatevi e cantate tutti i giorni, alternando poi un piccolo periodo di pausa per far sì che il vostro cervello rielabori le informazioni acquisite. E bevete acqua a costo di andare in bagno un minuto sì e l’altro pure. Miele e limone sono una panacea per le corde vocali, ma anche lo zenzero non scherza mica.

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PRESENZA SCENICA

A volte fa più miracoli di una bella voce. Se siete in grado di accoppiarle avete trovato la formula segreta. A costo di sentirvi degli idioti: prendete la spazzola, esibitevi davanti allo specchio e fatevi riprendere da amici e parenti. Ascoltate il loro giudizio senza farlo diventare legge, cercate di essere obbiettivi.

Sembrate ridicoli? Cambiate i gesti, la postura, i tic nervosi. Sembrate altamente ridicoli? C’è una possibilità che lo siate per davvero. Forse la carriera da cantante non fa per voi. Abbiate l’onestà di riconoscerlo: farete un favore alle persone in fila (quelle brave davvero) ma soprattutto a voi stessi.

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QUALE CANZONE PORTARE

Come direbbe la Ventura, non sceglietela troppo gigiona, più che altro per una questione di ripetitività. Si sa, l’italiano medio ama la musica pop e, per quanto X Factor sia alla ricerca della nuova popstar della musica italiana, tutti finiranno per portare le solite 2, 3 canzoni. Risultato? La redazione ne avrà le palle piene alla decima esibizione. Scegliete un cantante noto ma non super famoso, scegliete una canzone orecchiabile ma non stupidotta. Cercate la raffinatezza ma fatela vostra, se no rischiate di sembrare troppo sofisticati. Insomma, qualcosa di originale, innovativo. O qualcosa del passato (ma fate attenzione, penseranno che portate il bel canto di una volta). Insomma, lo scopo è far risaltare al meglio la vostra voce.

Imparate a conoscere i vostri punti di forza, la vostra estensione. Cantate qualcosa che vi fa sentire dei fighi spaziali. A nessuno importa la nota super potente se non è perfetta quindi evitate le canzoni troppo difficili: vi alzerete alle 6 del mattino per essere in fila già dalle 8, la vostra voce non sarà al massimo e di certo non potrete mettervi a fare chissà quale riscaldamento prima di entrare nello stanzino (sarebbe meglio chiamarlo tugurio considerate le dimensioni e la vostra ansia in quel momento). E abbiate sempre almeno due canzoni di scorta come piano B.

Last but not least: aspetterete per ore, sarete disidratati e non potrete nemmeno bere chissà quanta acqua (non volete mica andare a far pipì ogni 5 minuti, vero?) – lo dico per voi: no ai virtuosismi di Whitney o Mariah se non siete bravi QUASI quanto loro. Se lo siete, partecipate alla versione inglese di X Factor: Simon Cowell apprezzerà e gli altri giudici scoppieranno in lacrime alla terza nota. Qui pare non funzioni granché (in Italia passa più un tipo alla Nevruz o alla Yasaku Tamura per effetto entertainment).

SCELTA ABITI

Anche qui vale lo stesso discorso: sentitevi a vostro agio. No al tacco 12 se camminate come camioniste, no al cerone di Moira Orfei, no all’atteggiamento da cantante navigato. Siate voi stessi ma metteteci quel 5% in più, quell’attenzione in più, quel pizzico di sicurezza in più che solitamente non avete. Non strafate se non volete rischiare di sembrare troppo costruiti. Come diceva Kelis: “How I dress is a reflection of me“. Seguite il suo consiglio e siate meravigliosamente voi.

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PERSONALITÀ

Same as above. Sorridete ma senza farvi venire una paresi. Siate naturali. Non vergognatevi di elencare le vostre esperienze precedenti o, ugualmente, di elencare la vostra inesperienza. Se siete bravi non avranno nessun tipo di aspettativa e li spiazzerete completamente. Importantissimo il contatto visivo quando cantate. Guardate negli occhi la persona che vi sta provinando, non abbiate vergogna né timore. Gli lascerete l’impressione di avere gli occhi addosso anche quando avrete lasciato la stanza, ergo una possibilità in più che si ricorderà di voi.

Non fatevi scoraggiare dagli altri o da quelli che in fila sembrano più bravi di voi solo perché devono urlare ai quattro venti che sono stati in tour con Topo Gigio o che hanno fatto i cori alla cugina di sesto grado di Madonna. Molto probabilmente sono i più stonati della giornata. Pensate a voi stessi, a quello che vi contraddistingue dagli altri e puntate su quello.


DA TENERE A MENTE

The Show Must Go On

Sì, la musica c’entra eccome ma ricordatevi che siete soprattutto in un programma televisivo. La redazione, per far sì che il programma funzioni, deve rispettare una serie di indicazioni = un copione. Passa sicuramente chi ha una storia da raccontare oltre che una bella voce. Fatevi notare ma, ripeto, senza urtare i nervi di nessuno. Se c’è la possibilità di farvi riprendere, intervistare, cantare davanti ad una telecamera buttatevi. Non si sa mai chi la visionerà o a che punto la passeranno in TV. Noi Kanteria ci siamo ritrovate il giorno dopo su YouTube senza saperne nulla, siamo state presenti nel trailer di presentazione del programma e nella gallery fotografica del sito di Radio Deejay. Magra consolazione però vuoi mettere la soddisfazione di ricevere i messaggini con su scritto “Ma eri tu?“.

Parole Parole Parole

Vi chiederanno che musica ascoltate e a chi vi ispirate: siate pronti. Fate mente locale dei cantanti che vi piacciono da sempre o di quelli che avete scoperto recentemente. Snocciolateli uno dopo l’altro con fierezza. Ma soprattutto, siate intonati (soprattutto durante i casting giuria e particolarmente davanti ad Elio). Non scopiazzate i partecipanti delle vecchie edizioni che di personalità vostra ne avete da vendere.

We Are The World

Divertitevi! Fate conoscenza con chi, come voi, si è messo in fila all’alba. Condividete le vostre passioni, i vostri timori. Cantate insieme per ingannare l’attesa. Siete tutti sulla stessa barca e la competizione è ridicola ed inutile. Fate comunella: quasi sicuramente nasceranno amicizie e collaborazioni musicali. Il più delle volte è ciò che di più bello vi rimarrà di queste giornate estenuanti. 


PS. Avete ancora tempo per iscrivervi ai casting. Potete farlo collegandovi a http://xfactor.sky.it/casting e registrandovi gratuitamente anche se non siete abbonati Sky o chiamando il centralino al numero 0423 402300. Se siete una formazione musicale dovete obbligatoriamente iscrivervi online all’indirizzo sopracitato e allegare un breve video con una vostra esibizione.

X Factor 9

CONCLUSIONI

Tirate giù il palco (non in senso letterale ovviamente) – che sia quello invisibile di uno stanzino invivibile o quello di un palazzetto davanti ai giudici e a migliaia di spettatori. Di questa esperienza vi resterà tanto stress, frustrazione, sudore e nervoso ma anche tante soddisfazioni, amicizie, risate e “scrivimi su Whatsapp“.

Che sia per un programma televisivo, per un esame, per un evento importante, ricordate che nella vita dobbiamo superare esami ed ostacoli praticamente ogni giorno. Un’esperienza di questo genere può solo forgiare e rafforzare la vostra personalità facendovi scoprire prospettive non ancora esplorate.

Godetevela e, mi raccomando, un bel respiro prima di entrare.
In bocca al lupo, canterini!

X Factor 9

I Migliori Graffiti di Amsterdam (Colonna Sonora Inclusa)

Graffiti Amsterdam

Amsterdam è una di quelle città che ti riempie gli occhi: ad ogni angolo si nasconde un tesoro prezioso. Non puoi fare a meno di rimanere incantato davanti a tutto ciò che la città ha da offrire. Che si tratti di musica, arte, architettura, fotografia, design, Amsterdam ha sempre la risposta giusta al momento giusto.

La street art ne è parte integrante. I graffiti, moderni e colorati, costituiscono il contrasto perfetto per le tipiche casette storte, i ponti, vicoli e canali che adornano la città e il labirinto del quartiere a luci rosse. Se ne trovano di tutti colori, anche in centro. La via da non perdere è Spuistraat (fermata del tram: Spui) – lì nuovi capolavori appaiono e scompaiono di settimana in settimana. Non mi stanco mai di andare a dare un’occhiata!

In questo post vi propongo i migliori graffiti del mese di gennaio 2015 con menzione dell’artista – dove possibile – e la colonna sonora che a primo sguardo mi verrebbe da associare. La collezione la trovate anche sul mio account Instagram cercando #mILAdamGraffiti.

Musica e street art sono sempre andate a braccetto.
Lungi da me terminare questa bellissima amicizia.


STREET ARTIST:
Ottograph

SOUNDTRACK:
Fatman Scoop feat. Faith Evans
Be Faithful

Graffiti Amsterdam


STREET ARTIST:
Ox-Alien

SOUNDTRACK:
Tove Lo feat. Hippie Sabotage
Stay High (Habits) RMX

Graffiti Amsterdam


STREET ARTIST:
Unknown

SOUNDTRACK:
Femme
Educated

Graffiti Amsterdam


STREET ARTIST:
Lady Shril

SOUNDTRACK:
Santigold
Disparate Youth

Graffiti Amsterdam


STREET ARTIST:
Unknown

SOUNDTRACK:
Tune-Yards
Water Fountain

Unknown


STREET ARTIST:
Sjem Bakkus + Ox-Alien

SOUNDTRACK:
Gotye
Hearts A Mess

Graffiti Amsterdam


STREET ARTIST:
Zaira

SOUNDTRACK:
Sky Ferreira
Everything Is Embarrassing

Graffiti Amsterdam


STREET ARTIST:
Unknown

SOUNDTRACK:
Chamillionaire feat. Krayzie Bone
Ridin’ 

Graffiti Amsterdam


STREET ARTIST:
Art of Bust

SOUNDTRACK:
KRS-One
Sound of Da Police

Graffiti Amsterdam


STREET ARTIST:
Mixed

SOUNDTRACK:
Katy Perry feat. Juicy J
Dark Horse

Graffiti Amsterdam


STREET ARTIST:
Delicious Brains

SOUNDTRACK:
Jay-Z & Kanye West
No Church in the Wild

Graffiti Amsterdam


STREET ARTIST:
Zaira

SOUNDTRACK:
Tupac
My Block (Nitty RMX)

Graffiti Amsterdam


STREET ARTIST:
Ottograph

SOUNDTRACK:
Elliphant
Revolusion

Graffiti Amsterdam


STREET ARTIST:
Ottograph

SOUNDTRACK:
M.I.A.
Pull Up The People

Graffiti Amsterdam


STREET ARTIST:
Unknown

SOUNDTRACK:
Missy Elliott
Get Ur Freak On

Graffiti Amsterdam


STREET ARTIST:
Zaira + Otto Schade + Art of Bust

SOUNDTRACK:
Dan Croll
From Nowhere

Graffiti Amsterdam


STREET ARTIST:
Unknown

SOUNDTRACK:
Ms. Dynamite
Dy-Na-Mi-Tee

Graffiti Amsterdam


STREET ARTIST:
Hero De Janeiro

SOUNDTRACK:
Basement Jaxx
Red Alert

Graffiti Amsterdam


Photo credits: Ilaria Mangiardi

If you recognize any of the *unknown* artists, feel free to drop a line:
hello@themusicportrait.com


ASCOLTA LA PLAYLIST COMPLETA!

Quale combo street art + soundtrack vi è piaciuta di più?