Marco Masini: cronaca di un concerto sincero

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Non esistono vie di mezzo: Marco Masini o lo ami o lo odi. Credo però, e lo credo vivamente, che essere cresciuta con le sue canzoni abbia contribuito a donarmi quella sensibilità che non tutti, crescendo, riescono a conservare. Mi ha insegnato l’inevitabile brutalità del mondo ma anche come fare per non sopperire, senza per questo sconfinare in un infinito cinismo. Ciò che amo è la verità emanata dalle sue canzoni: senza false illusioni né giri di parole, ne adoro l’essenza.

Marco non è uno che ha bisogno di romanzare le storie che scrive: parla della vita di tutti i giorni e lo fa con la massima sincerità, quella che mi piacerebbe sentire da ogni cantante, mentore o guru che, puntualmente, non osa farlo perché semplicemente non ne ha le palle. Marco possiede il coraggio di mostrare le sue fragilità, che sono poi le nostre medesime, solo tradotte in musica. Ciò che fatico a sopportare è la massa di coloro che vivono dei cliché che i media hanno ricamato su di lui parecchi anni fa ormai e che si sono poi tramutati in pregiudizi da folla becera, quella che “no non ascolto Masini perché se no mi becco dello sfigato” e poi sono lì a cantare a squarciagola in prima fila. O ancora, quelli che preferiscono restare in superficie perché, si sa, andare nel profondo delle cose costa fatica. O peggio, ne hanno paura perché preferiscono cullarsi nell’apparente normalità e hanno timore di guardarsi allo specchio per l’immagine che lo specchio si troverà a vomitare di loro: un’immagine che non piace, una maschera che si indossa per non annaspare. Ma in fondo, per quanto possa cercare di convincervi del contrario, da una parte sono sollevata se fate parte di coloro che non sopportano un cantautore che dice la (sua) verità. Mi solleva perché, se avessi dovuto convincervi, la vostra sarebbe stata una svolta fasulla. Chi ama un artista come Marco Masini lo fa perché sa andare al di là del pregiudizio (che, ammettiamolo, a volte da frustrazione si trasforma in vera e propria crudeltà) e lo fa perché sa ascoltare, non perché lascia che siano gli altri a farlo per lui. E’ questa la sensazione che ho provato, ieri, al Teatro Smeraldo di Milano. Mi sembrava di essere in una grande famiglia. Ciò che mi ha sorpreso, e non poco, è stato vedere gente di tutte le età, dai cinquantenni che hanno iniziato ad ascoltarlo da giovani ai ragazzi della mia età che, come me, conoscono le sue canzoni in quanto eredità delle loro mamme e dei loro papà.

Waiting for..

Il concerto comincia con due canzoni tratte dall’ultimo album Niente D’Importante per poi fare dietrofront e andare a ripescare i vecchi successi del passato, in un alternarsi emozionante e senza freni. Le (quasi) tre ore di performance vengono suddivise in fasi, ognuna battezzata da un filmato in cui vengono proiettate note e tasti di pianoforte con, in sottofondo, Piccolo Chopin. In Lasciaminonmilasciare Marco fa un omaggio a Giancarlo Bigazzi, autore insieme a lui del pezzo, che oggi non c’è più. Ma il picco si raggiunge quasi subito, quando Marco si posiziona al piano per una parentesi in cui dialoga solo con noi, senza musicisti. Quando è il turno di Caro Babbo la quantità di emozione percettibile nel teatro è ai massimi livelli. Credo di aver pianto dalla prima all’ultima parola, con questa canzone che sento anche un po’ mia, a maggior ragione nella data di ieri, 60° compleanno di mio padre. Caro Babbo è la poesia dell’antieroe: da piccoli ci ritroviamo a cercare gli eroi nei fumetti, nei cartoni, nei film, quasi mai nella vita reale, quasi mai in coloro che ci stanno accanto. Forse un motivo c’è, forse è solo un capriccio. Caro Babbo parla di odio e amore, cerca di andare a mettere in ordine i tasselli per far pace con una figura importante, ma soprattutto con se stessi.

Marco Masini @ Teatro Smeraldo (Milano)

La seconda parte del concerto vede il brano che dà il titolo al suo ultimo lavoro, insieme a L’Amore Si Ricorda Di Te, fare da apripista ad una serie di pezzi del passato, da Cantano I Ragazzi (che dedica a noi) ad una versione totalmente nuova e riarrangiata di T’Innamorerai.

L’amore è un angelo spietato, una grande illusione” ci racconta. “Da piccoli pensiamo che sia così solo perché siamo inesperti. La verità è che l’amore fa star male anche a cinquant’anni ma facciamo più fatica ad accettarne la sconfitta.

La fine dello spettacolo è alle porte, Marco saluta per poi ritornare sul palco e omaggiare, con grande stile ed eleganza, il caro e vecchio amico Lucio Dalla. Con Anna & Marco ci regala una versione profondamente sentita. Che sia perché quei due nomi apparentemente messi a caso nascondano in realtà un ulteriore omaggio a sua madre Anna scomparsa anni fa? Io la percepisco così e sorrido, pensando a Lucio, ad Anna, e agli affetti che non ci sono più e che mancano da impazzire.

Marco Masini: omaggio a Lucio Dalla

Dopo aver intonato L’Uomo Volante, il concerto si chiude definitivamente con Marco Come Me, uno dei miei pezzi preferiti presenti nel ultimo album, storia in cui l’uomo di tutti i giorni incontra il cantante che sta sul palco, in un gioco di sdoppiamento e assonanza.

180 minuti di emozioni mi bastano per tornarmene a casa con la verità che fa capolino dalle mani, che prude per uscire, che mi sussurra di essere ciò che sono, senza seguire pregiudizi, giudizi o falsi moralismi.

Me ne torno a casa con la consapevolezza che ogni anima presente al Teatro Smeraldo è sì incazzata con la vita ma possiede comunque una grande speranza nel cuore. E mentre voi alzate il sopracciglio e storcete il naso, si è già messa le cuffiette nelle orecchie per ascoltare ciò che LEI vuole sentire davvero, senza sprecare energie né dar retta a ciò che NON volete sentire voi.

Marco Masini @ Teatro Smeraldo (Milano)

La band

Chitarra elettrica ed acustica: Riccardo Cherubini
Chitarra elettrica: Stefano Cerisoli
Basso: Cesare Chiodo
Tastiere: Antonio Iammarino
Batteria: Massimiliano Agati 

La scaletta

Non Ti Amo Più
Colpevole
E Ti Amo
Cenerentola Innamorata
Disperato
Il Niente
Lasciaminonmilasciare
Caro Babbo
Ci Vorrebbe Il Mare
Benvenuta – Ancora Vita E’ – Ti Vorrei – Le Ragazze Serie

Niente D’Importante
L’Amore Si Ricorda Di Te
Tutta La Vita Che C’è
Cantano I Ragazzi
L’Amore Sia Con Te
Perché Lo Fai
Principessa
T’Innamorerai
Bella Stronza
Vaffanculo
Piccolo Chopin

Anna & Marco
L’Uomo Volante

Marco Come Me

Guarda la galleria fotografica di Sergione Infuso:
Marco Masini @ Teatro Smeraldo – 16 aprile 2012

Informazioni su questi ad

  1. Io ti posso sussurrare la mia gratitudine per un post
    così sincero ( come i concerti del nostro Grandioso Artista Italiano, MARCO MASINI )
    e così corrispondente a cio’ che penso dal 1990.

    Ho la mia piccola presunzione:
    Son convinto che sia il pensiero che si aggira in molti
    che vanno al di là dell’ascolto superficiale, che sanno bene
    quanto profonde e sostanzialmente aperte alla Vita e colme
    di speranza, abbiano le canzoni di Masini.

    Oggi, finalmente, un po’ di quel pregiudizio idiota del tipo:
    “Ascolti Masini? Ma non è triste?
    Masini? No, grazie troppo sfigato” , si sta allontanando
    dalla musica e dagli ambienti dello spettacolo e, in particolare, proprio dalla immagine di
    Marco Masini, sostituendola con quella più vera, autentica di un cantante molto “persona” e poco “personaggio” ma di una bravura artistica SPECIALE.

    Rimane, però, Oggi come dal 1990 la mia convinzione pura che, chi sa apprezzare i suoi testi e la sua musica, abbia sinceramente una marcia in più.
    Nella vita e nell’animo.

    Grazie ancora Ilaria.

    Con amicizia “masiniana”

    Alfredo
    FACEBOOK: SCINTILLEDO
    TWITTER: @Scintilledo

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